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Judo, Maddaloni sbatte la porta: Italia senza ct ai Mondiali

L'ex olimpionico di Sydney non seguirà la squadra azzurra ad Astana in polemica con la Federazione, che ha dimezzato i convocati da otto a quattro "per scarsa competitività". Non ha partecipato allo stage di Tel Aviv ed è stato sospeso

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ROMA - Non sarà Pino Maddaloni a guidare gli azzurri del judo ai prossimi Mondiali di Astana, in programma dal 24 al 30 agosto: il ct, olimpionico a Sydney 2000, 'monumento' del judo italiano, si è detto "molto amareggiato" per la scelta della Federazione di ridurre da 8 a 4 atleti la squadra che andrà in Kazakistan. Per questo ha deciso di non partire per lo stage di Tel Aviv ed è stato sospeso dalla Federazione. Alla base del taglio, replica il presidente federale Falcone, "c'è la scarsa competitività". Gli atleti selezionati saranno guidati ad Astana dal direttore tecnico nazionale Kiyoshi Murakami, dall'allenatore Dario Romano e dal collaboratore tecnico Francesco Bruyere, il quale, in accordo con il direttore tecnico, sostituirà Maddaloni alla guida della squadra maschile.

Alla rassegna iridata saranno complessivamente nove gli azzurri in gara: si tratta di cinque donne, Valentina Moscatt (48 kg), Odette Giuffrida (52 kg), Giulia Quintavalle (57 kg), Edwige Gwend (63 kg), Assunta Galeone (78 kg) e quattro uomini, Elio Verde (66 kg), Antonio Ciano (81 kg), Walter Facente (90 kg), Domenico Di Guida (100 kg).

Tra gli esclusi anche il fratello di Maddaloni, Marco: "Io non guardo i nomi, da padre di famiglia combatto per tutti i miei figli e per me c'è stata una palese mancanza di fiducia nei miei confronti". Ma, replica la Federazione, il 'taglio' è dovuto ai modesti risultati ottenuti ai recenti Giochi europei, "dove ha dimostrato scarsa competitività" sostiene il presidente Mimmo Falcone. Che parla di dimissioni di fatto, visto che il ct si sarebbe "autoescluso". "Dimissioni? Posso dire che sono molto amareggiato. Io ho lasciato il ritiro - spiega Maddaloni - Ora aspetto che loro capiscano l'errore. Al momento non ho ricevuto nemmeno una telefonata. In caso contrario... vedremo". Le posizioni al momento appaiono inconciliabili. Il presidente Falcone parla di "decisione infantile" ed "atteggiamento non responsabile". Maddaloni "ha mancato di rispetto per l'organo che gestisce la Federazione". La riduzione "è stata decisa con una delibera del 10 luglio e comunicata per tempo a Maddaloni. La squadra era andata male a Baku. Si è evidenziato un problema di scarsa competitività". Meglio pochi ma buoni, insomma. Una scelta che Maddaloni non ha condiviso, sentendosi esautorato dal suo ruolo di ct.
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