Caso Schwazer: "Kostner ha mentito per amore"
Depositate le motivazioni della squalifica per 16 mesi inflitta alla pattinatrice: "Ha aiutato l'allora fidanzato a sottrarsi a un controllo antidoping, ma non lo ha coperto nell'assunzione di sostanze illecite". Il Tribunale nazionale antidoping ha considerato i sentimenti un'attenuantedi EUGENIO CAPODACQUA
ROMA - Cinquantacinque pagine fitte di spiegazioni e delucidazioni. Per spiegare come e perché il TNA, il tribunale nazionale antidoping del Coni ha ritenuto comunque colpevole Carolina Kostner nella vicenda che l'ha vista coinvolta quando alla vigilia dei Giochi di Londra 2012 ha mentito all'ufficiale inviato ad effettuare un controllo a sorpresa all'allora suo fidanzato, il marciatore Alex Schwazer successivamente trovato positivo all'epo. Le motivazioni della sentenza che ha portato ad uno stop di un anno e quattro mesi nei confronti della pattinatrice azzurra (pena che la costringerà a saltare almeno un paio di stagioni di gare), fanno riferimento ad una colpa comunque oggettiva. Non solo quella di aver mentito al controllore su suggerimento dell'allora fidanzato; ma anche quella di essere intervenuta attivamente nel depistare il controllo, uscendo di casa e mentendo ancora al DCO (l'ufficiale della Wada deputato a quel controllo).
Se la prima menzogna, può e…
Se la prima menzogna, può e…
ROMA - Cinquantacinque pagine fitte di spiegazioni e delucidazioni. Per spiegare come e perché il TNA, il tribunale nazionale antidoping del Coni ha ritenuto comunque colpevole Carolina Kostner nella vicenda che l'ha vista coinvolta quando alla vigilia dei Giochi di Londra 2012 ha mentito all'ufficiale inviato ad effettuare un controllo a sorpresa all'allora suo fidanzato, il marciatore Alex Schwazer successivamente trovato positivo all'epo. Le motivazioni della sentenza che ha portato ad uno stop di un anno e quattro mesi nei confronti della pattinatrice azzurra (pena che la costringerà a saltare almeno un paio di stagioni di gare), fanno riferimento ad una colpa comunque oggettiva. Non solo quella di aver mentito al controllore su suggerimento dell'allora fidanzato; ma anche quella di essere intervenuta attivamente nel depistare il controllo, uscendo di casa e mentendo ancora al DCO (l'ufficiale della Wada deputato a quel controllo).
Se la prima menzogna, può essere stata dettata dal sentimento e dall'impulsività: "Ha agito - spiega il comunicato del Coni - sulla base di una richiesta della persona che amava" , l'aver poi intrattenuto all'esterno il DCO con alte bugie configura una ulteriore colpa. Una colpa "attiva" che avrebbe potuto addirittura far scattare l'articolo 2.5 del nuovo regolamento che punisce chi interferisce direttamente nel controllo antidoping, come, secondo le indagini, avrebbe fatto Carolina, fingendo che Alex non fosse (come di fatto era) in casa. Il TNA ha comunque voluto essere generoso ed ha tenuto conto della pena minima prevista dal regolamento Wada entrato in vigore all'inizio di quest'anno (due anni), accettando la mozione dei sentimenti; dunque riducendo anche la pena minima perché Carolina avrebbe agito, spiega il comunicato Coni: "In funzione del carattere subitaneo della richiesta, che esigeva una risposta nel giro di pochi secondi, dunque si evidenzia l'assenza di elementi che facciano ritenere che il comportamento dell'Atleta sia stato premeditato".
E infine l'atleta: "Pur consapevole dell'aiuto all'elusione del controllo, non sapeva che Schwazer faceva uso di sostanze vietate. Tali elementi hanno giustificato la riduzione ad un anno e quattro mesi della sanzione di due anni". Insomma, il tribunale avrebbe creduto alla Bella Addormentata quando ha raccontato che nessun sospetto è mai nato in lei quando ha visto certe scatole di medicinali nel suo frigo, oppure quando ha dovuto sopportare il rumore notturno della macchina che simulava l'altura (vitata in Italia) usata dal fidanzato nelle notti trascorse a Oberdosrf. In ogni caso il fatto che Schwazer si dopasse o meno non entra minimamente nella valutazione del Tribunale, che si è limitato a giudicare i comportamento di Carolina, in violazione al regolamento, accertando una colpevolezza oggettiva. Ora Carolina dovrà decidere se, come anticipato il giorno della sentenza, ricorrere al Tas oppure no. Secondo alcune voci il suo avvocato, Fontana, avrebbe rinunciato alla difesa. Ora occorrerà vedere se lei intende davvero andare avanti, magari con il rischio che, applicando in toto il nuovo regolamento, possano determinarsi delle aggravanti, piuttosto che sanzioni meno onerose.
Se la prima menzogna, può essere stata dettata dal sentimento e dall'impulsività: "Ha agito - spiega il comunicato del Coni - sulla base di una richiesta della persona che amava" , l'aver poi intrattenuto all'esterno il DCO con alte bugie configura una ulteriore colpa. Una colpa "attiva" che avrebbe potuto addirittura far scattare l'articolo 2.5 del nuovo regolamento che punisce chi interferisce direttamente nel controllo antidoping, come, secondo le indagini, avrebbe fatto Carolina, fingendo che Alex non fosse (come di fatto era) in casa. Il TNA ha comunque voluto essere generoso ed ha tenuto conto della pena minima prevista dal regolamento Wada entrato in vigore all'inizio di quest'anno (due anni), accettando la mozione dei sentimenti; dunque riducendo anche la pena minima perché Carolina avrebbe agito, spiega il comunicato Coni: "In funzione del carattere subitaneo della richiesta, che esigeva una risposta nel giro di pochi secondi, dunque si evidenzia l'assenza di elementi che facciano ritenere che il comportamento dell'Atleta sia stato premeditato".
E infine l'atleta: "Pur consapevole dell'aiuto all'elusione del controllo, non sapeva che Schwazer faceva uso di sostanze vietate. Tali elementi hanno giustificato la riduzione ad un anno e quattro mesi della sanzione di due anni". Insomma, il tribunale avrebbe creduto alla Bella Addormentata quando ha raccontato che nessun sospetto è mai nato in lei quando ha visto certe scatole di medicinali nel suo frigo, oppure quando ha dovuto sopportare il rumore notturno della macchina che simulava l'altura (vitata in Italia) usata dal fidanzato nelle notti trascorse a Oberdosrf. In ogni caso il fatto che Schwazer si dopasse o meno non entra minimamente nella valutazione del Tribunale, che si è limitato a giudicare i comportamento di Carolina, in violazione al regolamento, accertando una colpevolezza oggettiva. Ora Carolina dovrà decidere se, come anticipato il giorno della sentenza, ricorrere al Tas oppure no. Secondo alcune voci il suo avvocato, Fontana, avrebbe rinunciato alla difesa. Ora occorrerà vedere se lei intende davvero andare avanti, magari con il rischio che, applicando in toto il nuovo regolamento, possano determinarsi delle aggravanti, piuttosto che sanzioni meno onerose.