ROMA - Lunga audizione di Carolina Kostner in Procura Antidoping del Coni. La pattinatrice altoatesina, accompagnata dai legali Giovanni Fontana e Massimiliano Di Girolamo, è rimasta negli uffici dello Stadio Olimpico di Roma per circa quattro ore per rispondere di complicità e omessa denuncia nel caso Schwazer, il marciatore azzurro e suo ex fidanzato fermato per Epo alla vigilia dei Giochi di Londra 2012 (e poi squalificato fino a gennaio 2016).
"E' stato un colloquio sereno. Carolina ha chiarito i dubbi e penso che anche la procura antidoping sia rimasta soddisfatta. Nel caso ci fossero stati ancora dubbi sul come sono andate le cose ora non ce ne sono più. Carolina non sapeva, è assolutamente in buona fede", ha spiegato al termine l'avvocato Fontana. "Lei non ha coperto niente e nessuno - spiega il legale della altoatesina, riferendosi al controllo domiciliare degli ispettori Wada -. Dietro richiesta di Alex, aveva risposto all'ispettore antidoping che lui non era in casa perchè aveva dato altra reperibilità ed era indispettito dell'essere stato cercato in un posto dove non dovevano cercarlo. Una questione che Carolina aveva inteso come una lesione della privacy". "Pensi che dopo lei andò da un ispettore della Wada e chiamò Alex al telefono per dirgli 'parlaci tu che devono venire a Racines' (dove il marciatore aveva dato la reperibilità, ndr). Questo è successo lo stesso giorno un'ora dopo la visita degli ispettori. Non può esserci nessuna violazione di norma perchè lui è stato trovato, testato ed è anche risultato positivo. Questa è la nostra linea".
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Dichiarazioni importanti anche sul dottor Ferrari: "La frequentazione con Michele Ferrari è stato un episodio del tutto sporadico. L'ha visto solo una volta, non aveva neanche capito che si chiamava dottor Michele Ferrari. Pensava che si trattasse di un preparatore atletico, hanno parlato di tabelle di allenamento e cose del genere. Niente di particolare", precisa l'avvocato Giovanni Fontana. Sul fatto che l'incontro sarebbe avvenuto in un autogrill una sede quantomeno inusuale. "Non avete mai incontrato una persona in un autogrill - dice Fontana - A me e' capitato tante volte di dare degli appuntamenti cosi'. Non è un illecito". Il legale fa chiarezza poi anche sul macchinario che Schwazer usava quando andava a dormire (la tenda ipossica, ndr). "Lo utilizzava in Germania dove è amesso - argomenta - tra l'altro senza spiegarlo a Carolina. Lui ogni tanto aveva dei problemi di respirazione e faceva uso di spray. A suo dire questo macchinario gli serviva anche per questi problemi".
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La Kostner, entrata all'Olimpico da un altro ingresso per depistare i giornalisti, era già stata convocata per venerdì scorso, ma per "motivi lavorativi" (le prove generali di un show sul ghiaccio andato in scena lo scorso weekend all'Arena di Verona) non si era presentata, nonostante la Procura Antidoping, per venire incontro alle sue esigenze, avesse anticipato l'inizio dell'interrogatorio dalle 13 alle 10.30. Procura che quindi aveva emesso verbale di audizione negativa e aveva poi fissato una seconda e ultima udienza per oggi.
La 27enne altoatesina era chiamata a fornire chiarimenti su quanto emerso dall'inchiesta sul doping condotta dalla Procura di Bolzano e nata proprio dal caso Schwazer. In particolare, doveva spiegare perché, nel luglio 2012, mentì agli ispettori antidoping che bussarono alla porta della sua casa di Oberstdorf, coprendo la presenza di Schwazer che si sarebbe dovuto trovare invece a Racines, sede della sua reperibilità.
"E' stato un colloquio sereno. Carolina ha chiarito i dubbi e penso che anche la procura antidoping sia rimasta soddisfatta. Nel caso ci fossero stati ancora dubbi sul come sono andate le cose ora non ce ne sono più. Carolina non sapeva, è assolutamente in buona fede", ha spiegato al termine l'avvocato Fontana. "Lei non ha coperto niente e nessuno - spiega il legale della altoatesina, riferendosi al controllo domiciliare degli ispettori Wada -. Dietro richiesta di Alex, aveva risposto all'ispettore antidoping che lui non era in casa perchè aveva dato altra reperibilità ed era indispettito dell'essere stato cercato in un posto dove non dovevano cercarlo. Una questione che Carolina aveva inteso come una lesione della privacy". "Pensi che dopo lei andò da un ispettore della Wada e chiamò Alex al telefono per dirgli 'parlaci tu che devono venire a Racines' (dove il marciatore aveva dato la reperibilità, ndr). Questo è successo lo stesso giorno un'ora dopo la visita degli ispettori. Non può esserci nessuna violazione di norma perchè lui è stato trovato, testato ed è anche risultato positivo. Questa è la nostra linea".
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Dichiarazioni importanti anche sul dottor Ferrari: "La frequentazione con Michele Ferrari è stato un episodio del tutto sporadico. L'ha visto solo una volta, non aveva neanche capito che si chiamava dottor Michele Ferrari. Pensava che si trattasse di un preparatore atletico, hanno parlato di tabelle di allenamento e cose del genere. Niente di particolare", precisa l'avvocato Giovanni Fontana. Sul fatto che l'incontro sarebbe avvenuto in un autogrill una sede quantomeno inusuale. "Non avete mai incontrato una persona in un autogrill - dice Fontana - A me e' capitato tante volte di dare degli appuntamenti cosi'. Non è un illecito". Il legale fa chiarezza poi anche sul macchinario che Schwazer usava quando andava a dormire (la tenda ipossica, ndr). "Lo utilizzava in Germania dove è amesso - argomenta - tra l'altro senza spiegarlo a Carolina. Lui ogni tanto aveva dei problemi di respirazione e faceva uso di spray. A suo dire questo macchinario gli serviva anche per questi problemi".
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La Kostner, entrata all'Olimpico da un altro ingresso per depistare i giornalisti, era già stata convocata per venerdì scorso, ma per "motivi lavorativi" (le prove generali di un show sul ghiaccio andato in scena lo scorso weekend all'Arena di Verona) non si era presentata, nonostante la Procura Antidoping, per venire incontro alle sue esigenze, avesse anticipato l'inizio dell'interrogatorio dalle 13 alle 10.30. Procura che quindi aveva emesso verbale di audizione negativa e aveva poi fissato una seconda e ultima udienza per oggi.
La 27enne altoatesina era chiamata a fornire chiarimenti su quanto emerso dall'inchiesta sul doping condotta dalla Procura di Bolzano e nata proprio dal caso Schwazer. In particolare, doveva spiegare perché, nel luglio 2012, mentì agli ispettori antidoping che bussarono alla porta della sua casa di Oberstdorf, coprendo la presenza di Schwazer che si sarebbe dovuto trovare invece a Racines, sede della sua reperibilità.