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Doping, nasce la commissione: ma lo sport controlla sempre se stesso

Il ministero della Salute ha nominato il nuovo organismo di vigilanza ma i suoi componenti sono tutti legati al Coni: resta insoluto il problema tra controllore e controllato, non si tratta di un organismo veramente terzo
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ROMA - Dopo lunga attesa ( i tempi biblici della burocrazia nostrana non perdonano...) il Ministero della salute ha provveduto alla nomina ufficiale delle varie Commissioni che fanno parte del mega Comitato Tecnico Sanitario. Sul fronte sportivo assume rilevanza la sezione "Vigilanza e controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive". Si tratta della vecchia CVD che, fino a nuovi indirizzi, tutti da stabilire (la riunione di insediamento è fissata per il 10 giugno prossimo), si dovrebbe occupare dei test e dei controlli antidoping in ambito amatoriale. Questo per un antico e discusso accordo con il CONI-NADO. Era questa l'occasione per capire se davvero se ci fosse stata l'intenzione di creare una struttura veramente indipendente, che si ponesse di fronte al problema doping come ente autenticamente terzo. Intenzione fallita una volta di più, a considerare la composizione della nuova commissione. Fra gli undici membri neo…
ROMA - Dopo lunga attesa ( i tempi biblici della burocrazia nostrana non perdonano...) il Ministero della salute ha provveduto alla nomina ufficiale delle varie Commissioni che fanno parte del mega Comitato Tecnico Sanitario. Sul fronte sportivo assume rilevanza la sezione "Vigilanza e controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive". Si tratta della vecchia CVD che, fino a nuovi indirizzi, tutti da stabilire (la riunione di insediamento è fissata per il 10 giugno prossimo), si dovrebbe occupare dei test e dei controlli antidoping in ambito amatoriale. Questo per un antico e discusso accordo con il CONI-NADO. Era questa l'occasione per capire se davvero se ci fosse stata l'intenzione di creare una struttura veramente indipendente, che si ponesse di fronte al problema doping come ente autenticamente terzo. Intenzione fallita una volta di più, a considerare la composizione della nuova commissione. Fra gli undici membri neo eletti (alcuni riconfermati), numerosi sono quelli che in un modo o nell'altro sono o sono stati legati all'ambito sportivo. Il nuovo presidente è Giuseppe Capua, già responsabile dell'antidoping per la FIGC, la Federazione Calcio Italiana, recentemente sostituito in quell'incarico e miracolosamente promosso a presidente dell'organismo statale più importante che si occupa di doping. C'è, poi, la dottoressa Alessia Di Gianfrancesco che su Linkedin si illustra come "project manager Coni" è nella CEFT, la commissione CONI che si occupa delle esenzioni terapeutiche. Inoltre, in almeno un caso si ripropone anche un vero e proprio conflitto di interessi. Il dottor Maurizio Casasco è allo stesso tempo presidente della FMSI, la federazione medici sportivi che, in base ad una convenzione onerosa, fornisce i medici prelevatori per i controlli del ministero della salute e membro, designato dal Coni, della neonata commissione. E, in quanto tale, finanziatore della sua stessa federazione. Ovviamente non si mette in dubbio la professionalità indiscussa dei singoli personaggi, tutti ben conosciuti nell'ambiente, ma quanto meno l'opportunità.

Dunque, niente di nuovo sotto al sole; si tratta di una commissione largamente di parte, piena di contraddizioni, che ripropone l'annoso problema dello sport che controlla se stesso. Una commissione, finanziata con solo 1,5 milioni di euro. Briciole, a fronte di un problema che ormai coinvolge anche le categorie giovanili oltre che gli amatori di ogni età. La vecchia Commissione ha fatto nel 2014 poco più di 1400 test e controllato 297 gare. Una goccia nel mare, anche per via del ridicolo finanziamento, che, peraltro, deve servire anche a coprire i programmi di formazione e informazione e la cosiddetta "ricerca", la caccia a nuovi metodi e nuove sostanze dopanti. Solo per avere un paragone, la Wada, l'agenzia mondiale per questa voce investe qualcosa come 12 milioni di dollari. Qui siamo alle classiche nozze con i fichi secchi.