Doping, interrogazione in Parlamento: "Serve organismo indipendente di controllo"
Il democratico Cova chiede che la lotta alle sostanze proibite sia priorità di governo e che si metta mano a un "sistema non trasparente" nel quale è evidente il conflitto di interessi del Coni, che agisce da controllore e controllatodi EUGENIO CAPODACQUA
ROMA - Il conflitto di interessi che coinvolge l'attività antidoping del Coni nella veste di controllato-controllore in un delicatissimo settore, arriva fino in Parlamento. In una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute, il deputato PD Paolo Cova ha chiesto che il problema della lotta alla farmacia proibita diventi "una priorità dello sport e del Governo". A muovere l'attenzione del politico, il primo a dimostrare sensibilità nei confronti di un problema che per dimensioni e cifre è divenuto di salute pubblica, oltre agli scandali recenti e recentissimi (ultimo quello emerso dal processo di Bolzano all'ex marciatore azzurro Alex Schwazer) è stata la constatazione di avere a che fare attualmente con un "sistema non trasparente".
"Vogliamo sapere - dice l'on. Cova - per quale motivo la Commissione per la Vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle atti…
"Vogliamo sapere - dice l'on. Cova - per quale motivo la Commissione per la Vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle atti…
ROMA - Il conflitto di interessi che coinvolge l'attività antidoping del Coni nella veste di controllato-controllore in un delicatissimo settore, arriva fino in Parlamento. In una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute, il deputato PD Paolo Cova ha chiesto che il problema della lotta alla farmacia proibita diventi "una priorità dello sport e del Governo". A muovere l'attenzione del politico, il primo a dimostrare sensibilità nei confronti di un problema che per dimensioni e cifre è divenuto di salute pubblica, oltre agli scandali recenti e recentissimi (ultimo quello emerso dal processo di Bolzano all'ex marciatore azzurro Alex Schwazer) è stata la constatazione di avere a che fare attualmente con un "sistema non trasparente".
"Vogliamo sapere - dice l'on. Cova - per quale motivo la Commissione per la Vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive ex legge 376/2000 non abbia affrontato il tema del conflitto di interesse tra controllore e controllato e perché controlla solo i giovani atleti e i settori amatoriali, ma non gli atleti professionisti e di vertice che sono monopolio assoluto del Coni. E chiediamo di istituire un organismo indipendente di controllo come è avvenuto da tempo nella maggior parte dei Paesi europei". A svelare definitivamente il conflitto esistente fra controllato e controllore, secondo Cova è l'inerzia del Coni, "che non ha ancora preso nessun provvedimento riguardo alle mancate segnalazioni della reperibilità degli atleti; le stesse che hanno impedito a suo tempo i controlli a sorpresa. E questo dimostra come il Coni non sappia prendere dei provvedimenti nei confronti dei propri atleti di vertice". Insomma è necessario cambiare un sistema che attualmente "rischia di accettare il doping senza reagire".
"Vogliamo sapere - dice l'on. Cova - per quale motivo la Commissione per la Vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive ex legge 376/2000 non abbia affrontato il tema del conflitto di interesse tra controllore e controllato e perché controlla solo i giovani atleti e i settori amatoriali, ma non gli atleti professionisti e di vertice che sono monopolio assoluto del Coni. E chiediamo di istituire un organismo indipendente di controllo come è avvenuto da tempo nella maggior parte dei Paesi europei". A svelare definitivamente il conflitto esistente fra controllato e controllore, secondo Cova è l'inerzia del Coni, "che non ha ancora preso nessun provvedimento riguardo alle mancate segnalazioni della reperibilità degli atleti; le stesse che hanno impedito a suo tempo i controlli a sorpresa. E questo dimostra come il Coni non sappia prendere dei provvedimenti nei confronti dei propri atleti di vertice". Insomma è necessario cambiare un sistema che attualmente "rischia di accettare il doping senza reagire".