ROMA - Tre uomini in barca, ma che barche pazzesche, tre italiani che quasi in contemporanea e a diverse latitudini, chi da fuori Civitavecchia, che da Alicante e chi dalle acque fluviali di New York, sono partiti in questi giorni a caccia di tre diversissimi ma ugualmente eccezionali record di corsa a vela. Giovanni Soldini, Alberto Bolzan e, proprio oggi, il più originale e senza precedenti, Matteo Miceli, che è salpato dal porto di Riva di Traiano con una barca totalmente ecologica, un orto semitascabile e due galline, vere e assai ovaiole, per un giro del mondo in solitaria, senza produrre alcun elemento inquinante e fumo di combustibile fossile, in cui promette di circumnavigare il globo in cinque, sei mesi, senza mai fermarsi e totalmente autosufficiente da un punto di vista alimentare. Gli unici cibi conservati che porta a bordo, a parte una manciata di liofilizzati per l'emergenza vera, sono le sementi di cui si cibano i due volatili-fattoria. Ma vediamo nel dettaglio le tre sfide in corso quasi in contemporanea lungo gli oceani del mondo
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Matteo Miceli - Accompagnato da un'ala di un centinaio di barche amiche e beneauguranti, Matteo Miceli, romano, 44 anni e già detentore di un record mondiale di traversata Atlantica su un catamarano di sei metri, è partito dal porto di Riva di Traiano in una giornata quasi estiva: rotta ovest verso Bocche di Bonifacio, stretto di Gibilterra e poi giù il grande balzo verso capo di Buona Speranza e intorno intorno fino da capo Horn e di nuovo verso le latitudini del nord e le domestiche acque del Mediterraneo. Il record di circumnavigazione del globo con le barche più spinte è al di sotto degli 80 giorni di durata (78 giorni del francese Francois Gabart vincitore sul suo monoscafo dell'ultima Vendée Globe 2013, impresa straordinaria, ma il record assoluto è di 45 giorni del trimarano-monstre Banque Populaire, skipper ancora un francese, Loick Peyron...) ma lui, Matteo Miceli, non potrà farcela in meno di 5, 6 mesi. La sua barca Eco 40 è lunga poco meno di 13 metri e, a differenza di tutte le altre finora vincitrici, è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico e in piena autonomia alimentare. Dotata di celle fotovoltaiche, pale eoliche e turbine, è stata progettata e realizzata per garantire un approvvigionamento energetico sufficiente al funzionamento degli strumenti di bordo senza l'impiego di combustibili fossili.
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L'autonomia alimentare è garantita dalle due galline, dalle lenze da pesca e da un orto interno all'imbarcazione. Due vasche basculanti, che possono quindi oscillare con le onde, sistemate sui due lati della barca, per un totale di due metri quadrati, in cui Miceli coltiva prevalentemente insalata ed erbe aromatiche per ottenere un raccolto giornaliero di 40 grammi per metro quadro. L'apporto proteico verrà dai due volatili, "la Bionda e "la Mora", che, secondo le aspettative, produrranno almeno un uovo al giorno. Le due non sono nuove a esperienze marinare, hanno almeno 5 mila miglia di navigazione alle spalle. L'acqua sarà fornita dai desalinatori, alimentati dall' energia prodotta principalmente dai pannelli solari.
Miceli ha poi spiegato che potrà dormire 20 minuti ogni 3 ore, con una tecnica messa a punto da Claudio Stampi, esperto dottore velista e fondatore dell'istituto di Biocronologia di Boston, per tutti 'doctor sleep'. Sarà un riposo "polifasico e legato ai ritmi circadiani", che tradotto vuol dire "20 minuti di sonno ogni 3 ore, fino ad arrivare a un calo di un'ora e un quarto, cambiando continuamente orario dal momento che si fa il giro del mondo. E facendo attenzione a non perdere il sonno vero, altrimenti lo perdo per tutto il giorno".
