Mondiali, tuffi: Cagnotto medaglia d'oro nel trampolino
dal nostro inviato ALESSANDRA RETICOLa 30enne bolzanina ha conquistato il titolo mondiale a Kazan nella gara da 1 metro. Finalmente sconfitte le cinesi. "E' un sogno che si è realizzato". L'Italia non conquistava un oro nei tuffi da 40 anni (Dibiasi nel 1975)
KAZAN - Piange tutto quello che ha dentro: la fatica, le batoste, le rinascite. "E' il giorno più bello della mia vita, un sogno realizzato". La regina dei tuffi Tania Cagnotto all'ottavo e ultimo mondiale della sua carriera si prende l'oro che all'Italia mancava da 40 anni (Dibiasi, 1975) e a lei da troppo tempo: "Era uno dei miei sogni nel cassetto, l'altro vedremo a Rio". A 30 anni, batte la meglio gioventù delle cinesi che si tuffano da un altro pianeta e stavolta in cima al mondo finisce lei: 310,85 punti complessivi, davanti al fenomeno d'argento 23enne Shi Tingmao (309,20) e al bronzo He Zi, 24 anni, proprio colei che due anni fa a Barcellona le soffiò il titolo per 10 centesimi. Tania: "Pensavo di aver perso l'occasione lì, in Spagna, invece eccomi qui: me lo sentivo, già dai preliminari, che qualcosa di buono era nell'aria. Non ho dormito tutta la notte, non stavo più nella pell…
KAZAN - Piange tutto quello che ha dentro: la fatica, le batoste, le rinascite. "E' il giorno più bello della mia vita, un sogno realizzato". La regina dei tuffi Tania Cagnotto all'ottavo e ultimo mondiale della sua carriera si prende l'oro che all'Italia mancava da 40 anni (Dibiasi, 1975) e a lei da troppo tempo: "Era uno dei miei sogni nel cassetto, l'altro vedremo a Rio". A 30 anni, batte la meglio gioventù delle cinesi che si tuffano da un altro pianeta e stavolta in cima al mondo finisce lei: 310,85 punti complessivi, davanti al fenomeno d'argento 23enne Shi Tingmao (309,20) e al bronzo He Zi, 24 anni, proprio colei che due anni fa a Barcellona le soffiò il titolo per 10 centesimi. Tania: "Pensavo di aver perso l'occasione lì, in Spagna, invece eccomi qui: me lo sentivo, già dai preliminari, che qualcosa di buono era nell'aria. Non ho dormito tutta la notte, non stavo più nella pelle, non vedevo l'ora di salire su questo trampolino e non pensarci più".
Piange lei e piange tutta la famiglia dei tuffi: la compagna del sincro Francesca Dallapè e papà Giorgio, che dice: "L'ho vista subito da come si muoveva che era il giorno giusto per lei: gara perfetta". La gara che non cancelli: in otto mondiali mancava solo l'oro (3 argenti, 4 bronzi): "Credo che la ricorderò per sempre. Adesso farò il trampolino da 3 metri dove ho già il pass per Rio godendomela: peccato per il sincro con Francesca, non è andata bene, anche perché ci hanno cambiato i trampolini all'ultimo e non abbiamo avuto il tempo di adattarci. Però sono riuscita a staccare subito da quella delusione e sono ripartita carica, mi sono sentita subito di nuovo bene".
La stampa estera le chiede che cosa sarà adesso del futuro: "Andrò alle Olimpiadi, che per me non sono mai state particolarmente fortunate, cercando di fare medaglia che è una delle cose che qualsiasi atleta sogna. Ma se non verrà, pazienza, vuol dire che i Giochi non sono per me. Cambierei questo oro con una medaglia olimpica? No. E dopo Rio smetto, nessun ripensamento. E' stato il mio ultimo mondiale. Non potevo trovare modo migliore per chiudere la mia carriera in bellezza".
In stranezza, anche: "La mia migliore amica ha sognato che avrei vinto e io stessa ho sognato di poter battere le cinesi per pochi centesimi: la realtà è ancora più bella". Perché sembra sempre un sogno poter battere le cinesi: l'ultima volta che avevano abdicato nella specialità è stato a Roma 2009 (vince la russa Pakhalina che aveva spodestato perfino la cyborg Wu Minxia, 6 titoli olimpici e 15 mondiali). Tania fu quarta. Crescendo, maturando, concludendo, Tania passa tutte. La realtà è che è stata una gara da cronaca annunciata, senza la beffa che talvolta ha perseguitato la finanziera di Bolzano: i due quarti posti a Londra 2012 per una manciata di punti, gli ori sfuggiti per altrettante inezie. No, oggi è andato tutto come doveva andare: "La finale è iniziata bene, col doppio e mezzo avanti ho perso qualche anno di vita ma poi ho continuato meglio. Prima dell'ultimo tuffo avevo dieci punti di vantaggio, non era necessario strafare e ho cercato di controllare. E' bastato per vincere". E' bastato per far piangere tutti.
Piange lei e piange tutta la famiglia dei tuffi: la compagna del sincro Francesca Dallapè e papà Giorgio, che dice: "L'ho vista subito da come si muoveva che era il giorno giusto per lei: gara perfetta". La gara che non cancelli: in otto mondiali mancava solo l'oro (3 argenti, 4 bronzi): "Credo che la ricorderò per sempre. Adesso farò il trampolino da 3 metri dove ho già il pass per Rio godendomela: peccato per il sincro con Francesca, non è andata bene, anche perché ci hanno cambiato i trampolini all'ultimo e non abbiamo avuto il tempo di adattarci. Però sono riuscita a staccare subito da quella delusione e sono ripartita carica, mi sono sentita subito di nuovo bene".
La stampa estera le chiede che cosa sarà adesso del futuro: "Andrò alle Olimpiadi, che per me non sono mai state particolarmente fortunate, cercando di fare medaglia che è una delle cose che qualsiasi atleta sogna. Ma se non verrà, pazienza, vuol dire che i Giochi non sono per me. Cambierei questo oro con una medaglia olimpica? No. E dopo Rio smetto, nessun ripensamento. E' stato il mio ultimo mondiale. Non potevo trovare modo migliore per chiudere la mia carriera in bellezza".
In stranezza, anche: "La mia migliore amica ha sognato che avrei vinto e io stessa ho sognato di poter battere le cinesi per pochi centesimi: la realtà è ancora più bella". Perché sembra sempre un sogno poter battere le cinesi: l'ultima volta che avevano abdicato nella specialità è stato a Roma 2009 (vince la russa Pakhalina che aveva spodestato perfino la cyborg Wu Minxia, 6 titoli olimpici e 15 mondiali). Tania fu quarta. Crescendo, maturando, concludendo, Tania passa tutte. La realtà è che è stata una gara da cronaca annunciata, senza la beffa che talvolta ha perseguitato la finanziera di Bolzano: i due quarti posti a Londra 2012 per una manciata di punti, gli ori sfuggiti per altrettante inezie. No, oggi è andato tutto come doveva andare: "La finale è iniziata bene, col doppio e mezzo avanti ho perso qualche anno di vita ma poi ho continuato meglio. Prima dell'ultimo tuffo avevo dieci punti di vantaggio, non era necessario strafare e ho cercato di controllare. E' bastato per vincere". E' bastato per far piangere tutti.