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Doping, accordo Nas-Coni. Malagò: "Da ora in poi solo medaglie pulite"

Accordo tra lo sport italiano e il nucleo dei Carabinieri nella lotta all'uso e al commercio di sostanze proibite.  Soddisfatto il numero uno del Coni: "Dimostra che da parte nostra non c'è nessuna volontà nel mantenere il controllo di un tema delicato come questo". Ora bisognerà vedere come andranno le cose alla prova dei fatti
di EUGENIO CAPODACQUA

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ROMA - La "rivoluzione epocale" dell'antidoping, così come l'ha definita il presidente del Coni Malagò è cominciata. Almeno a parole. Ma dei fatti e dei particolari ancora si sa poco o niente. Rivoluzione perché? Perché l'antidoping del CONI-NADO ha miseramente fallito il proprio compito. Gli scandali degli ultimi anni sono lì a testimoniarlo. Non poteva funzionare un meccanismo in cui controllato e controllore coincidono. Lo ha dimostrato chiaramente in ultima battuta l'inchiesta penale di Bolzano sulla positività del marciatore azzurro Schwazer. Bisognava fare qualcosa. E così ecco il nuovo accordo-quadro CONI-NADO-NAS siglato alla presenza dell'intero gotha dell'Arma : dal generale in capo dei carabinieri Del Sette al Capo dei Nas Piccinno. Al sottosegretario Delrio che ha portato a Palazzo H l'entusiasmo, un po' sopra le righe allo stato dei fatti, del governo per l'iniziativa.

Funzionerà? Si riuscirà a concretizzare una struttura veramente terza e indipendente come vuole la legge 376/2000? Per ora non si può dire nulla. Perché al di là della firma e di generici concetti di attività di "intelligence e controllo", di investigazione e di messa in opera di "ispettori investigativi" (ancora da formare), da parte dei Nas nulla è emerso nei particolari. Che invece fanno e possono fare la differenza. Nomi, strutture deputate alle decisioni sul delicato tema dei controlli a sorpresa, numeri, Nas impiegati, risorse economiche messe in campo e da chi: se ne riparlerà fra tre mesi quando saranno messe a punto non meglio specificate "intese verticali" fra le varie componenti il complesso sistema. Intanto però si registra solo un alone confuso. Malagò e il generale Piccinno hanno parlato di commissioni da azzerare e rifondare. Sono, principalmente, quelle delle esenzioni terapeutiche e quella delicatissima che decide i controlli. Non sarà più il Coni a nominarle, ma il Ministro della Sanità di concerto con il sottosegretario con delega allo sport.

Ma azzerare e rifondare dove? All'interno del Coni o fuori, in una struttura completamente slegata dai vecchi ambienti compromessi? La differenza non è poca. E poi: quali saranno le forze in campo contro un fenomeno che ormai ha i connotati di una vera e propria piaga sociale (e positività ridicole ai test Coni: che non superano lo 0, qualcosa %) ? Per i Nas lo sforzo di tenere le redini di questo sistema sarebbe davvero importante visto che in numerosi casi si registra carenza di personale perfino per le inchieste penali più rilevanti. Potrebbe essere utile solo per traghettare il sistema verso un'agenzia veramente terza, come del resto sta proponendo un gruppo di deputati capitanati dall'on. Paolo Cova (PD, lo stesso partito del sottosegretario Delrio...), che ha preparato una risoluzione al vaglio delle commissioni cultura e affari sociali nei prossimi giorni. Il fatto è che, accordo-quadro o meno, c'è una legge che dice che il Coni deve dismettere la gestione dell'antidoping in toto. Questo è l'unico dato certo. E che a quest'ultimo accordo CONI-NADO-NAS finora manca la legittimazione di un decreto legislativo ad hoc. Come già accaduto per la collaborazione con la CVD, la commissione di vigilanza ex lege 376/2000. "I Nas diventeranno i padroni di casa - dice Malagò - non c'è alcuna volontà nostra di mantenere il controllo. Accetteremo tutte le loro decisioni. Ogni medaglia italiana sarà pulita. Gli atleti devono capire che barare è una follia e non sarà più consentito". Ottimi propositi, ma saranno i particolari a dire quanto poi realizzabili. L'intervento dei Nas dovrebbe estendersi anche ai controlli sullo sport maggiore, quello professionistico. E anche in questo caso, visti gli interessi in ballo, sarà determinante vedere il "come" sarà realizzata questa iniziativa. C'è chi sorride pensando agli ispettori con le provette che bussano alla porta di casa di qualche starlet del firmamento calcistico alle sei di mattina. Ma si vedrà: il tempo è galantuomo.

 
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