Tra un controllo all'albero e il lavoro febbrile sulle attrezzature di bordo, il velista racconta dell'idea "nata nel 2007" e portata avanti per anni, fino a realizzare finalmente la eco-barca alle cui spese, circa 300mila euro, ha partecipato anche Paolo De Girolamo, professore universitario alla Sapienza che lo ha seguito fin dall'inizio fino a diventare suo socio e sostenitore. Altri sponsor che lo spingono, i fratelli Zingaretti, e Luca-commissario Montalbano per primo ha preso lezioni di vela da Miceli, e lo Yacht club Favignana
Una sola 'paura' dichiarata: i tratti con poco vento - nel suo giro solitario intorno al mondo sarà costantemente tracciato e monitorato anche per il record di traversata. "A una media di 8 nodi dovrei farcela al massimo in 5 mesi. Tratti 'pericolosi'? Per me saranno quelli con poco vento, preferisco andare veloce, anche quando al polo sud si arriva intorno ai 50 nodi e tutto intorno ulula e fischia". Alla fine della traversata, Miceli tornerà a Roma e a quel punto comincerà un altro giro, stavolta nelle scuole e nelle università, con la collaborazione della Regione Lazio. "Ci tengo tantissimo, voglio parlare della mia esperienza e provare a trasmettere un pò del mio entusiasmo e tanta passione ai giovani, che oggi troppe volte non sanno mettersi in gioco".
Giovanni Soldini - Davanti al faro di Ambrose, nella baia di New York, al timone del "suo "Maserati", lo skipper italiano più famoso nel mondo ha varcato sabato 18 ottobre la linea di partenza per tentare di battere il record di traversata atlantica da New York a Lizard Point, la punta più a ovest dell'Inghilterra. 2.880 miglia in nord Atlantico, passando sotto Terranova, all'inseguimento dei fronti freddi, da percorrere in meno di 6 giorni, 17 ore, 52 minuti e 39 secondi, il tempo record stabilito nel 2003 dal maxi yacht di 140 piedi Mari Cha IV dell'americano Robert Miller con a bordo 24 persone di equipaggio. A bordo di Maserati, oltre allo skipper Giovanni Soldini, un equipaggio internazionale di nove velisti: gli italiani Guido Broggi, che gli è a fianco da sempre, Corrado Rossignoli, Andrea Fantini, Michele Sighel, Alberto Sonino; il tedesco Boris Herrmann; il cinese Jianghe Teng, detto Tiger; lo spagnolo Oliver Herrera Perez; l'inglese Sam Goodchild.
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"Siamo partiti col buio, le prime ore sono state entusiasmanti con ottime condizioni e Maserati è riuscita a dare il meglio di sé planando spesso oltre i 25 nodi di velocità. Nel corso della notte il vento come da previsioni è calato, ma diversamente da quanto annunciato ci è girato in poppa -ha commentato Giovanni Soldini le prime 12 ore di navigazione-. Abbiamo passato quattro, cinque ore molto difficili con una rotta pessima, poco vento e onde gigantesche quasi di prua. La colpa è dell'uragano Gonzalo che sta arrivando alle Bermuda e ci ha risucchiato tutto il vento. Per fortuna ora la situazione si è normalizzata, il vento ha ripreso la sua direzione stabilita dalle previsioni e piano piano sta acquistando un pò di forza. Nelle prossime ore l'uragano continuerà la sua rotta verso nord passando sulla nostra prua a 250 miglia di distanza. A quel punto dovremmo essere nel vento stabile e pulito e con un pò di fortuna dovremmo aver passato il primo grosso cancello di questa rotta".
Alberto Bolzan - Dietro non si è portato nessun portafortuna, né una foto, né un bracciale: "Non potevo, siamo organizzati per lo stretto indispensabile, siamo pesati al grammo". Non sarà una passeggiata la Volvo Ocean Race edizione 12, per Alberto Bolzan, 32 anni, friulano e un curriculum velico che comprende anche quatto titoli mondiali e quattro vittorie nel Giro d'Italia a Vela. E' l'unico italiano che partecipa come membro dell'equipaggio alla gloriosa regata intorno al mondo, con sette imbarcazioni fuori dal comune partite due settimane fa dal porto di Alicante in Spagna e attualmente in rotta verso Città del Capo.
