Non smette di stupire Leonard Bundu, che alla soglia dei 40 anni sfodera l'ennesimo match perfetto di una carriera immacolata (31 vittorie, due pari tecnici e 0 sconfitte): il pugile fiorentino originario della Sierra Leone mette in palio la corona europea dei pesi welter a Wolverhampton, nella tana dell'inglese Franckie Gavin, e se la riporta a casa con pieno merito imponendosi ai punti. Non ingannino il verdetto non unanime (un giudice ha dato 3 punti a Gavin!) ed i margini risicatissimi assegnati a Bundu dai due giudici (appena un punto) che lo hanno visto prevalere. Il successo nella sostanza è netto, Bundu paga solo nella forma il fatto di dover combattere in trasferta per monetizzare la sua classe, dimenticato in Italia anche dalle tv. Del resto nella boxe il fattore campo conta: oltre ai cartellini lo dimostra anche l'arbitro van de Wiele, che nel sesto round, quello di svolta con l'atterramento di Gavin, conta con molta calma l'inglese e poi, tra 'ritrovamento' del parandenti e attività connesse, gli dà il tempo di prendere un caffè prima di tornare a combattere.
Comunque, anche questa è andata, e ripartono i soliti discorsi quando Bundu vince e convince. Meriterebbe una chance mondiale ecc. ecc. Niente di più giusto, il problema è che la categoria dei pesi welter è quella attualmente più carica di qualità. Ad esempio l'italiano è quarto nella Wbc, sigla più prestigiosa, sul trono della quale c'è l'immenso Floyd Mayweather. Ovvio che il manager Loreni speri nell'incontro della vita, ma Mayweather, detto 'Money' non per caso, fonda parte delle sue borse favolose sulla pay per view. E Bundu negli Usa non è un nome di richiamo, da acquisto della riunione a cifre considerevoli.
Staremo a vedere. Intanto questo ragazzo di 40 anni continua a prendere a randellate i protettissimi pugili britannici. A dicembre era toccato a Lee Purdy, mandato ko a sette secondi dalla fine, ora è stata la volta di Gavin, di 12 anni più giovane, passato illustre tra i dilettanti (anche un oro mondiale) e un curriculum finora fatto di sole vittorie (19). Bundu inizia a vincere il match tatticamente: rende 9 centimetri in altezza al rivale, ma non gli lascia godere il maggiore allungo, accorciando costantemente la distanza. Altra considerazione: l'inglese è un guardia destra, ostico, ma Bundu lo confonde cambiando continuamente impostazione e mettendo il crisi le sicurezze difensive del padrone di casa. Pur 'travestendoci' da giuria casalinga ed assegnando le riprese abbastanza equilibrate tutte a Gavin, a nostro avviso almeno 4 i punti per il campione europeo. La svolta come detto al sesto round: un gancio sinistro al fianco e Gavin va giù. Del conteggio e del resto abbiamo detto, ma da quel momento Bundu inanella una serie di round, quietandosi solamente alla penultima e ultima ripresa, comunque non chiaramente appannaggio dell'inglese. L'unico errore, perchè poi c'è mancato che la giuria si rendesse protagonista di una beffa atroce.
A fine match il potente promoter britannico Frank Warren parla di rinvincita. Bundu gli sta accanto e sorride: ''Money'', ci sta a rivedere sul ring Gavin, ma ''Money''. Mayweather o non Mayweather, è il momento di raccogliere quanto seminato in una carriera iniziata tardi che ma cresce di match in match. Del resto l'Ebu lo ha nominato pugile dell'anno per il 2013, ma l'Europa ora inizia a stare stretta.
Comunque, anche questa è andata, e ripartono i soliti discorsi quando Bundu vince e convince. Meriterebbe una chance mondiale ecc. ecc. Niente di più giusto, il problema è che la categoria dei pesi welter è quella attualmente più carica di qualità. Ad esempio l'italiano è quarto nella Wbc, sigla più prestigiosa, sul trono della quale c'è l'immenso Floyd Mayweather. Ovvio che il manager Loreni speri nell'incontro della vita, ma Mayweather, detto 'Money' non per caso, fonda parte delle sue borse favolose sulla pay per view. E Bundu negli Usa non è un nome di richiamo, da acquisto della riunione a cifre considerevoli.
Staremo a vedere. Intanto questo ragazzo di 40 anni continua a prendere a randellate i protettissimi pugili britannici. A dicembre era toccato a Lee Purdy, mandato ko a sette secondi dalla fine, ora è stata la volta di Gavin, di 12 anni più giovane, passato illustre tra i dilettanti (anche un oro mondiale) e un curriculum finora fatto di sole vittorie (19). Bundu inizia a vincere il match tatticamente: rende 9 centimetri in altezza al rivale, ma non gli lascia godere il maggiore allungo, accorciando costantemente la distanza. Altra considerazione: l'inglese è un guardia destra, ostico, ma Bundu lo confonde cambiando continuamente impostazione e mettendo il crisi le sicurezze difensive del padrone di casa. Pur 'travestendoci' da giuria casalinga ed assegnando le riprese abbastanza equilibrate tutte a Gavin, a nostro avviso almeno 4 i punti per il campione europeo. La svolta come detto al sesto round: un gancio sinistro al fianco e Gavin va giù. Del conteggio e del resto abbiamo detto, ma da quel momento Bundu inanella una serie di round, quietandosi solamente alla penultima e ultima ripresa, comunque non chiaramente appannaggio dell'inglese. L'unico errore, perchè poi c'è mancato che la giuria si rendesse protagonista di una beffa atroce.
A fine match il potente promoter britannico Frank Warren parla di rinvincita. Bundu gli sta accanto e sorride: ''Money'', ci sta a rivedere sul ring Gavin, ma ''Money''. Mayweather o non Mayweather, è il momento di raccogliere quanto seminato in una carriera iniziata tardi che ma cresce di match in match. Del resto l'Ebu lo ha nominato pugile dell'anno per il 2013, ma l'Europa ora inizia a stare stretta.