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Boxe, Europeo superwelter: Fiordigiglio si arrende, il titolo è di Vitu

Il pugile campano, toscano di adozione, per molte riprese si illude di potercela fare, ma il ritorno finale del francese è devastante. Finisce kot dopo un match durissimo

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BRESCIA - Un match selvaggio, splendido pur nella sua drammaticità, di quelli che difficilmente ascoltano l'ultimo gong. Dura undici round il sogno di Orlando Fiordigiglio di conquistare il titolo europeo dei superwelter, categoria che non sorride ai pugili italiani dal 2007, dal trono di Michele Piccirillo. Il pugile di Torre del Greco, ma toscano d'adozione, culla a lungo l'illusione di potercela fare, ma sul più bello lo tradisce la spia rossa delle energie. Si accende di colpo, proprio nel momento in cui Cedric Vitu, pugile tosto con esperienza nettamente superiore, scatena l'assalto finale. E' l'undecimo round, le gambe già poco stabili di Fiordigiglio diventano di inquietante inconsistenza su un micidiale gancio sinistro del francese. E' un colpo di quelli che spengono la luce, l'italiano diventa un bersaglio fisso, praticamente indifeso: una situazione a quel punto anche molto pericolosa alla quale l'arbitro pone fine, a nostro avviso, con qualche secondo di ritardo.

Un esito che comunque non deve sminuire il nostro pugile, autore di una prova tecnicamente interessante, animato da un grandissimo coraggio. Fiordigiglio dimostra di aver meritato la chance europea, non certo frutto del caso ma come tappa più probante di un cammino iniziato con il titolo italiano e proseguito con la corona UE. La differenza probabilmente sta nella esperienza nettamente superiore del francese, nella sua capacità di sapersi gestire anche nei momenti più critici. Il curriculum del nuovo campione del resto parla chiaro: 42 vittorie a fronte di 2 sole sconfitte, la più bruciante delle quali nel precedente tentativo europeo, per decisione non unanime contro il picchiatore bielorusso Rabchenko. Anche Vitu, anche se mai sull'orlo del baratro, conosce momenti di enorme difficoltà, ma se la cava, gestisce meglio le energie.

Nel dettaglio dell'incontro, Vitu è impostato in guardia destra, e come colpo si sbarramento porta un gancio maligno che crea problemi. Ma il vero segreto della partenza del francese è il grandissimo ritmo, accompagnato da una frequenza di colpi superiore a quella di Fiordigiglio, che argina bene la situazione nel secondo round ma soffre maledettamente nel primo e nel terzo. Dal quarto Vitu deve rifiatare, Fiordigiglio mette legno in cascina anche grazie ad un sapiente lavoro al corpo, poi dal sesto cambia marcia. Un montante destro scuote Vitu, che subisce per tre round in maniera netta. Poi nel nono succede l'imprevedibile. Vitu torna a premere sull'acceleratore riproponendo il ritmo esasperato dei primi round. La differenza è che stavolta Fiordigiglio non è lucido per trovare contromisure. Impressionano in particolare le sue gambe instabili, cartine al tornasole infallibili nel pugilato. E' preludio al drammatico epilogo.

Nel sottoclou risultato per certi versi storico. La Sardegna, che nella storia ha prodotto tanti grandi pugili, ma quasi tutti nella categorie mimori, per la prima volta ha un campione italiano nei pesi massimi. E' Salvatore Erittu, che ha battuto nettamente ai punti il triestino Fabio Tuiach.



 
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