ROMA - L'ultima corsa o la stagione del rilancio sono le due strade che potrebbe imboccare l'ippica italiana con la Delega Fiscale. L'ippica vive infatti in una perdurante crisi, che ha fatto arrivare il settore sull'orlo di un precipizio nel quale rischia di cadere e non uscirne più. Per cercare di risollevare il mondo dell'ippica, la Delega in materia di gioco punta al rilancio del settore ippico anche attraverso l'istituzione della Lega ippica italiana, con funzioni, fra l'altro, di: "organizzazione degli eventi ippici, controllo di primo livello sulla regolarità delle corse, ripartizione e rendicontazione del fondo per lo sviluppo e la promozione del settore ippico. Il Fondo è alimentato mediante quote versate dagli iscritti alla Lega, nonché mediante quote della raccolta delle scommesse ippiche, del gettito derivante da scommesse su eventi ippici virtuali e da giochi pubblici raccolti all'interno degli ippodromi, attraverso la cessione dei diritti televisivi sugli eventi ippici, nonché di eventuali contributi erariali straordinari decrescenti fino all'anno 2017". Si tratta dell'ultima possibilità che ha il settore per tentare un rilancio. Insomma un compito difficile ma che l'IHRA (Italian Horse Racing Association) si candida ad affrontare mettendo in campo un vero e proprio esercito fatto di grandi esperti, allevatori, proprietari, allenatori, guidatori, fantini. Una orgogliosa rappresentanza ippica, pronta candidarsi per la gestione della Lega ippica italiana ed affrontare una serie di problemi che vanno dalla cancellazione e riduzione di giornate di corsa al taglio dei premi aggiunti per l'allevamento del cavallo italiano, dalla mancanza di una adeguata rappresentanza tecnica, all'assenza di comunicazione. Il settore ippico non ha mai potuto contare su una struttura così ampia e rappresentativa. L'IHRA, associazione senza fine di lucro soggetta alla vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è quindi certamente il soggetto più pronto ed attrezzato per candidarsi alla gestione della Lega ippica italiana. Questi i numeri con cui l'IHRA dovrà confrontarsi e che dovrà proteggere e migliorare:
50.000 le famiglie che "vivono" di ippica
Oltre 5.600 i punti dove si può giocare sugli eventi ippici
39 i milioni incassati dall'Erario nel 2013 dall'ippica, valore in calo di quasi il 19% rispetto ai 48 milioni del 2012
Raccolta in calo da 1.011 ad 813 milioni tra 2012 e 2013
La spesa effettiva degli appassionati, cioè la differenza tra quanto giocato e quanto vinto, è calata da 299 a 241 milioni tra il 2012 ed il 2013
"Un comitato costituito dai principali attori della filiera, nato per diventare referente istituzionale del settore ippico, per salvaguardare e rilanciare il comparto, mantenere posti di lavoro, garantire il benessere animale, valorizzare gli investimenti e le competenze e per rinnovare le scommesse ippiche, facendo diventare il settore un mercato autonomo ed autosufficiente". Sono questi gli obiettivi principali, spiegati dal presidente di Snai Giorgio Sandi, "L'ippica deve essere considerata come un settore industriale. Il nostro obiettivo è diventare subito il referente di soggetti nazionali e internazionali. Intendiamo quindi promuovere il settore, non adeguatamente valorizzato negli ultimi tempi. Dobbiamo inoltre preservare gli attuali posti di lavoro - per ogni cavallo ci sono due posti di lavoro - e tutelare gli animali. E ancora è necessario rivalutare le scommesse ippiche, lanciare prodotti attrattivi, con payout più accattivanti, e promuovere delle scommesse "esotiche", ovvero quelle che possono attrarre degli scommettitori non tradizionali". Sono state anche presentate le previsioni di spesa elaborate dal Mipaaf e dal MEF, secondo le quali saranno necessari 173,7 milioni nel 2014, che diventeranno 195,7 nel 2015, e infine 197,3 nel 2016. Parte di questi fondi deriveranno ancora dai trasferimenti al monte premi da parte del Mipaaf (nei tre anni 97,7, 119,7 e 121,3 milioni), ma anche da risorse interne, come - oltre ai proventi delle scommesse ippiche - anche parte di quelli delle scommesse virtuali, e la vendita dei diritti televisivi sulle corse. Sui costi, priorità al monte premi, e una ripartizione predeterminata tra monte premi e provvidenze. "L'IHRA intende potenziare gli accordi internazionali per promuovere l'offerta commerciale - ha proseguito Sandi - per rendere lo spettacolo più emotivo aiuterà a vendere il prodotto e ad aumentare la partecipazione dello spettatore", ha concluso Sandi.
50.000 le famiglie che "vivono" di ippica
Oltre 5.600 i punti dove si può giocare sugli eventi ippici
39 i milioni incassati dall'Erario nel 2013 dall'ippica, valore in calo di quasi il 19% rispetto ai 48 milioni del 2012
Raccolta in calo da 1.011 ad 813 milioni tra 2012 e 2013
La spesa effettiva degli appassionati, cioè la differenza tra quanto giocato e quanto vinto, è calata da 299 a 241 milioni tra il 2012 ed il 2013
"Un comitato costituito dai principali attori della filiera, nato per diventare referente istituzionale del settore ippico, per salvaguardare e rilanciare il comparto, mantenere posti di lavoro, garantire il benessere animale, valorizzare gli investimenti e le competenze e per rinnovare le scommesse ippiche, facendo diventare il settore un mercato autonomo ed autosufficiente". Sono questi gli obiettivi principali, spiegati dal presidente di Snai Giorgio Sandi, "L'ippica deve essere considerata come un settore industriale. Il nostro obiettivo è diventare subito il referente di soggetti nazionali e internazionali. Intendiamo quindi promuovere il settore, non adeguatamente valorizzato negli ultimi tempi. Dobbiamo inoltre preservare gli attuali posti di lavoro - per ogni cavallo ci sono due posti di lavoro - e tutelare gli animali. E ancora è necessario rivalutare le scommesse ippiche, lanciare prodotti attrattivi, con payout più accattivanti, e promuovere delle scommesse "esotiche", ovvero quelle che possono attrarre degli scommettitori non tradizionali". Sono state anche presentate le previsioni di spesa elaborate dal Mipaaf e dal MEF, secondo le quali saranno necessari 173,7 milioni nel 2014, che diventeranno 195,7 nel 2015, e infine 197,3 nel 2016. Parte di questi fondi deriveranno ancora dai trasferimenti al monte premi da parte del Mipaaf (nei tre anni 97,7, 119,7 e 121,3 milioni), ma anche da risorse interne, come - oltre ai proventi delle scommesse ippiche - anche parte di quelli delle scommesse virtuali, e la vendita dei diritti televisivi sulle corse. Sui costi, priorità al monte premi, e una ripartizione predeterminata tra monte premi e provvidenze. "L'IHRA intende potenziare gli accordi internazionali per promuovere l'offerta commerciale - ha proseguito Sandi - per rendere lo spettacolo più emotivo aiuterà a vendere il prodotto e ad aumentare la partecipazione dello spettatore", ha concluso Sandi.