ROMA - Ci vuole riprovare. Fermamente. Disperatamente. Alex Schwazer il marciatore azzurro squalificato fino al 29 aprile 2016 per la positività all'epo prima dei Giochi di Londra 2012 lo aveva già preannunciato a margine dell'incontro con la stampa il 12 febbraio scorso quando il Tna, il tribunale nazionale antidoping, gli rifilò un supplemento di squalifica di tre mesi. "Sono in contatto don il professor Donati. Voglio che sia lui ad allenarmi. Voglio dimostrare che si può vincere anche senza doping". In pochi gli hanno creduto, ma adesso che l'idea sembra essere diventata concreta, con la disponibilità del tecnico, allo scetticismo si è sostituita attenzione e curiosità. "Un sfida anche allo scetticismo di Donati", l'aveva definita allora Alex: "Non sono un atleta finito". Chi meglio, dunque, del "guru" dell'antidoping italiano e mondiale, quel Sandro Donati, da sempre in prima linea nella lotta nel duplice ruolo di tecnico-garante? I particolari si sapranno mercoledì prossimo in un'apposita conferenza stampa preannunciata da "Libera", l'associazione per la lotta contro le mafie, di cui Donati è validissimo consulente. Vi parteciperanno lo stesso Donati, il professor Dario D'Ottavio, biochimico clinico di fama mondiale (ex membro della Cvd, la commissione di vigilanza per la legge antidoping, nonché consulente di vari pm nelle indagini doping più importanti degli ultimi lustri e responsabile dell'antidoping per l'Ordine dei Chimici); l'avvocato Brabdstaetter che segue il marciatore in questa vicenda e il coordinatore di Libera. Il che lascia intendere la formazione di uno staff molto attento e preparato attorno all'atleta.
Schwazer vuole disperatamente tornare alle gare quanto prima e, dopo l'ultima condanna: 3 mesi in più per aver eluso il famigerato controllo di Obersdorf nel luglio 2012, si è convinto a contattare gli inquirenti di Bolzano per avere da loro un sostegno nella richiesta di uno sconto di pena. Ha presentato una voluminosa memoria ricostruendo nei dettagli tutta la vicenda che lo riguarda. Ed è stato ulteriormente sentito di persona. Circostanze giudicate molto positivamente dagli inquirenti che proprio nelle scorse settimane avevano chiuso una parte dell'inchiesta con il rinvio a giudizio dei due medici federali Fiorella e Fischetto e dell'impiegata della Fidal Bottiglieri. Il percorso per lo sconto della pena sportiva, però non è facile. Schwazer dovrà chiedere uno sconto in base all'articolo 11.2 del regolamento antidoping della Wada per aver collaborato fattivamente. Uno sconto attualmente difficile da quantificare, ma che potrebbe andare da sei mesi in su. In tempo, insomma per potersi affacciare quanto prima alle gare e provare il suo attuale valore.
La situazione non esaltante della marcia 50km potrebbe favorirlo. Attualmente ci sono solo due azzurri "papabili": Marco Di Luca e Matteo Giupponi che hanno più o meno in tasca la qualificazione. Di un terzo "convocando" finora non si è parlato. La Fidal deciderà a fine ottobre, per questo uno sconto sarebbe manna dal cielo per l'altoatesino. La procedura è lunga. Schwazer dovrà fare richiesta alla Procura Coni che a sua volta dovrà interessare la Iaaf la federazione internazionale e la Wada, l'agenzia mondiale. Avuto il parere positivo l'ultima parola spetterà al TNA del Coni. Un lungo tragitto verso una nuova vita? E questa la scommessa. Per nulla facile, ma non disperata. Specie se si pensa allo stato non esaltante della marcia nostrana. Un tempo attorno a 3h42", non impossibile, secondo i tecnici, se il talento dell'atleta non è compromesso, sarebbe comunque un risultato da migliore degli italiani e da buon piazzamento internazionale. Specie se con il passaporto biologico si setaccerà con energia l'oriente del mondo che, cronache alla mano, pullula di dopati nella disciplina. Anche se è facile immaginare il disappunto dei puristi e dei giustizialisti. Le regole sono queste e se si giudica "fattiva" la collaborazione del marciatore volere o volare lo sconto va dato. Inoltre, a parte le considerazioni di tipo umano (una seconda chance va data a tutti purché sia chiaro l'intento di voltar definitivamente pagina), la vicenda presenta anche un aspetto tecnico-sportivo molto interessante: c'è da giurare che Schwazer sarà sotto strettissimo controllo, visto il "controllore" cui si affida. Dunque sarà possibile valutare a pieno le differenze fra l'atleta che ricorre alla farmacia proibita e l'atleta che fa fede solo su allenamento, alimentazione e vita da sportivo. Non è poco.
