MILANO - Non c'è storia al Teatro Principe di Milano. Michele Di Rocco si conferma campione d'Europa dei pesi superleggeri infliggendo una lezione di boxe allo sfidante, il danese Kasper Bruun. L'epilogo del match al nono round, quando l'arbitro decreta il kot evitando a Bruun di subire colpi a quel punto inutili. Senza scendere in graduatorie di merito che lasciano il tempo che trovano, è comunque lecito affermare che Di Rocco pratica una boxe tra le più scintillanti nell'attuale panorama italiano. Magari non avrà il pugno che chiude l'incontro in unica soluzione, ma tecnica e velocità di esecuzione finiscono spesso per produrre danni. E' così anche nella terza difesa del titolo conquistato contro il britannico Daws, tutto sommato la più agevole.
Bruun ha una discreta impostazione pugilistica, parte anche con decisione piazzando qualche colpo lungo. Ma la sua illusione dura poco. Già dal secondo round le serie di Di Rocco gli creano problemi, fino alla vera svolta. Al quarto infatti l'umbro, tra l'altro il primo pugile italiano di etnia rom a salire sul tetto d'Europa, porta un preciso montante al fegato che costringe lo sfidante al tappeto. Bruun, che in carriera aveva subito solo una sconfitta -per decisione tecnica- è integro e riesce a rimettersi in carreggiata, ma ormai la strada dell'incontro è segnata. Mai un momento di difficoltà per Di Rocco, che insiste nella sua azione fino all'epilogo del nono round. Bruun deve toccare il tappeto, trova la forza per rialzarsi ma l'arbitro dice basta.
Ora il discorso è sempre il solito, la chance mondiale. Il nome che circola è quello di Danny Garcia, che però non combatte da parecchio tempo. La sfida sarebbe problematica per Di Rocco, ma arrivare a combatterla sarebbe un giusto premio per una carriera già di livello. "Ho fatto un grande match contro un avverarsario molto preparato fisicamente - commenta il campione d'Europa-. Ero tranquillo, volevo fare il mio pugilato tecnico e penso di esserci riuscito. Il Mondiale? Speriamo, anche se a questa cintura europea ormai sono affezionato".
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Tornando alla serata milanese, merita di essere citato il Wbc Latino dei pesi welter tra Alessandro Caccia e Renato De Donato. Incontro spettacolare, risolto da Caccia con una soluzione di potenza. Al sesto round De Donato va due volte al tappeto, toccato duro al bersaglio grosso. Reagisce rialzandosi, ma Caccia lo centra con un destro al volto chiudendo i conti.
Bruun ha una discreta impostazione pugilistica, parte anche con decisione piazzando qualche colpo lungo. Ma la sua illusione dura poco. Già dal secondo round le serie di Di Rocco gli creano problemi, fino alla vera svolta. Al quarto infatti l'umbro, tra l'altro il primo pugile italiano di etnia rom a salire sul tetto d'Europa, porta un preciso montante al fegato che costringe lo sfidante al tappeto. Bruun, che in carriera aveva subito solo una sconfitta -per decisione tecnica- è integro e riesce a rimettersi in carreggiata, ma ormai la strada dell'incontro è segnata. Mai un momento di difficoltà per Di Rocco, che insiste nella sua azione fino all'epilogo del nono round. Bruun deve toccare il tappeto, trova la forza per rialzarsi ma l'arbitro dice basta.
Ora il discorso è sempre il solito, la chance mondiale. Il nome che circola è quello di Danny Garcia, che però non combatte da parecchio tempo. La sfida sarebbe problematica per Di Rocco, ma arrivare a combatterla sarebbe un giusto premio per una carriera già di livello. "Ho fatto un grande match contro un avverarsario molto preparato fisicamente - commenta il campione d'Europa-. Ero tranquillo, volevo fare il mio pugilato tecnico e penso di esserci riuscito. Il Mondiale? Speriamo, anche se a questa cintura europea ormai sono affezionato".
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Tornando alla serata milanese, merita di essere citato il Wbc Latino dei pesi welter tra Alessandro Caccia e Renato De Donato. Incontro spettacolare, risolto da Caccia con una soluzione di potenza. Al sesto round De Donato va due volte al tappeto, toccato duro al bersaglio grosso. Reagisce rialzandosi, ma Caccia lo centra con un destro al volto chiudendo i conti.