Scialpinismo, Mezzalama: salite e discese per 45 km con sci e pelli di foca
di UMBERTO ISMANDa Gressoney a Cervinia, attraverso i ghiacciai del Monte Rosa, il Naso del Lyskamm e la cima del Castore, a 4.228 m di quota. A squadre di tre atleti si percorrono i 45 km del tracciato alternando tratti di salita con sci e pelli di foca, tratti con ramponi e piccozza e lunghe discese fuoripista.
GRESSONEY - Si parte da Gressoney e si arriva a Cervinia, attraverso i ghiacciai del Monte Rosa, il Naso del Lyskamm e la cima del Castore, a 4.228 m di quota. A squadre di tre atleti si percorrono i 45 km del tracciato alternando tratti di salita con sci e pelli di foca, tratti con ramponi e piccozza e lunghe discese fuoripista. Vince chi arriva prima.
E' il Trofeo Mezzalama, nato per volontà degli amici di Ottorino Mezzalama, pioniere dello scialpinismo, che nel 1933, a due anni dalla sua scomparsa sotto una valanga, gli intitolarono una delle prime gare di scialpinismo, destinata a diventare la più longeva e famosa del mondo.
E' difficile dare una definizione di scialpinismo, specialmente in ambito sportivo. Una volta, quando non esistevano gli impianti di risalita, c'era lo sci e basta. Poi è nato lo sci alpino e quello con le pelli di foca è diventato scialpinismo. Ski-touring o ski-mountaineering in inglese, oppure skimo, nel tentativo di…
E' il Trofeo Mezzalama, nato per volontà degli amici di Ottorino Mezzalama, pioniere dello scialpinismo, che nel 1933, a due anni dalla sua scomparsa sotto una valanga, gli intitolarono una delle prime gare di scialpinismo, destinata a diventare la più longeva e famosa del mondo.
E' difficile dare una definizione di scialpinismo, specialmente in ambito sportivo. Una volta, quando non esistevano gli impianti di risalita, c'era lo sci e basta. Poi è nato lo sci alpino e quello con le pelli di foca è diventato scialpinismo. Ski-touring o ski-mountaineering in inglese, oppure skimo, nel tentativo di…
GRESSONEY - Si parte da Gressoney e si arriva a Cervinia, attraverso i ghiacciai del Monte Rosa, il Naso del Lyskamm e la cima del Castore, a 4.228 m di quota. A squadre di tre atleti si percorrono i 45 km del tracciato alternando tratti di salita con sci e pelli di foca, tratti con ramponi e piccozza e lunghe discese fuoripista. Vince chi arriva prima.
E' il Trofeo Mezzalama, nato per volontà degli amici di Ottorino Mezzalama, pioniere dello scialpinismo, che nel 1933, a due anni dalla sua scomparsa sotto una valanga, gli intitolarono una delle prime gare di scialpinismo, destinata a diventare la più longeva e famosa del mondo.
E' difficile dare una definizione di scialpinismo, specialmente in ambito sportivo. Una volta, quando non esistevano gli impianti di risalita, c'era lo sci e basta. Poi è nato lo sci alpino e quello con le pelli di foca è diventato scialpinismo. Ski-touring o ski-mountaineering in inglese, oppure skimo, nel tentativo di dargli un nome universale.
Un nome che rappresenta la somma e la sintesi degli sport di montagna: lo sci di fondo, lo sci alpino, l'alpinismo e la corsa. Di fatto lo scialpinismo è una delle attività sportive più complete e nello stesso tempo diversa da tutte le altre. Ha alcune caratteristiche del ciclismo, ma non ci sono strade, case, automobili. Vive del contatto con la natura come le grandi maratone in spazi selvaggi, ma richiede attitudini e abilità molto più complesse. Ha un forte carattere esplorativo e di avventura come la vela, ma le incognite sono diverse e da una barca al massimo si può cadere in mare. Ha pericoli e adrenalina simili agli sport motoristici, ma sono solo i muscoli e la forza di gravità che fanno da motore, da freno e da rischio incombente. E' uno sport individuale, ma nelle grandi competizioni come il Mezzalama diventa di squadra; non il gioco di squadra del ciclismo, ma la sorte comune di tre atleti obbligati a stare insieme, a tratti legati tra loro da una corda.
Il Mezzalama è anche una delle poche competizioni dove un atleta qualunque, anche senza passato agonistico e soltanto con un modesto curriculum alpinistico, può confrontarsi con i migliori del mondo. Non solo, parte anche ad armi pari, perché l'attrezzatura deve essere di serie per regolamento, reperibile nei negozi. Un'attrezzatura molto sofisticata e costosa (un paio di scarponi in carbonio costa tra i 1000 e i 1500 euro), ma accessibile a tutti. E' come scendere in pista insieme a Valentino Rossi con la stessa moto. Senza handicap né attenuanti.
Con i migliori si può anche parlare prima e dopo la gara, cercare di carpire segreti o bersi una birra. Non esistono i filtri del professionismo, dello star system, e la stessa barriera tra pubblico e atleti di altri sport non ha ragione né modo di esistere. E' tutto molto più semplice, fatto solo di valori sul campo, senza però spazio per l'improvvisazione, perché in uno sport così complesso l'allenamento, l'esperienza, la consuetudine sono fondamentali. Così, a meno di rari imprevisti, nelle gare di scialpinismo vincono sempre i migliori.
