Doping, caso Schwazer: a giudizio medici e dirigenti
Dopo il marciatore altoatesino, stavolta tocca ai medici della Fidal Fiorella e Fischetto e della dirigente dell'area tecnica Rita Bottiglieri, citati al termine della prima fase dell'indagine di Bolzanodi EUGENIO CAPODACQUA
ROMA - Stavolta tocca anche a medici e dirigenti. Non solo agli atleti. L'indagine di Bolzano chiude una sua prima fase con la citazione in giudizio dei medici della Fidal Fiorella e Fischetto e della dirigente dell'area tecnica Rita Bottiglieri. Hanno omesso i controlli che avrebbero dovuto mettere in atto, specie quelli a sorpresa, i più efficaci, pur avendo indizi e segnali precisi che avrebbero dovuto spingere in quella direzione. Hanno così favorito il doping di Alex Schwazer, il marciatore azzurro positivo per epo ad un test a sorpresa della Wada alla vigilia dei Giochi 2012. Una forma strisciante di doping istituzionale, dunque, lasciato all'iniziativa individuale, ma tollerato e favorito in nome della solita caccia al risultato e alle medaglie a tutti costi. Un comportamento aggravato, secondo l'accusa, per il ruolo particolare dei medici responsabili della salute degli atleti e di dirigenti come Bottiglieri. Fiorella e Fischetto sanno e non muovono paglia. Vedon…
ROMA - Stavolta tocca anche a medici e dirigenti. Non solo agli atleti. L'indagine di Bolzano chiude una sua prima fase con la citazione in giudizio dei medici della Fidal Fiorella e Fischetto e della dirigente dell'area tecnica Rita Bottiglieri. Hanno omesso i controlli che avrebbero dovuto mettere in atto, specie quelli a sorpresa, i più efficaci, pur avendo indizi e segnali precisi che avrebbero dovuto spingere in quella direzione. Hanno così favorito il doping di Alex Schwazer, il marciatore azzurro positivo per epo ad un test a sorpresa della Wada alla vigilia dei Giochi 2012. Una forma strisciante di doping istituzionale, dunque, lasciato all'iniziativa individuale, ma tollerato e favorito in nome della solita caccia al risultato e alle medaglie a tutti costi. Un comportamento aggravato, secondo l'accusa, per il ruolo particolare dei medici responsabili della salute degli atleti e di dirigenti come Bottiglieri. Fiorella e Fischetto sanno e non muovono paglia. Vedono e tacciono. Conoscono circostanze, valori ematici e segnalazioni ma non prendono alcuna decisione. Come avrebbero dovuto fare per il ruolo ricoperto.
Per la Bottiglieri c'è la variante di aver gestito in modo "sui generis" la rete dei "whereabouts", cioè le comunicazioni di reperibilità degli atleti: imprecise, continuamente mutevoli, in ritardo. Senza mai chiedere l'intervento del Comitato Controlli del Coni. Rendendo i test inefficaci ai fini della sorpresa, unico deterrente. Fiorella sa che Schwazer ha fatto qualcosa di non corretto perché è lo stesso marciatore che gli dice "le cazzate lo ho fatte a marzo". Cazzate di che tipo? In quel periodo Schwazer, uscendo da una lunga stagione di crisi, realizzò un tempo incredibile marciando nella 20 km di Lugano sul piede di 1h17'30, nuovo record italiano. Ed è facile intuire. Il sottinteso nelle email è chiaro: è alle pratiche vietate.
Fiorella sa perché è lo stesso Schwazer che glielo fa capire; Fischetto sa perché ha sott'occhio un'infinità di valori ematici fuori norma e non chiede controlli a sorpresa immediati. Di più: Fiorella mette sull'avviso l'atleta che aveva progettato di restare a Obersdorf anche durante i Giochi. "Alla IAAF puzzerà quel tuo andare su e giù". Stesse attento, dunque, a non fare "stronzate". Altrimenti. "ti taglio le palle". Entrambi i medici non hanno tenuto conto dei sospetti del tecnico Visini che "Già nel 2008 - recita l'accusa - e poi nel marzo 2012, manifestava i propri dubbi riguardo al rispetto delle regole antidoping da parte di Schwazer". Né dei sospetti dei dirigenti Andreatta e Morini perché il marciatore si era affidato ad un altro chiacchieratissimo medico, il meranese Thuile. Ed hanno chiuso gli occhi sulla presenza del medico Ferrari, inibito a vita dallo sport, nello stage di allenamento alle Canarie nel gennaio 2010. Favoreggiamento e omissione, dunque. La prima udienza è fissata per il 29 aprile.
Per la Bottiglieri c'è la variante di aver gestito in modo "sui generis" la rete dei "whereabouts", cioè le comunicazioni di reperibilità degli atleti: imprecise, continuamente mutevoli, in ritardo. Senza mai chiedere l'intervento del Comitato Controlli del Coni. Rendendo i test inefficaci ai fini della sorpresa, unico deterrente. Fiorella sa che Schwazer ha fatto qualcosa di non corretto perché è lo stesso marciatore che gli dice "le cazzate lo ho fatte a marzo". Cazzate di che tipo? In quel periodo Schwazer, uscendo da una lunga stagione di crisi, realizzò un tempo incredibile marciando nella 20 km di Lugano sul piede di 1h17'30, nuovo record italiano. Ed è facile intuire. Il sottinteso nelle email è chiaro: è alle pratiche vietate.
Fiorella sa perché è lo stesso Schwazer che glielo fa capire; Fischetto sa perché ha sott'occhio un'infinità di valori ematici fuori norma e non chiede controlli a sorpresa immediati. Di più: Fiorella mette sull'avviso l'atleta che aveva progettato di restare a Obersdorf anche durante i Giochi. "Alla IAAF puzzerà quel tuo andare su e giù". Stesse attento, dunque, a non fare "stronzate". Altrimenti. "ti taglio le palle". Entrambi i medici non hanno tenuto conto dei sospetti del tecnico Visini che "Già nel 2008 - recita l'accusa - e poi nel marzo 2012, manifestava i propri dubbi riguardo al rispetto delle regole antidoping da parte di Schwazer". Né dei sospetti dei dirigenti Andreatta e Morini perché il marciatore si era affidato ad un altro chiacchieratissimo medico, il meranese Thuile. Ed hanno chiuso gli occhi sulla presenza del medico Ferrari, inibito a vita dallo sport, nello stage di allenamento alle Canarie nel gennaio 2010. Favoreggiamento e omissione, dunque. La prima udienza è fissata per il 29 aprile.