NANNING (Cina) - Niente medaglia azzurra nella finale al corpo libero femminile dei Mondiali di ginnastica artistica di Nanning, in Cina. Vanessa Ferrari, argento lo scorso anno ad Anversa e campionessa europea in carica, ha chiuso al quinto posto (14.666). Oro all'irraggiungibile statunitense Simone Biles (15.333), già prima alla trave pochi minuti prima e vincitrice del titolo assoluto venerdì. Alle sue spalle la romena Larisa Iordache (14.800) e la russa Aliya Mustafina (14.733). Settima l'altra azzurra in gara, Erika Fasana, che ha chiuso con il punteggio di 13.900.
FERRARI AMARA - La Leonessa di Brescia, affaticata dopo le imprese con la squadra e nel concorso generale, ma sempre fortemente determinata, porta a termine il 13° esercizio senza errori in sette giorni. Purtroppo però non riesce ad aggiungere gli abbuoni al suo programma - soprattutto l'enjambè sul posto dopo il doppio teso in seconda diagonale e un salto indietro raccolto dopo lo Tsukahara della terza - e così finisce a poco più di mezzo punto dalla vetta e a 67 millesimi dal podio. ''Non mi sono venuti i collegamenti -conferma il caporal maggiore dell'Esercito Italiano-. La nota di partenza però ci stava e a parte il passo sulla seconda diagonale il resto mi sembrava buono. Preferisco non aggiungere altro altrimenti potrei dire qualcosa di poco carino. Ma già da quando ci siamo schierate davanti alla giuria si era capito come andava a finire -aggiunge, lasciando intendere di avercela con la Mustafina, l'eterna rivale che le soffiò il bronzo a Londra nel 2012-. Il quinto posto è meglio della medaglia di legno, che ha sempre il sapore della beffa, però così è come se fossi arrivata quarta, perché la terza dovrebbe stare molto più indietro. Ero un po' stanca, e vorrei vedere dopo tre All-around in una settimana, però alla finale ci tenevo. Adesso penso a prepararmi alle gare di Coppa del Mondo, a Stoccarda e Glasgow, dove, visto come è andata a finire qui, spero di togliermi qualche soddisfazione".
Sul fronte maschile, al volteggio il nordcoreano Ri Se Gwang si impone sull'ucraino Igor Radivilov e sull'americano Jacob Dalton, mentre alle parallele pari la giovane stella di Donetsk, Oleg Verniaiev, guarda dall'alto in basso l'altro statunitense Danell Leyva e il nipponico Ryohei Kato. Chiusura spettacolare alla sbarra, sulla quale si riconferma, con un esercizio ai limiti della fisica (la difficoltà da 7.70 parla da sé) il campione uscente, nonché olimpionico in carica, l'olandese Epke Zonderland.
FERRARI AMARA - La Leonessa di Brescia, affaticata dopo le imprese con la squadra e nel concorso generale, ma sempre fortemente determinata, porta a termine il 13° esercizio senza errori in sette giorni. Purtroppo però non riesce ad aggiungere gli abbuoni al suo programma - soprattutto l'enjambè sul posto dopo il doppio teso in seconda diagonale e un salto indietro raccolto dopo lo Tsukahara della terza - e così finisce a poco più di mezzo punto dalla vetta e a 67 millesimi dal podio. ''Non mi sono venuti i collegamenti -conferma il caporal maggiore dell'Esercito Italiano-. La nota di partenza però ci stava e a parte il passo sulla seconda diagonale il resto mi sembrava buono. Preferisco non aggiungere altro altrimenti potrei dire qualcosa di poco carino. Ma già da quando ci siamo schierate davanti alla giuria si era capito come andava a finire -aggiunge, lasciando intendere di avercela con la Mustafina, l'eterna rivale che le soffiò il bronzo a Londra nel 2012-. Il quinto posto è meglio della medaglia di legno, che ha sempre il sapore della beffa, però così è come se fossi arrivata quarta, perché la terza dovrebbe stare molto più indietro. Ero un po' stanca, e vorrei vedere dopo tre All-around in una settimana, però alla finale ci tenevo. Adesso penso a prepararmi alle gare di Coppa del Mondo, a Stoccarda e Glasgow, dove, visto come è andata a finire qui, spero di togliermi qualche soddisfazione".
Sul fronte maschile, al volteggio il nordcoreano Ri Se Gwang si impone sull'ucraino Igor Radivilov e sull'americano Jacob Dalton, mentre alle parallele pari la giovane stella di Donetsk, Oleg Verniaiev, guarda dall'alto in basso l'altro statunitense Danell Leyva e il nipponico Ryohei Kato. Chiusura spettacolare alla sbarra, sulla quale si riconferma, con un esercizio ai limiti della fisica (la difficoltà da 7.70 parla da sé) il campione uscente, nonché olimpionico in carica, l'olandese Epke Zonderland.