Vincono atleti che in parte sfuggono alla definizione di professionisti solo perché ingaggi, premi e sponsorizzazioni non sono in genere sufficienti per considerarli tali. Lo sono però dal lato sportivo, dell'allenamento, delle prestazioni. Lo sono comunque perché, almeno in Italia, fanno in genere parte di gruppi sportivi militari, soprattutto quello dell'Esercito. Qualcuno fa eccezione, come Pietro Lanfranchi, che sale spesso sul podio pur dovendo conciliare l'allenamento e le trasferte con un normale lavoro da impiegato. Oppure Kilian Jornet Burgada, catalano, forse il più forte e certamente il più completo atleta dello scialpinismo e della corsa in montagna, l'unico che in parte rientra nei canoni del professionismo di altri sport.
La massa è fatta progressivamente di atleti sempre meno atleti, di giovani sempre meno giovani, di appassionati sempre più appassionati, perché è la passione il vero motore. Una passione che permette a uno scialpinista qualunque di provarci, di allenarsi, di arrivare un giorno a scriverselo dentro per sempre, il Mezzalama. Ci proveranno in tanti anche stavolta, e ci riusciranno. Tempo permettendo, il colpo di pistola sarà sabato 2 maggio, "a las cinco de la mañana", direbbe Kilian.
E' il Trofeo Mezzalama, nato per volontà degli amici di Ottorino Mezzalama, pioniere dello scialpinismo, che nel 1933, a due anni dalla sua scomparsa sotto una valanga, gli intitolarono una delle prime gare di scialpinismo, destinata a diventare la più longeva e famosa del mondo.
E' difficile dare una definizione di scialpinismo, specialmente in ambito sportivo. Una volta, quando non esistevano gli impianti di risalita, c'era lo sci e basta. Poi è nato lo sci alpino e quello con le pelli di foca è diventato scialpinismo. Ski-touring o ski-mountaineering in inglese, oppure skimo, nel tentativo di dargli un nome universale.
Un nome che rappresenta la somma e la sintesi degli sport di montagna: lo sci di fondo, lo sci alpino, l'alpinismo e la corsa. Di fatto lo scialpinismo è una delle attività sportive più complete e nello stesso tempo diversa da tutte le altre. Ha alcune caratteristiche del ciclismo, ma non ci sono strade, case, automobili. Vive del contatto con la natura come le grandi maratone in spazi selvaggi, ma richiede attitudini e abilità molto più complesse. Ha un forte carattere esplorativo e di avventura come la vela, ma le incognite sono diverse e da una barca al massimo si può cadere in mare. Ha pericoli e adrenalina simili agli sport motoristici, ma sono solo i muscoli e la forza di gravità che fanno da motore, da freno e da rischio incombente. E' uno sport individuale, ma nelle grandi competizioni come il Mezzalama diventa di squadra; non il gioco di squadra del ciclismo, ma la sorte comune di tre atleti obbligati a stare insieme, a tratti legati tra loro da una corda.
Il Mezzalama è anche una delle poche competizioni dove un atleta qualunque, anche senza passato agonistico e soltanto con un modesto curriculum alpinistico, può confrontarsi con i migliori del mondo. Non solo, parte anche ad armi pari, perché l'attrezzatura deve essere di serie per regolamento, reperibile nei negozi. Un'attrezzatura molto sofisticata e costosa (un paio di scarponi in carbonio costa tra i 1000 e i 1500 euro), ma accessibile a tutti. E' come scendere in pista insieme a Valentino Rossi con la stessa moto. Senza handicap né attenuanti.
Con i migliori si può anche parlare prima e dopo la gara, cercare di carpire segreti o bersi una birra. Non esistono i filtri del professionismo, dello star system, e la stessa barriera tra pubblico e atleti di altri sport non ha ragione né modo di esistere. E' tutto molto più semplice, fatto solo di valori sul campo, senza però spazio per l'improvvisazione, perché in uno sport così complesso l'allenamento, l'esperienza, la consuetudine sono fondamentali. Così, a meno di rari imprevisti, nelle gare di scialpinismo vincono sempre i migliori.
Vincono atleti che in parte sfuggono alla definizione di professionisti solo perché ingaggi, premi e sponsorizzazioni non sono in genere sufficienti per considerarli tali. Lo sono però dal lato sportivo, dell'allenamento, delle prestazioni. Lo sono comunque perché, almeno in Italia, fanno in genere parte di gruppi sportivi militari, soprattutto quello dell'Esercito. Qualcuno fa eccezione, come Pietro Lanfranchi, che sale spesso sul podio pur dovendo conciliare l'allenamento e le trasferte con un normale lavoro da impiegato. Oppure Kilian Jornet Burgada, catalano, forse il più forte e certamente il più completo atleta dello scialpinismo e della corsa in montagna, l'unico che in parte rientra nei canoni del professionismo di altri sport.
La massa è fatta progressivamente di atleti sempre meno atleti, di giovani sempre meno giovani, di appassionati sempre più appassionati, perché è la passione il vero motore. Una passione che permette a uno scialpinista qualunque di provarci, di allenarsi, di arrivare un giorno a scriverselo dentro per sempre, il Mezzalama. Ci proveranno in tanti anche stavolta, e ci riusciranno. Tempo permettendo, il colpo di pistola sarà sabato 2 maggio, "a las cinco de la mañana", direbbe Kilian.