BEAVER CREEK (Stati Uniti) - Ultimo fuoco per Lindsey, la sciatrice allergica alle braci. Dopo le mille sfumature del bronzo in Super-G, la regina d'America Vonn cerca l'oro e il riscatto nella discesa di stasera (alle 19 italiane), poi il mondiale per lei finirà. Non è iscritta ad altre gare, la velocità che è il suo regno è l'unica grande occasione per fare la Vonn: una da 64 successi in Coppa del mondo, record celebrato al rientro nel circuito a dicembre dopo 20 mesi tra infortuni e riabilitazione. La signora (30 anni) delle 4 Coppe del mondo generali, 2 ori mondiali e uno olimpico (in discesa a Vancouver 2010), vuole ancora autocelebrarsi, niente di meglio che il palcoscenico di casa. A Vail vive da quando ha 11 anni, ci si è trasferita per diventare The Queen. Sorride ma poi ci pensa, al Super-G vinto dalla rampante Anna Fenninger, 25 anni, lei solo terza dietro alla non amatissima rivale, la slovena Tina Maze. Buono il bronzo, sua sesta medaglia mondiale, l'ottava in un grande evento, ma sempre di bronzo, poco per una come lei abituata alla sproporzione del firmamento. Ha soltanto un giorno per capovolgere l'ordine alfabetico della felicità.
Durante il Super-G c'era un ventaccio, se ne sono lamentate tutte, anche lei, anche se sa di saper svolazzare ben più in alto: "So sciare meglio". L'abbiamo visto. Dopo tutto quel che è stato Lindsey mica cerca scuse, cerca solo l'eterno. "Dicono che ci sarà sole per la discesa" prefigura giustamente Lindsey la meteorologa che da quando è tornata nel giro ha portato bel tempo: cinque successi per un totale di sette podi in 10 gare in coppa. Ieri 19esima in prova, ma è pur sempre una prova e lei la favorita. Anche se non c'è Tiger stavolta, Woods dopo averla coperta di sguardi amorosi sotto i suoi occhialoni neri nel Super-G, è partito per la California per un torneo. Quindi occhio alle solite, Lindsey: quella gheparda Anna Fenninger, l'austriaca animalista e animalesca che si è sbranata l'oro per soli tre centesimi su Tina la rockettara. Anna, prima anche in prova, ruggisce: "Essere performanti in casa di fronte al proprio pubblico è sempre complicato" ha concesso la Mozart degli sci, che due anni fa a Schladming fu oro ancora più sorprendente in combinata. "E' duro continuare a motivarsi quando si è vinto tanto, a volte lo sci diventa persino routine" dice Tina, campionessa olimpica di discesa con due ori negli ultimi due Mondiali (in Super-G nel 2013, in gigante nel 2011) e secondo crono ieri nel training. Ai Giochi di Sochi la slovena, 31 anni, ha condiviso in condominio l'oro con la svizzera Dominique Gisin, e quest'anno in Coppa del mondo guida la classifica. In America cerca medaglie in tutte e 5 le discipline, e ha iniziato bene: "Rimanere affamata ogni giorno non è facile, eppure rimanere affamata è una delle cose che voglio".
Non è la sola: in Colorado non c'è la francese Marion Rolland, detentrice del titolo di discesa (forse un po' a caso), che si è infortunata ai legamenti a Cortina, ma ci sono altre eventuali imbucate di successo: ieri in prova il terzo crono è stato quello della svizzera Lara Gut, settima in Super-G, che ha anche vinto l'ultima discesa di coppa a St Moritz. Imprevedibile Lara, sempre. Però chissà Nadia Fanchini: fu argento d'extrasistole, meraviglia e bellezza a Schladming 2013, quest'anno meglio in Super-G (quinta in Val d'Isere) e in gigante (sempre quinta, in Svezia): 12esima in superg sulla Raptor, non sente ancora feeling con la pista mondiale: "In allenamento ho cercato di fare le linee giuste, ma ho preso molto distacco e non so perché". Sua sorella Elena è tornata a vincere a Cortina (poi un quarto ed un settimo posto): "La pista è molto bella anche se io devo aggiustare le mie linee". Daniela Merighetti che a Cortina dove ha vinto nel 2012, quest'anno è stata terza in discesa, poi nel superg si è fratturata la mandibola contro un paletto. Operata, scia con una maschera tutore. L'altro giorno è caduta in superg senza apparenti conseguenze, anche se la fatica un poco emerge: "Nel training della discesa sono stata molto lenta, anche se ho fatto belle linee. Dall'ultimo intermedio in giù ero stanca sulle gambe". Via la cenere, servono i fuochi.
