LONDRA - La Gran Bretagna assolve Mo Farah. "Non vi è alcuna prova" che il campione olimpico dei 5.000 e 10.000 abbia commesso irregolarità: è questa la conclusione cui è giunta la federazione britannica di atletica, che ha reso noti i primi risultati del rapporto sui metodi di allenamento di Alberto Salazar, il coach statunitense di Farah su cui indagano le agenzie antidoping statunitense (Usada) e britannica (Ukad). Le due inchieste hanno preso spunto dalle rivelazioni della Bbc sulle presunte pratiche illegali di Salazar, accusato fra l'altro di avere somministrato sostanze dopanti ai suoi atleti. Oggi la federazione britannica di atletica ha fornito un resoconto sul "primo e più importante obiettivo" della sua indagine interna, spiegando che "nessuna delle numerose informazioni" in suo possesso "conteneva alcuna prova di scorrettezza da parte di Mo Farah, né ha dato alla federazione alcun motivo per mettere in dubbio l'adeguatezza delle indicazioni date dal Progetto Oregon" guidato da Salazar al programma di allenamento di Farah.
La federazione ha inoltre reso noto che, a causa delle inchieste in corso, i risultati completi dell'indagine saranno condivisi con l'agenzia antidoping britannica "prima di qualsiasi diffusione più ampia" e comunque solo al termine dei Mondiali di atletica di Pechino. "Uk Athletics -si legge ancora nella nota - continua a prendere molto sul serio il problema del doping e assisterà in qualsiasi momento l'Ukad e le altre autorità competenti nel loro importante lavoro".
La federazione ha inoltre reso noto che, a causa delle inchieste in corso, i risultati completi dell'indagine saranno condivisi con l'agenzia antidoping britannica "prima di qualsiasi diffusione più ampia" e comunque solo al termine dei Mondiali di atletica di Pechino. "Uk Athletics -si legge ancora nella nota - continua a prendere molto sul serio il problema del doping e assisterà in qualsiasi momento l'Ukad e le altre autorità competenti nel loro importante lavoro".