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Mondiali sci, discesa libera uomini. Tutti contro Jansrud e Svindal

E' il giorno di The Race sulla Birds of Prey. Contro i norvegesi l'Austria propone Reichelt e l'olimpionico Mayer. L'azzurro Paris: "La neve non cambierà, bisognerà adattarsi". Intanto Lindsey Vonn annuncia: "Vado avanti". Cercherà il riscatto in supercombinata e gigante. Bode Miller: forse carriera finita dopo l'infortunio in superGdal nostro inviato ALESSANDRA RETICO
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BEAVER CREEK - L'Italia contro i vichinghi resuscitati, contro la paura. E' il giorno di The Race, stasera (alle 19 italiane) la discesa maschile, gara regina dei mondiali di Beaver Creek. Sulla Birds of Prey gli azzurri della velocità hanno trovato solo amarezze nel superG: il migliore, Dominik Paris, il 25enne della Val d'Ultimo da sei podi in coppa del mondo, compreso il successo a Kitzbuehel, è stato solo 14esimo: "La neve non cambierà per la discesa e allora bisogna fare di tutto per adattarsi". Dominik, vicecampione del mondo in carica nella specialità, ha avuto molte difficoltà nell'interpretare il tracciato del superg, troppo pieno di curve e tornanti per uno colossale come lui: 100 chili da far girare su una neve secca e a tratti pastosa. La discesa, 2740 metri di salti e verticalità, potrebbe essere più adatta alle sue caratteristiche di potenza e scorrevolezza.

"E' come se tu che usi da sempre la mano destra do…
BEAVER CREEK - L'Italia contro i vichinghi resuscitati, contro la paura. E' il giorno di The Race, stasera (alle 19 italiane) la discesa maschile, gara regina dei mondiali di Beaver Creek. Sulla Birds of Prey gli azzurri della velocità hanno trovato solo amarezze nel superG: il migliore, Dominik Paris, il 25enne della Val d'Ultimo da sei podi in coppa del mondo, compreso il successo a Kitzbuehel, è stato solo 14esimo: "La neve non cambierà per la discesa e allora bisogna fare di tutto per adattarsi". Dominik, vicecampione del mondo in carica nella specialità, ha avuto molte difficoltà nell'interpretare il tracciato del superg, troppo pieno di curve e tornanti per uno colossale come lui: 100 chili da far girare su una neve secca e a tratti pastosa. La discesa, 2740 metri di salti e verticalità, potrebbe essere più adatta alle sue caratteristiche di potenza e scorrevolezza.

"E' come se tu che usi da sempre la mano destra dovessi improvvisamente scrivere con la sinistra", spiega Christof Innerhofer, 30 anni, il vicecampione olimpico di libera che in superG è stato 18esimo. In pista anche Matteo Marsaglia e Werner Heel. Contro la paura di fallire, contro i soliti avversari e i possibili intrusi, compreso l'argento in superG del semisconosciuto canadese Dustin Cook. L'Austria che sta finora dominando ai campionati americani (un oro e un argento ad Anna Fenninger, un oro a Reichelt) ripropone lo stesso Reichelt ma anche il campione olimpico Matthias Mayer. Tutti contro i norvegesi Jansrud e Svindal, resuscitati dai rispettivi guai: il primo, dominatore della velocità quest'anno, è stato quarto in superG dopo aver preso una botta con la spalla sinistra contro un palo. Nessuna frattura, un gran dolore con ematoma e ieri secondo crono in prova dietro il francese Brice. Svindal, rientrato alle gare a questi mondiali dopo un'operazione al tendine d'Achille a dicembre, ha dimostrato di essere tornato un pretendente al podio: sesto in superG, con margini di elevazione a posizioni migliori. Non ci sarà Bode Miller: l'americano, 37 anni, si è fatto ricucire il tendine dietro il polpaccio destro distrutto in una caduta spaventosa in superG. Addio mondiali, stagione e forse carriera.

LINDSEY CI RIPROVA - Ci riprova invece Lindsey Vonn. La regina del Minnesota che vive a Vail, bronzo in superG, è stata solo quinta nella discesa di ieri vinta dalla rivale, non amatissima Tina Maze. Per la slovena, campionessa olimpica in carica, il riscatto dopo l'argento per tre centesimi di troppo sull'oro austriaco della Fenninger, ieri seconda per due di centesimi (terza la svizzera Lara Gut). Lì dietro, Lindsey. Che avrebbe dovuto e voluto dominare i mondiali in casa dopo il rientro da record a dicembre dopo 20 mesi di infortuni: 64 successi in coppa del mondo ma ancora nessun oro.

Per questo ci ha ripensato: i suoi mondiali vanno avanti. Farà la supercombinata di lunedì e il gigante la prossima settimana. Discipline che quest'anno aveva trascurato per evitare troppe sollecitazioni al ginocchio detro, due volte operato. "Ho ancora due gare e anche se le mie chance di fare bene sono molto ridotte, darò il 110 per cento per far accadere il miracolo. Sono davvero dispiaciuta per come è andata la discesa, per tutta la stagione avevo sciato bene ma non ci sono scuse, non ho dato il meglio". I due titoli mondiali di Lindsey risalgono al 2009 in Val d'Isere (discesa e superg). Tra campionati e Olimpiadi ha collezionato 8 medaglie, tutte in discesa e superg e soltanto dei suoi 64 successi in coppa del mondo solo tre sono arrivati dal gigante e 5 dalla combinata. "Ieri è andata così non per mancanza di motivazione, ho provato più forte che potevo, ero concentrata e determinata. Volevo fare qualcosa di speciale davanti a un pubblico superbo e in genere quando mi sento così, mi riesce. Ma non è stato il mio giorno. Non c'è motivo d'essere tristi". C'è un motivo in più per riprovare.