Durante il Super-G c'era un ventaccio, se ne sono lamentate tutte, anche lei, anche se sa di saper svolazzare ben più in alto: "So sciare meglio". L'abbiamo visto. Dopo tutto quel che è stato Lindsey mica cerca scuse, cerca solo l'eterno. "Dicono che ci sarà sole per la discesa" prefigura giustamente Lindsey la meteorologa che da quando è tornata nel giro ha portato bel tempo: cinque successi per un totale di sette podi in 10 gare in coppa. Ieri 19esima in prova, ma è pur sempre una prova e lei la favorita. Anche se non c'è Tiger stavolta, Woods dopo averla coperta di sguardi amorosi sotto i suoi occhialoni neri nel Super-G, è partito per la California per un torneo. Quindi occhio alle solite, Lindsey: quella gheparda Anna Fenninger, l'austriaca animalista e animalesca che si è sbranata l'oro per soli tre centesimi su Tina la rockettara. Anna, prima anche in prova, ruggisce: "Essere performanti in casa di fronte al proprio pubblico è sempre complicato" ha concesso la Mozart degli sci, che due anni fa a Schladming fu oro ancora più sorprendente in combinata. "E' duro continuare a motivarsi quando si è vinto tanto, a volte lo sci diventa persino routine" dice Tina, campionessa olimpica di discesa con due ori negli ultimi due Mondiali (in Super-G nel 2013, in gigante nel 2011) e secondo crono ieri nel training. Ai Giochi di Sochi la slovena, 31 anni, ha condiviso in condominio l'oro con la svizzera Dominique Gisin, e quest'anno in Coppa del mondo guida la classifica. In America cerca medaglie in tutte e 5 le discipline, e ha iniziato bene: "Rimanere affamata ogni giorno non è facile, eppure rimanere affamata è una delle cose che voglio".
Non è la sola: in Colorado non c'è la francese Marion Rolland, detentrice del titolo di discesa (forse un po' a caso), che si è infortunata ai legamenti a Cortina, ma ci sono altre eventuali imbucate di successo: ieri in prova il terzo crono è stato quello della svizzera Lara Gut, settima in Super-G, che ha anche vinto l'ultima discesa di coppa a St Moritz. Imprevedibile Lara, sempre. Però chissà Nadia Fanchini: fu argento d'extrasistole, meraviglia e bellezza a Schladming 2013, quest'anno meglio in Super-G (quinta in Val d'Isere) e in gigante (sempre quinta, in Svezia): 12esima in superg sulla Raptor, non sente ancora feeling con la pista mondiale: "In allenamento ho cercato di fare le linee giuste, ma ho preso molto distacco e non so perché". Sua sorella Elena è tornata a vincere a Cortina (poi un quarto ed un settimo posto): "La pista è molto bella anche se io devo aggiustare le mie linee". Daniela Merighetti che a Cortina dove ha vinto nel 2012, quest'anno è stata terza in discesa, poi nel superg si è fratturata la mandibola contro un paletto. Operata, scia con una maschera tutore. L'altro giorno è caduta in superg senza apparenti conseguenze, anche se la fatica un poco emerge: "Nel training della discesa sono stata molto lenta, anche se ho fatto belle linee. Dall'ultimo intermedio in giù ero stanca sulle gambe". Via la cenere, servono i fuochi.