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Boxe, Mayweather-Pacquiao; Tyson: "Floyd e Manny uomini d'affari, io ero un assassino"

Floyd Mayweather e Manny Pacquiao (ansa)
Primo incrocio a Las Vegas tra lo statunitense e il filippino in vista del grande match di sabato prossimo. Toni pacati e poche scintille, un clima poco gradito ad Iron Mike. Dice la sua anche Hagler: "Match incerto che fa bene al pugilato"
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LAS VEGAS - Il match ha tanto appeal, ha generato talmente tanti quattrini, che non c'è stato bisogno di 'americanate' a scopo pubblicitario per richiamare l'attenzione. Non ci sono state scintille, minacce e cose frequenti nelle conferenze di presentazione dei grandi match. A parte qualche sguardo cattivo come da copione, profilo basso per Floyd Mayweather e Manny Pacquiao nella loro prima presenza congiunta a Las Vegas in vista della 'sfida del secolo', in programma nella notte italiana tra sabato e domenica. "Spero che sia un bel combattimento, ci sono domande a cui solo Dio può rispondere sabato. Vogliamo divertire la gente, non c'è niente di personale, stiamo facendo il nostro lavoro. Dobbiamo ispirare i bambini che ci guardano", ha detto Pacquiao, che ha scelto un look elegante, camicia e giacca, mentre Mayweather indossava un abbigliamento sportivo con felpa e cappello con il logo TMT (The Money Team).

Molto tranquillo anche Mayweather, voce bassa e toni estremamente moderati: "Voglio ringraziare i tifosi filippini che mi hanno sostenuto in questi anni", ha detto conciliante il 38enne statunitense, che sabato mette in gioco il suo palmares imbattuto di 47-0. "Ora è il momento di combattere, è la più grande sfida della storia, io sono parte di questo e mi sento fortunato per questo. Sto bene, sono forte. Lo vedrete sabato". Alle parole hanno fatto seguito le foto: fianco a fianco e faccia a faccia, ma senza scintille. Prima del grande match, si incontreranno di nuovo solamente per le operazioni di peso.
Poi resterà solo il ring.
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Una atmosfera che ha fato molto fastidio a Mike Tyson, ex mondiale dei pesi massimi, uno che di gentilezze ne faceva poche: "E' stato tutto molto tranquillo, elegante, educato, sembrava di essere in una biblioteca. Non so, forse il problema è che io sono come l'uomo di Neanderthal, io volevo solo uccidere il mio avversario. Ma il pugilato adesso è diverso, adesso i pugili sono uomini d'affari, io, invece, ero un assassino nato che voleva vincere e farlo in modo drammatico", ha aggiunto Tyson.
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Più 'tecnico il commento di Marvin Hagler, ex mondiale dei pesi medi: "Non si può prevedere chi vincerà tra Mayweather e Pacquiao. Quando punti su uno dei due, sicuramente vince l'altro. Pensi di sapere chi dovrebbe vincere...ma alle fine non c'è nulla di garantito". Il 'meraviglioso' non prevede un combattimento semplice per Mayweather: "E' un rischio perché a Floyd non piace perdere. E con un tipo come Pacquaio, si deve pensare bene a quale strategia adottare. Penso che Pacquaio abbia maggiori probabilità di vittoria nella prima metà del combattimento, mentre Mayweather ha più possibilità di chiudere l'incontro nella seconda metà della sfida. In ogni caso abbiamo bisogno di questo tipo di combattimenti, perché il pugilato sta morendo". Hagler è critico comunque verso alcuni atteggiamenti di Mayweather. "Ha un contratto per altri 2 match, magari vuole arrivare al record di 49 vittorie di Rocky Marciano e poi combattere un'altra volta per arrivare a 50. E' ossessionato dai soldi? Non credo che i soldi siano importanti. Mayweather in fondo agisce secondo un programma: parla di soldi, così ne guadagna. D'altra parte, se ne guadagna tantissimi non riesce nemmeno a spenderli tutti... In generale, non credo sia un comportamento di classe, degno di un campione".





 
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