Alberto in poco tempo ha guadagnato la stima del suo equipaggio, si è rivelato uno degli uomini chiave del team turco-americano Alvimedica che lo ha imbarcato. Nei test è stato sempre il più veloce al timone e i suoi compagni lo chiamano "Ferrari", in casa Volvo, la casa automobilistica svedese proprietaria della regata. Gli equipaggi affronteranno bufere di vento fino a 70 nodi e onde adeguate alla mostruosità dei tifoni e, mai come quest'anno, con l'introduzione del one design le barche sono tutte uguali, le capacità degli equipaggi usciranno fuori. Per Alberto infatti "nessuno avrà scuse, mai come in questa edizione se una barca andrà più veloce, il merito sarà tutto dell'equipaggio".
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Matteo Miceli - Accompagnato da un'ala di un centinaio di barche amiche e beneauguranti, Matteo Miceli, romano, 44 anni e già detentore di un record mondiale di traversata Atlantica su un catamarano di sei metri, è partito dal porto di Riva di Traiano in una giornata quasi estiva: rotta ovest verso Bocche di Bonifacio, stretto di Gibilterra e poi giù il grande balzo verso capo di Buona Speranza e intorno intorno fino da capo Horn e di nuovo verso le latitudini del nord e le domestiche acque del Mediterraneo. Il record di circumnavigazione del globo con le barche più spinte è al di sotto degli 80 giorni di durata (78 giorni del francese Francois Gabart vincitore sul suo monoscafo dell'ultima Vendée Globe 2013, impresa straordinaria, ma il record assoluto è di 45 giorni del trimarano-monstre Banque Populaire, skipper ancora un francese, Loick Peyron...) ma lui, Matteo Miceli, non potrà farcela in meno di 5, 6 mesi. La sua barca Eco 40 è lunga poco meno di 13 metri e, a differenza di tutte le altre finora vincitrici, è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico e in piena autonomia alimentare. Dotata di celle fotovoltaiche, pale eoliche e turbine, è stata progettata e realizzata per garantire un approvvigionamento energetico sufficiente al funzionamento degli strumenti di bordo senza l'impiego di combustibili fossili.
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L'autonomia alimentare è garantita dalle due galline, dalle lenze da pesca e da un orto interno all'imbarcazione. Due vasche basculanti, che possono quindi oscillare con le onde, sistemate sui due lati della barca, per un totale di due metri quadrati, in cui Miceli coltiva prevalentemente insalata ed erbe aromatiche per ottenere un raccolto giornaliero di 40 grammi per metro quadro. L'apporto proteico verrà dai due volatili, "la Bionda e "la Mora", che, secondo le aspettative, produrranno almeno un uovo al giorno. Le due non sono nuove a esperienze marinare, hanno almeno 5 mila miglia di navigazione alle spalle. L'acqua sarà fornita dai desalinatori, alimentati dall' energia prodotta principalmente dai pannelli solari.
Miceli ha poi spiegato che potrà dormire 20 minuti ogni 3 ore, con una tecnica messa a punto da Claudio Stampi, esperto dottore velista e fondatore dell'istituto di Biocronologia di Boston, per tutti 'doctor sleep'. Sarà un riposo "polifasico e legato ai ritmi circadiani", che tradotto vuol dire "20 minuti di sonno ogni 3 ore, fino ad arrivare a un calo di un'ora e un quarto, cambiando continuamente orario dal momento che si fa il giro del mondo. E facendo attenzione a non perdere il sonno vero, altrimenti lo perdo per tutto il giorno".
Tra un controllo all'albero e il lavoro febbrile sulle attrezzature di bordo, il velista racconta dell'idea "nata nel 2007" e portata avanti per anni, fino a realizzare finalmente la eco-barca alle cui spese, circa 300mila euro, ha partecipato anche Paolo De Girolamo, professore universitario alla Sapienza che lo ha seguito fin dall'inizio fino a diventare suo socio e sostenitore. Altri sponsor che lo spingono, i fratelli Zingaretti, e Luca-commissario Montalbano per primo ha preso lezioni di vela da Miceli, e lo Yacht club Favignana
Una sola 'paura' dichiarata: i tratti con poco vento - nel suo giro solitario intorno al mondo sarà costantemente tracciato e monitorato anche per il record di traversata. "A una media di 8 nodi dovrei farcela al massimo in 5 mesi. Tratti 'pericolosi'? Per me saranno quelli con poco vento, preferisco andare veloce, anche quando al polo sud si arriva intorno ai 50 nodi e tutto intorno ulula e fischia". Alla fine della traversata, Miceli tornerà a Roma e a quel punto comincerà un altro giro, stavolta nelle scuole e nelle università, con la collaborazione della Regione Lazio. "Ci tengo tantissimo, voglio parlare della mia esperienza e provare a trasmettere un pò del mio entusiasmo e tanta passione ai giovani, che oggi troppe volte non sanno mettersi in gioco".
