AMBURGO - Il record delle 25 difese del titolo mondiale dei pesi massimi di Joe Louis è ancora lontano, ma se la legge del tempo o qualche astro nascente ancora sconosciuto non lo fermeranno, Vladimir Klitschko può anche farcela. Sul ring di Amburgo arriva la difesa numero 17 del titolo da parte del trentottenne campione ucraino, detentore delle sigle Wba, Ibf e Wbo: a farne le spese il coraggiosissimo bulgaro Kubrat Pulev, fulminato da un sinistro al quinto round, inevitabile epilogo di un match sempre a senso unico. Un Klitshko apparso molto brillante, favorito anche dalla tattica di Pulev che -questo è doveroso sottolinearlo-, invece che starsene rintanato nella sua guardia a limitare i danni, ha tentato senza fortuna il colpaccio.
I numerosissimi tifosi bulgari presenti alla 02 World Arena di Amburgo in pratica sperano per una trentina di secondi. Pulev parte a razzo, illude e si illude, in realtà gioca col fuoco. Un sinistro terrificante di Klitschko lo manda al tappeto, assaggiato di nuovo sempre nello stesso round dopo un'altra serie di colpi. Pulev, e qui sta il coraggio, non cerca però di far passare la bufera, sfidando il rivale anche in un improbabile gioco psicologico. Dopo un secondo round complessivamente interlucutorio, nel terzo ancora un sinistro di Klitschko abbatte Pulev, anche se il colpo più significativo è un destro sul quale il bulgaro vacilla paurosamente.
Una fine inevitabile, che Pulev riesce a prolungare fino al quinto round. Qui riesce anche a piazzare un bel destro al volto di Klitschko, tradizionalmente non un grande incassatore, ma l'illusione dura poco. Klitschko (63 vittorie, 53 prima del limite) trova lo spazio per un altro gancio sinistro, e per Pulev si spegne la luce. Ora l'immediato scenario verso il record di Louis prevede, presumibilmente la riunificazione del titolo con il campione Wbc, il canadese Stiverne. Il resto è tutto da verificare. Pulev era uno dei più credibili avversari, anche perché dopo una carriera da dilettante in cui era stato battuto spesso da nostro Cammarelle, da prof era andato alla grande: non a caso questa è per lui prima sconfitta dopo 20 vittorie. Chissà, magari lo stalker Shannon Briggs, già distrutto dal fratello Vitali, a forza di provocazioni in tutte le salse - era presente anche a bordo ring- otterrà una chance da Vladimir: sicuramente ne beneficerebbe il conto in banca, un po' meno la sua mascella.
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I numerosissimi tifosi bulgari presenti alla 02 World Arena di Amburgo in pratica sperano per una trentina di secondi. Pulev parte a razzo, illude e si illude, in realtà gioca col fuoco. Un sinistro terrificante di Klitschko lo manda al tappeto, assaggiato di nuovo sempre nello stesso round dopo un'altra serie di colpi. Pulev, e qui sta il coraggio, non cerca però di far passare la bufera, sfidando il rivale anche in un improbabile gioco psicologico. Dopo un secondo round complessivamente interlucutorio, nel terzo ancora un sinistro di Klitschko abbatte Pulev, anche se il colpo più significativo è un destro sul quale il bulgaro vacilla paurosamente.
Una fine inevitabile, che Pulev riesce a prolungare fino al quinto round. Qui riesce anche a piazzare un bel destro al volto di Klitschko, tradizionalmente non un grande incassatore, ma l'illusione dura poco. Klitschko (63 vittorie, 53 prima del limite) trova lo spazio per un altro gancio sinistro, e per Pulev si spegne la luce. Ora l'immediato scenario verso il record di Louis prevede, presumibilmente la riunificazione del titolo con il campione Wbc, il canadese Stiverne. Il resto è tutto da verificare. Pulev era uno dei più credibili avversari, anche perché dopo una carriera da dilettante in cui era stato battuto spesso da nostro Cammarelle, da prof era andato alla grande: non a caso questa è per lui prima sconfitta dopo 20 vittorie. Chissà, magari lo stalker Shannon Briggs, già distrutto dal fratello Vitali, a forza di provocazioni in tutte le salse - era presente anche a bordo ring- otterrà una chance da Vladimir: sicuramente ne beneficerebbe il conto in banca, un po' meno la sua mascella.
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