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Boxe, Marsili non dà scampo a Mizsei: l'Europeo dei leggeri resta suo

Il pugile di Civitavecchia domina l'ungherese, battuto per kot alla settima ripresa e reta sul trono continentale. Nella stessa riunione, Scarpa batte Acatullo in uno spettacolare tricolore dei pesi superleggeridi LUIGI PANELLA
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BERGAMO - Non era l'avversario con un tasso di qualità tale da strappargli il titolo Europeo dei pesi leggeri, ma era quello con le caratteristiche per non farlo brillare. Emiliano Marsili invece convince su tutti i fronti: mantiene la corona -su questo c'erano pochi dubbi-, ma lo fa infliggendo una severa lezione di boxe al suo avversario, l'ungherese Gyorgy Mizsei, battuto per kot al settimo round. Una rivincita, visto che l'ungherese, battuto in maniera meno convincente lo scorso mese di settembre, è stato chiamato in fretta e furia a salvare il palinsesto della serata bergamasca dopo il forfait del designato sfidante De Vitis.

Nella precedente circostanza l'ungherese aveva portato il match ai punti, impostando la sua boxe ostica su un allungo inusuale per un peso leggero. Stavolta le cose vanno diversamente. Marsili trova in fretta l'antidoto per neutralizzare quei 14 centimetri di differenza. Non cerca insistentemente il volto dell'avversario per il colpo risolutore…
BERGAMO - Non era l'avversario con un tasso di qualità tale da strappargli il titolo Europeo dei pesi leggeri, ma era quello con le caratteristiche per non farlo brillare. Emiliano Marsili invece convince su tutti i fronti: mantiene la corona -su questo c'erano pochi dubbi-, ma lo fa infliggendo una severa lezione di boxe al suo avversario, l'ungherese Gyorgy Mizsei, battuto per kot al settimo round. Una rivincita, visto che l'ungherese, battuto in maniera meno convincente lo scorso mese di settembre, è stato chiamato in fretta e furia a salvare il palinsesto della serata bergamasca dopo il forfait del designato sfidante De Vitis.

Nella precedente circostanza l'ungherese aveva portato il match ai punti, impostando la sua boxe ostica su un allungo inusuale per un peso leggero. Stavolta le cose vanno diversamente. Marsili trova in fretta l'antidoto per neutralizzare quei 14 centimetri di differenza. Non cerca insistentemente il volto dell'avversario per il colpo risolutore, ma inizia un lavoro ai fianchi che mette a nudo i limiti dello sfidante. E' così che Mizsei non riesce a tenere a distanza il pugile di Civitavecchia, accusando i primi problemi al terzo round, quando un destro lo manda al tappeto proprio nel momento in cui suona il gong.

Inizio della fine per l'ungherese, che combina poco e subisce ancora pesantemente nel sesto round. Due atterramenti: il primo con un gancio destro al fianco dopo un montante di preparazione, il secondo con un sinistro al bersaglio grosso. Miszei è alla frutta, ed alla settima arriva l'epilogo: sinistro di Marsili al volto, altro atterramento che consiglia l'arbitro a porre fini ad un match a senso unico. Insomma, Marsili in Europa ha costruito un fortino non facilmente attaccabile. La ciliegina sulla torta sarebbe ora un mondiale in una delle sigle che contano: l'età non è più tenerissima (38 anni), il suo manager Franco Cherchi si stia guardando intorno.

Bellissimo il sottoclou della serata. Per il titolo italiano dei superleggeri, vittoria ai punti di Andrea Scarpa su Francesco Acatullo al termine di una battaglia molto serrata. Scarpa si è mostrato superiore sia dal punto di vista tecnico che da quello della pesantezza dei colpi, confermandosi elemento interessante, probabilmente degno di una chance che vada oltre il tricolore. Un bravo comunque a Francesco Acatullo, campano trapiantato a Voghera noto alle cronache per la sua professione di parrucchiere e mostratosi all'altezza della situazione nel suo primo tentativo per il titolo.