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Atletica leggera, Yohann e Mehiedine: i due volti di Reims

Sono concittadini due protagonisti degli Europei di Zurigo: il primo fa l'enologo ed ha stabilito la migliore prestazione di sempre sui 50 km di marcia, l'altro ha dominato i 3000 siepi facendosi squalificare per una incredibile ingenuitàdall'inviato ENRICO SISTI
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ZURIGO - Una città, Reims, due volte Francia, da pronunciare in modo diverso: i concittadini Diniz e Mekhissi-Benabbab scoprono i lati opposti della celebrità. Il secondo si crede per cinquanta metri un calciatore, si toglie la canottiera della nazionale prima di tagliare il traguardo nei 3000 siepi e dopo un'ammonizione viene squalificato: "Credevo che il mio potesse essere considerato soltanto un gesto provocato dall'entusiasmo", spiega appena conclusa la batteria dei 1500 stamattina. La questione gli ha lasciato addosso un pesante fardello, al punto che si è dovuto dannare l'anima per recuperare una batteria che aveva cominciato a correre con l'ansia per la notte dormita male, prestazione brutta e confusa che lo stava trascinando via, fra gli eliminati. Ha recuperato soltanto alla fine, proprio nei metri maledetti che la sera prima aveva corso a torso nudo: "Forse a ripensarci è stata una scemenza bella e buona". Può dirlo fo…
ZURIGO - Una città, Reims, due volte Francia, da pronunciare in modo diverso: i concittadini Diniz e Mekhissi-Benabbab scoprono i lati opposti della celebrità. Il secondo si crede per cinquanta metri un calciatore, si toglie la canottiera della nazionale prima di tagliare il traguardo nei 3000 siepi e dopo un'ammonizione viene squalificato: "Credevo che il mio potesse essere considerato soltanto un gesto provocato dall'entusiasmo", spiega appena conclusa la batteria dei 1500 stamattina. La questione gli ha lasciato addosso un pesante fardello, al punto che si è dovuto dannare l'anima per recuperare una batteria che aveva cominciato a correre con l'ansia per la notte dormita male, prestazione brutta e confusa che lo stava trascinando via, fra gli eliminati. Ha recuperato soltanto alla fine, proprio nei metri maledetti che la sera prima aveva corso a torso nudo: "Forse a ripensarci è stata una scemenza bella e buona". Può dirlo forte anche se, un po', possiamo capirlo.

LA FOLLIA DI MEHIEDINE MEKHISSI

Un passo dopo l'altro, l'altro cittadino di Reims, Yohann Diniz, ha vinto la 50 km di marcia. Per evitare che lo si scambiasse per un tuffatore caso mai anche a lui fosse venuto in mente di spogliarsi, ha marciato gli ultimi metri con la bandiera della Francia in mano. Diniz ha 36 anni. E' invecchiato senza accorgersene, come lo è il vino dalla terra d'origine, il Portogallo. Ma al porto lui preferisce, anche per una questione di contiguità con i vitigni di chardonnay, lo champagne. E' un enologo, quando non marcia, tasta terreni, guarda piante crescere, visita aziende, elabora strategie e colture, annusa. "Però questo record profuma più di qualunque vino". Già, il suo oro europeo è stato condito da un primato del mondo (nella marcia si dice "miglior prestazione" perché comunque su strada la misurazione dei tempi non può essere precisa come in pista, basta un leggero rialzo del terreno per cambiare il percorso e l'atteggiamento dei marciatori o dei maratoneti) di valore assoluto: 3h'32'33" (tanto per capire, quando ancora non sapeva nulla del suo sangue, Schwazer a Pechino per conquistare oro impiego 3h37'09", che allora era record olimpico). Non solo, Diniz ha abbassato il precedente primato, che apparteneva al russo Nizhegorodov, anche lui circondato dai sospetti, di un 1'41".

Se si calcola che nei due chilometri finali i marciatori sono anche capaci di marciare sotto i quattro minuti al chilometro, fate voi i conti. "E pensare che avevo deciso, in partenza, di mettermi dietro Ryzhov". C'è riuscito sino al 36° chilometro. Poi non solo non si è staccato come temeva, ma ha addirittura attaccato e con sua grande sorpresa Ryzhov non ha risposto. Il padre di Diniz è un portoghese trapiantato in Francia da bambino, negli anni Trenta: "Molti in quegli anni partivano dal Portogallo per cercare una terra meno schiacciata dal potere politico dopo l'ascesa di Salazar". Poi un pensiero al matto concittadino: "Dedico la mia vittoria a Mehiedine: ieri sera abbiamo parlato in albergo, aveva capito di aver sbagliato". Aveva lo sguardo perso, racconta Diniz: "Ma si riprederà nei 1500". C'è mancato poco che per l'agitazione non uscisse in batteria. Nel qual caso hai voglia a stappare champagne...