CATANIA - Il primo match point è fallito. Clemente Russo perde con Alex Egorov la finale della prima fase dell'Apb, non staccando il biglietto per accedere alle Olimpiadi di Rio de Janeiro con un anno e mezzo di anticipo. Per il pugile di Marcianise, che insegue la quarta partecipazione ai Giochi, comunque nulla e perduto. Potrà rifarsi nei tornei successivi con ottime chance di farcela: dei pesi massimi visti all'opera Egorov sembra al momento fuori portata, rispetto agli altri invece l'azzurro ha qualcosa in più, quindi...
Il match di finale, disputato sulla distanza degli otto round, non delude le attese del foltissimo pubblico del PalaCatania. Russo, che da Egorov aveva perso già lo scorso mese di novembre a Bergamo, dimostra di aver lavorato molto bene sulle caratteristiche dell'avversario. Azioni rapide, con serie di colpi tese ad anticipare la costante azione di attacco dell'avversario. "Penso di aver piazzato serie migliori, ma lui è uno tosto, avanzava in continuazione. La sua non è una boxe fatta di pressione e basta, porta pure parecchi colpi". La disamina di Russo a fine match è perfetta. La boxe del campano indubbiamente è più bella da vedere, ed anche la scelta tattica per i primi tre round funziona.
Successivamente però entrano in scena due fattori. Il match si allunga rispetto ai canoni tradizionali del pugilato olimpico, ed escono fuori doti atletiche e carta di identità di Egorov. Nove anni di differenza che si notano eccome quando il pugile dell'est avanza senza soluzioni di continuità, portando colpi che non saranno il massimo dell'eleganza ma sono molto efficaci. A nostro avviso, anche se di tanto in tanto Russo piazza dei bei colpi, gli ultimi cinque round sono appannaggio di Egorov. Legittimi quindi i due cartellini (77-75) per il russo, opinabile il 76 pari del terzo. Un bravo comunque al pugile di Marcianise: in base a quello che si è visto, l'appuntamento con le Olimpiadi è solo rimandato.
Il match di finale, disputato sulla distanza degli otto round, non delude le attese del foltissimo pubblico del PalaCatania. Russo, che da Egorov aveva perso già lo scorso mese di novembre a Bergamo, dimostra di aver lavorato molto bene sulle caratteristiche dell'avversario. Azioni rapide, con serie di colpi tese ad anticipare la costante azione di attacco dell'avversario. "Penso di aver piazzato serie migliori, ma lui è uno tosto, avanzava in continuazione. La sua non è una boxe fatta di pressione e basta, porta pure parecchi colpi". La disamina di Russo a fine match è perfetta. La boxe del campano indubbiamente è più bella da vedere, ed anche la scelta tattica per i primi tre round funziona.
Successivamente però entrano in scena due fattori. Il match si allunga rispetto ai canoni tradizionali del pugilato olimpico, ed escono fuori doti atletiche e carta di identità di Egorov. Nove anni di differenza che si notano eccome quando il pugile dell'est avanza senza soluzioni di continuità, portando colpi che non saranno il massimo dell'eleganza ma sono molto efficaci. A nostro avviso, anche se di tanto in tanto Russo piazza dei bei colpi, gli ultimi cinque round sono appannaggio di Egorov. Legittimi quindi i due cartellini (77-75) per il russo, opinabile il 76 pari del terzo. Un bravo comunque al pugile di Marcianise: in base a quello che si è visto, l'appuntamento con le Olimpiadi è solo rimandato.