Giovanni Soldini - Davanti al faro di Ambrose, nella baia di New York, al timone del "suo "Maserati", lo skipper italiano più famoso nel mondo ha varcato sabato 18 ottobre la linea di partenza per tentare di battere il record di traversata atlantica da New York a Lizard Point, la punta più a ovest dell'Inghilterra. 2.880 miglia in nord Atlantico, passando sotto Terranova, all'inseguimento dei fronti freddi, da percorrere in meno di 6 giorni, 17 ore, 52 minuti e 39 secondi, il tempo record stabilito nel 2003 dal maxi yacht di 140 piedi Mari Cha IV dell'americano Robert Miller con a bordo 24 persone di equipaggio. A bordo di Maserati, oltre allo skipper Giovanni Soldini, un equipaggio internazionale di nove velisti: gli italiani Guido Broggi, che gli è a fianco da sempre, Corrado Rossignoli, Andrea Fantini, Michele Sighel, Alberto Sonino; il tedesco Boris Herrmann; il cinese Jianghe Teng, detto Tiger; lo spagnolo Oliver Herrera Perez; l'inglese Sam Goodchild.
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"Siamo partiti col buio, le prime ore sono state entusiasmanti con ottime condizioni e Maserati è riuscita a dare il meglio di sé planando spesso oltre i 25 nodi di velocità. Nel corso della notte il vento come da previsioni è calato, ma diversamente da quanto annunciato ci è girato in poppa -ha commentato Giovanni Soldini le prime 12 ore di navigazione-. Abbiamo passato quattro, cinque ore molto difficili con una rotta pessima, poco vento e onde gigantesche quasi di prua. La colpa è dell'uragano Gonzalo che sta arrivando alle Bermuda e ci ha risucchiato tutto il vento. Per fortuna ora la situazione si è normalizzata, il vento ha ripreso la sua direzione stabilita dalle previsioni e piano piano sta acquistando un pò di forza. Nelle prossime ore l'uragano continuerà la sua rotta verso nord passando sulla nostra prua a 250 miglia di distanza. A quel punto dovremmo essere nel vento stabile e pulito e con un pò di fortuna dovremmo aver passato il primo grosso cancello di questa rotta".
Alberto Bolzan - Dietro non si è portato nessun portafortuna, né una foto, né un bracciale: "Non potevo, siamo organizzati per lo stretto indispensabile, siamo pesati al grammo". Non sarà una passeggiata la Volvo Ocean Race edizione 12, per Alberto Bolzan, 32 anni, friulano e un curriculum velico che comprende anche quatto titoli mondiali e quattro vittorie nel Giro d'Italia a Vela. E' l'unico italiano che partecipa come membro dell'equipaggio alla gloriosa regata intorno al mondo, con sette imbarcazioni fuori dal comune partite due settimane fa dal porto di Alicante in Spagna e attualmente in rotta verso Città del Capo.
Alberto in poco tempo ha guadagnato la stima del suo equipaggio, si è rivelato uno degli uomini chiave del team turco-americano Alvimedica che lo ha imbarcato. Nei test è stato sempre il più veloce al timone e i suoi compagni lo chiamano "Ferrari", in casa Volvo, la casa automobilistica svedese proprietaria della regata. Gli equipaggi affronteranno bufere di vento fino a 70 nodi e onde adeguate alla mostruosità dei tifoni e, mai come quest'anno, con l'introduzione del one design le barche sono tutte uguali, le capacità degli equipaggi usciranno fuori. Per Alberto infatti "nessuno avrà scuse, mai come in questa edizione se una barca andrà più veloce, il merito sarà tutto dell'equipaggio".