Schwazer vuole disperatamente tornare alle gare quanto prima e, dopo l'ultima condanna: 3 mesi in più per aver eluso il famigerato controllo di Obersdorf nel luglio 2012, si è convinto a contattare gli inquirenti di Bolzano per avere da loro un sostegno nella richiesta di uno sconto di pena. Ha presentato una voluminosa memoria ricostruendo nei dettagli tutta la vicenda che lo riguarda. Ed è stato ulteriormente sentito di persona. Circostanze giudicate molto positivamente dagli inquirenti che proprio nelle scorse settimane avevano chiuso una parte dell'inchiesta con il rinvio a giudizio dei due medici federali Fiorella e Fischetto e dell'impiegata della Fidal Bottiglieri. Il percorso per lo sconto della pena sportiva, però non è facile. Schwazer dovrà chiedere uno sconto in base all'articolo 11.2 del regolamento antidoping della Wada per aver collaborato fattivamente. Uno sconto attualmente difficile da quantificare, ma che potrebbe andare da sei mesi in su. In tempo, insomma per potersi affacciare quanto prima alle gare e provare il suo attuale valore.
La situazione non esaltante della marcia 50km potrebbe favorirlo. Attualmente ci sono solo due azzurri "papabili": Marco Di Luca e Matteo Giupponi che hanno più o meno in tasca la qualificazione. Di un terzo "convocando" finora non si è parlato. La Fidal deciderà a fine ottobre, per questo uno sconto sarebbe manna dal cielo per l'altoatesino. La procedura è lunga. Schwazer dovrà fare richiesta alla Procura Coni che a sua volta dovrà interessare la Iaaf la federazione internazionale e la Wada, l'agenzia mondiale. Avuto il parere positivo l'ultima parola spetterà al TNA del Coni. Un lungo tragitto verso una nuova vita? E questa la scommessa. Per nulla facile, ma non disperata. Specie se si pensa allo stato non esaltante della marcia nostrana. Un tempo attorno a 3h42", non impossibile, secondo i tecnici, se il talento dell'atleta non è compromesso, sarebbe comunque un risultato da migliore degli italiani e da buon piazzamento internazionale. Specie se con il passaporto biologico si setaccerà con energia l'oriente del mondo che, cronache alla mano, pullula di dopati nella disciplina. Anche se è facile immaginare il disappunto dei puristi e dei giustizialisti. Le regole sono queste e se si giudica "fattiva" la collaborazione del marciatore volere o volare lo sconto va dato. Inoltre, a parte le considerazioni di tipo umano (una seconda chance va data a tutti purché sia chiaro l'intento di voltar definitivamente pagina), la vicenda presenta anche un aspetto tecnico-sportivo molto interessante: c'è da giurare che Schwazer sarà sotto strettissimo controllo, visto il "controllore" cui si affida. Dunque sarà possibile valutare a pieno le differenze fra l'atleta che ricorre alla farmacia proibita e l'atleta che fa fede solo su allenamento, alimentazione e vita da sportivo. Non è poco.