MONTECARLO - E' una testata che rimanda, forse a questo punto in maniera definitiva, l'appuntamento di Domenico Spada con la chance della vita, quella mondiale. Sul prestigiosissimo ring di Montecarlo, che richiama a match memorabili della storia della boxe soprattutto degli anni settanta, il pugile romano viene sconfitto al settimo round da Martin Murray per il titolo Silver Wbc (una semifinale mondiale a tutti gli effetti). Decisione tecnica: significa che, una volta interrotto il match per le condizioni di una ferita all'arcata sopraccigliare del pugile romano, apparsa peraltro non così grave, si è andati alla lettura dei cartellini. Tutti hanno premiato il britannico: un punto per un giudice, due per un altro -e ci possono anche stare- cinque per il terzo giudice che vede un match tutto suo.
Fatto sta che Spada resta ancora una volta a bocca asciutta, perchè se è vero che la sua carriera è stata e resta di buon livello, va anche sottolineato come, dai match con Zbik in Germania a quello recente con Rubio in Messico, ci sia stato sempre qualcosa che ha inceppati i momenti di svolta. Niente da rimproverare comunque a 'Vulcano', che interpreta nel miglior dei modi l'incontro, dando costante pressione ad un avversario dotato di allungo maggiore. Una pressione costante in un incontro poco spettacolare ma intenso, spigoloso. Tanti i contatti ravvicinati, tra cui quello del terzo round che indirizza il match: testata dell'inglese che l'arbitro considera involontaria, salvo poi appioppargli contraddittoriamente un richiamo ufficiale.
Proprio il terzo è il round migliore di Spada, a nostro avviso -richiamo compreso- vinto con due punti di margine. I primi due erano scivolati via con sostanziale equilibrio, mentre indubbiamente dal quinto Murray qualcosa in più lo aveva fatto. Insomma, Spada esce a testa alta, mentre da Murray, capace di uscire con una sconfitta dubbia dalla tana di Sergio Martinez in Argentina dopo aver messo giù l'idolo di casa, era lecito attendersi di più. Per lui comunque si aprono le porte per una grande sfida con Miguel Angelo Cotto per il titolo Wbc. Da notare come a bordo ring ci fosse anche Gennady Golovkin, tremendo picchiatore kazako e campione della Wba: il suo progetto è quello di riunire tutto sotto il proprio dominio, in base a ciò che sta facendo vedere, il progetto sembra realizzabile.
Fatto sta che Spada resta ancora una volta a bocca asciutta, perchè se è vero che la sua carriera è stata e resta di buon livello, va anche sottolineato come, dai match con Zbik in Germania a quello recente con Rubio in Messico, ci sia stato sempre qualcosa che ha inceppati i momenti di svolta. Niente da rimproverare comunque a 'Vulcano', che interpreta nel miglior dei modi l'incontro, dando costante pressione ad un avversario dotato di allungo maggiore. Una pressione costante in un incontro poco spettacolare ma intenso, spigoloso. Tanti i contatti ravvicinati, tra cui quello del terzo round che indirizza il match: testata dell'inglese che l'arbitro considera involontaria, salvo poi appioppargli contraddittoriamente un richiamo ufficiale.
Proprio il terzo è il round migliore di Spada, a nostro avviso -richiamo compreso- vinto con due punti di margine. I primi due erano scivolati via con sostanziale equilibrio, mentre indubbiamente dal quinto Murray qualcosa in più lo aveva fatto. Insomma, Spada esce a testa alta, mentre da Murray, capace di uscire con una sconfitta dubbia dalla tana di Sergio Martinez in Argentina dopo aver messo giù l'idolo di casa, era lecito attendersi di più. Per lui comunque si aprono le porte per una grande sfida con Miguel Angelo Cotto per il titolo Wbc. Da notare come a bordo ring ci fosse anche Gennady Golovkin, tremendo picchiatore kazako e campione della Wba: il suo progetto è quello di riunire tutto sotto il proprio dominio, in base a ciò che sta facendo vedere, il progetto sembra realizzabile.