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Boxe, Branco coraggioso e fortunato: europeo a 44 anni. Pacquiao domina Algieri

Uno degli atterramenti inflitti da Pacquiao ad Algieri (ap)
Il laziale, per lunghi tratti in difficoltà con il polacco Jackiewicz e messo tre volte al tappeto, resiste e approfitta di un infortunio al ginocchio dell'avversario. Nel mondiale dei welter Wbo vittoria nettissima ai punti del filippino sull'italoamericano, che va giù sei volte
di LUIGI PANELLA
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ROMA - Gianluca Branco torna in possesso del titolo d'Europa dei pesi welter all'età di 44 anni. E' una grande impresa che può far solo bene ad un pugilato italiano che sempre più si regge sulle gambe dei vecchi leoni. Detto ciò, giusto sottolineare come la vittoria sul tosto Rafal Jackiewicz sia frutto non solo dell'orgoglio e della determinazione del pugile di Civitavecchia, ma anche di una massiccia dose di fortuna. Al gong di introduzione della settima ripresa infatti il polacco dà forfait: colpa di una distorsione rimediata nel round precedente che gli toglie la mobilità necessaria per un match di tale livello.

Fino al momento della sospensione però, il match è praticamente a senso unico. Nel corso di una lunghissima carriera prof iniziata quasi venti anni fa, Branco ce lo ricordavamo così in soggezione solamente in uno dei due tentativi mondiali falliti, quello a Portorico contro Miguel Cotto ormai oltre 8 anni or sono. Sul ring di Terracina, dopo due round poco più che interlocutori, Branco soffre maledettamente i colpi dritti del polacco. Nella terza ripresa un destro - probabilmente un po' troppo dietro la nuca - lo fa barcollare. Un momento critico, Branco tocca due volte il tappeto. Discorso simile nella quarta, quando il gong è benedetto nel salvarlo dopo un ulteriore atterramento. L'italiano comunque è pugile di classe e carattere, fa passare il temporale nel quinto round, ed alla fine il match gira nel sesto, complice il problema fisico del polacco.

''Mi ha preso dietro la nuca con il primo colpo, che per me era irregolare, e mi ha stordito. Ma alla fine avevo ripreso in mano l'incontro, lui non ha avuto nessun infortunio, non ne aveva più fisicamente'', commenta Branco. Magari ha ragione lui, ma a nostro avviso una riflessione sul prosieguo della carriera il neo campione d'Europa farebbe bene a farla.

PACQUIAO DOMINA ALGIERI - Cambiando totalmente scenario, sia ambientale che 'economico', sul ring di Macao nettissima vittoria ai punti dell'idolo delle Filippine, Manny Pacquiao. Tra un concerto ed una apparizione sul parquet (è proprietario di una squadra di basket ed ogni tanto si diletta), Pac Man trova anche il tempo di difendere il titolo mondiale -versione Wbo- dei pesi welter. Il paisà Chris Algieri, pur riuscendo ad ascoltare l'utimo gong, sembra oggettivamente inadeguato ad un match di tale spessore, tanto che la sua settimana di gloria verrà ricordata più per il suo essere 'convenzionale', poco pugile con la sua laurea, la sua vita tranquilla e senza eccessi, che per quello fatto vedere sul quadrato.
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Oggettivamente bello, faccia da attore e abbracci a iosa con Arnold Schwarzenegger e Sylverster Stallone, giunti a sostenerlo, Algieri fallisce senza appello la chance della vita. Pacquiao, pur se probabilmente una spanna al di sotto dei giorni migliori, lo tratta come uno sparring qualsiasi, trovando terreno fertile ad ogni cambio di ritmo. Sei volte, a partire dalla seconda ripresa, Algieri va al tappeto, andando vicinissimo al tracollo totale soprattutto nel nono round, toccato alla punta del mento dal un gancio sinistro potente e preciso. Se non altro l'italiamericano fa vedere orgoglio, riuscendo sempre a rialzarsi fino a strappare un verdetto ai punti dal divario inusuale: due giudici hanno visto sedici punti per il campione, uno addirittura diciotto. Tornando a Pacquiao, il discorso da fare è sempre lo stesso. Mayweather è lo sportivo più ricco del mondo, ed ormai da anni di parla di un match con il filippino dai risvolti economici enormi. La sensazione è che, mai come questa volta, l'organizzazione del grande evento si possa finalmente fare. 
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