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Baseball, a Baltimora si gioca a porte chiuse: prima volta per lo sport Usa

Baltimora Orioles-Chicago White Sox a porte chiuse (afp)
Per motivi di sicurezza legati agli scontro nella città americana, la partita tra Orioles e Chicago White Sox si gioca senza pubblico: un prima assoluta per i 'diamanti' d'Oltreoceano, una misura accolta con stupore e polemiche
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ROMA - Le due franchigie coinvolte sono considerate tra le più in forma della Major League Baseball, entrambe sono reduci da un ottimo inizio di campionato (al via neanche due settimane fa), e lo stadio - l'Oriole Park di Camden Yards - è uno degli impianti più suggestivi dello sport americano, costruito negli anni Novanta riqualificando un'area industriale nel cuore della Baltimora portuale, zona di docks, capannoni e salino nel vento. Eppure, Baltimore Orioles - Chicago White Sox, in programma nella città natale della leggenda di "Bambino" Babe Ruth, il più grande di tutti i tempi, passerà alla storia, più che per il gioco espresso sul diamante (la partita è finita 8-2 per gli Orioles), perché è la prima partita a porte chiuse nella storia ultracentenaria del baseball americano.
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L'ufficio stampa degli Orioles lo ha annunciato con un tweet, spiegando che "a causa dei problemi di sicurezza che stanno coinvolgendo la città di Baltimora" - da giorni terreno di proteste e scontri tra polizia e manifestanti dopo la morte assurda del venticinquenne afroamericano Freddie Gray, arrestato il 12 aprile e deceduto in cella per una lesione alla spina dorsale - non solo le partite rinviate nei giorni scorsi "saranno recuperate al Tropicana Field di St. Petersburg, in Florida", ma anche e soprattutto che il match contro Chicago, prevista in serata, è stata spostata nel primo pomeriggio e "sarà chiusa al pubblico".
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Una prima volta assoluta che non ha precedenti, dal 1901 a oggi: "certo, qualche partita con pochissimi tifosi sugli spalti l'abbiamo vista  -  scherzano sui social i tifosi degli "O's"  -  ma una cosa del genere non si è mai vista".

Già sabato pomeriggio i tifosi del baseball erano stati trattenuti dentro lo stadio dopo la partita contro Toronto, in attesa che si placasse la rivolta nelle strade della città, ieri la decisione "senza precedenti" è stata presa dopo gli scontri seguiti al funerale del ragazzo afroamericano, e il giro del mondo delle immagini di violenza. "Abbiamo preso una serie di decisioni sulla base della situazione che si è venuta a creare in città  -  spiega Robert Manfred, nuovo commissioner della Major League Baseball, appena arrivato e già alle prese con problemi di calo dello spettacolo in campi e degli spettatori  -  e i due club e le autorità competenti si sono dimostrati molto collaborativi in una circostanza molto difficile. Il nostro pensiero ora va a chi è stato colpito dalla violenza a Baltimora, e tutti speriamo ritornino presto pace e sicurezza nel centro di una delle grandi città americane".
Pur trattandosi di "decisione presa in nome dell'ordine pubblico"  -  l'ha definita la MLB  -  il tifo violento non c'entra: gli Usa non sono l'Europa (e la Serbia, la Grecia, l'Italia), le violenze fuori e dentro gli stadi sono un fenomeno che non esiste, soprattutto in uno sport come il baseball, dove i ritmi di gioco lenti e ripetitivi  -  più che incendiare gli animi  -  è più facile incentivino l'acquisto dei prodotti più venduti nei punti ristoro dello stadio: birra e hot dog. La prima volta di un match senza "crowd", il pubblico, ha però ovviamente creato polemica, e soprattutto sui social sono in tanti ad attaccare la Lega o meravigliarsi per il piccolo, "triste record"  -  lo definiscono alcuni tifosi  -  che andrà in scena in Maryland.

Accolta in un primo momento con stupore ("Cosa vuol dire? Giocano solo le squadre, anche se non ci sono i tifosi?", "Senza pubblico? Wow", oppure "Ai giocatori sembrerà un'amichevole", si legge nei primi post di commento alla comunicazione ufficiale), la decisione è diventata occasione di confronto tra fans del baseball, tifosi e militanti di tutte le categorie.

Tra Twitter e Facebook, c'è chi se la prende con la Major League ("Una vittoria del terrorismo, non si doveva chiudere al pubblico"), chi non riesce a immaginare una partita senza pubblico ("Ma si può fare? Deve essere assurdo giocare davanti a nessuno"), chi fa ironia politica sulla cosa ("Sembrerà di stare a un incontro elettorale di Hillary Clinton"), chi la sfrutta per prendere posizione sul caso Grey ("Incredibile che una banda di selvaggi possa mettere a ferro e fuoco un'intera città") e chi gli risponde ("No, è folle che una banda di intolleranti possa uccidere deliberatamente un ragazzo disarmato").

E poi chi, rispondendo ai tanti che ricordano i precedenti rinvii spostamenti di partite ("Nel 1998 crollò un pezzo del tetto dello Yankee Stadium", o "Nel 2007 l'uragano in Houston fece spostare alcune partite in programma nella zona"), fa il confronto  -  ahinoi  -  con le abitudini d'oltreoceano. "Che io sappia qui è la prima volta che succede, ma guardate che nel soccer europeo succede spesso".
 
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