PECHINO - Il primo confronto a distanza è per Justin Gatlin, ma visti come sono finiti i 100 metri questo non significa niente. Sono iniziati i 200 metri con le batterie, e lo statunitense ha fatto registrare un tempo inferiore a quello del grande rivale Usain Bolt. Il giamaicano ha concluso la sua batteria con il miglior tempo, 20"28, senza forzare minimamente e praticamente andando a passeggio negli ultimi metri. Nel complesso comunque la dimostrazione di forza è sembrata impressionante. Qualche minuto dopo è toccato a Justin Gatlin replicare alla sua maniera. Con la consueta partenza veloce lo statunitense ha fatto il vuoto, poi si è disteso sul rettilineo fermando il cronometro a 20''19.
Procede invece senza acuti il Mondiale della squadra italiana. Niente finale neanche per Libania Grenot nei 400 metri. L'italocubana ha chiuso al terzo posto la sua semifinale con il tempo di 51"14, quattordicesimo totale. Niente da fare neanche sul ripescaggio, perché nelle due successive prove i tempi sono stati più bassi e l'ultimo tempo di ripescaggio è stato il 50"50 della statunitense Francis. La più veloce delle ammesse alla finale è la statunitense Allyson Felix, capace di un 49"89, ottenuto per giunta senza apparente impegno nella parte finale.
L'altra grande attrazione della giornata era Genzebe Dibaba, che non ha deluso le attese. L'ennesimo prodotto della dinastia etiope, fresca del record del mondo battuto dopo 22 anni, si impone nella finale nei 1500 in 4'08"09, precedendo la keniana Faith Chepngetich Kipyegon (argento in 4'08"96) e l'olandese Sifan Hassan (bronzo in 4'09"34).
Intanto giornata trionfale per il Kenya. David Rudisha si riprende il titolo iridato sugli 800 metri. Oro a Daegu, ma assente a Mosca per infortunio, il campione olimpico e primatista mondiale si impone in 1'45"84. Argento per il polacco Adam Kszczot in 1'46"08, bronzo ad Amel Tuka, che si presentava con il miglior crono stagionale, in 1'46"30. Per il bosniaco comunque c'è la grandissima soddisfazione di aver dato il primo podio alla Bosnia. Il Kenya -e questo è un risultato che sorprende- si affaccia alla grande anche nei 400 hs. La medaglia d'oro va a Nicholas Bett, che in finale si impone con il tempo di 47"79, miglior prestazione mondiale stagionale. Argento al russo Denis Kudryavtsev (48"05, record nazionale), bronzo a Jeffrey Gibson delle Bahamas in 48"17. Clamorosamente fuori dal podio, in una specialità che li ha visti sovente protagonisti, gli Stati Uniti.
Nel salto in lungo Greg Rutherford colpisce ancora. Dopo l'oro olimpico a Londra 2012 e quello europeo a Zurigo 2014, il britannico fa suo l'oro mondiale saltando 8,41 al quarto tentativo. Argento all'australiano Fabrice Lapierre (8,24), bronzo al cinese Jianan Wang con 8,18. Altro boccone amaro per gli americani, la sconfitta di Jeff Henderson, primatista mondiale stagionale (8,52) e fuori dopo i primi tre salti: due nulli e 7,95.
Secondo pronostico il lancio del disco. Medaglia d'oro alla cubana Denia Caballero che ha ottenuto la misura di 69.28, precedendo quella che con lei divideva il pronostico, la croata Sandra Perkovic (67.39). Bronzo per la tedesca Nadine Mueller in 65.53.
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ALTRE POLEMICHE DOPING, KENYA NEL MIRINO - Intanto, mentre l'attenzione generale è rivolta alle gare, proseguono le polemiche sul doping. Alcuni atleti keniani sono stati avvertiti prima di essere sottoposti a test a sorpresa e un corridore squalificato ha accusato dei funzionari di aver chiesto denaro per nascondere i test positivi. E' la rivelazione della televisione di stato tedesca Ard, che con il 'Sunday Times' ha recentemente sconvolto lo sport rivelando che la Iaaf non ha tenuto conto di centinaia di test antidoping sospetti. Frimin Kiplagat Kipchoge, ex corridore che lavora con gli atleti, ha detto che alcuni incaricati chiamavano gli atleti in vista delle loro visite dichiarandosi disposti a riprogrammare se essi non erano disponibili. Ronald Kipchumba, squalificato per essere risultato positivo all'Epo nel 2012, ha rivelato ad Ard che alcuni funzionari kenyani hanno anche chiesto soldi per insabbiare test positivi.
Procede invece senza acuti il Mondiale della squadra italiana. Niente finale neanche per Libania Grenot nei 400 metri. L'italocubana ha chiuso al terzo posto la sua semifinale con il tempo di 51"14, quattordicesimo totale. Niente da fare neanche sul ripescaggio, perché nelle due successive prove i tempi sono stati più bassi e l'ultimo tempo di ripescaggio è stato il 50"50 della statunitense Francis. La più veloce delle ammesse alla finale è la statunitense Allyson Felix, capace di un 49"89, ottenuto per giunta senza apparente impegno nella parte finale.
L'altra grande attrazione della giornata era Genzebe Dibaba, che non ha deluso le attese. L'ennesimo prodotto della dinastia etiope, fresca del record del mondo battuto dopo 22 anni, si impone nella finale nei 1500 in 4'08"09, precedendo la keniana Faith Chepngetich Kipyegon (argento in 4'08"96) e l'olandese Sifan Hassan (bronzo in 4'09"34).
Intanto giornata trionfale per il Kenya. David Rudisha si riprende il titolo iridato sugli 800 metri. Oro a Daegu, ma assente a Mosca per infortunio, il campione olimpico e primatista mondiale si impone in 1'45"84. Argento per il polacco Adam Kszczot in 1'46"08, bronzo ad Amel Tuka, che si presentava con il miglior crono stagionale, in 1'46"30. Per il bosniaco comunque c'è la grandissima soddisfazione di aver dato il primo podio alla Bosnia. Il Kenya -e questo è un risultato che sorprende- si affaccia alla grande anche nei 400 hs. La medaglia d'oro va a Nicholas Bett, che in finale si impone con il tempo di 47"79, miglior prestazione mondiale stagionale. Argento al russo Denis Kudryavtsev (48"05, record nazionale), bronzo a Jeffrey Gibson delle Bahamas in 48"17. Clamorosamente fuori dal podio, in una specialità che li ha visti sovente protagonisti, gli Stati Uniti.
Nel salto in lungo Greg Rutherford colpisce ancora. Dopo l'oro olimpico a Londra 2012 e quello europeo a Zurigo 2014, il britannico fa suo l'oro mondiale saltando 8,41 al quarto tentativo. Argento all'australiano Fabrice Lapierre (8,24), bronzo al cinese Jianan Wang con 8,18. Altro boccone amaro per gli americani, la sconfitta di Jeff Henderson, primatista mondiale stagionale (8,52) e fuori dopo i primi tre salti: due nulli e 7,95.
Secondo pronostico il lancio del disco. Medaglia d'oro alla cubana Denia Caballero che ha ottenuto la misura di 69.28, precedendo quella che con lei divideva il pronostico, la croata Sandra Perkovic (67.39). Bronzo per la tedesca Nadine Mueller in 65.53.
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ALTRE POLEMICHE DOPING, KENYA NEL MIRINO - Intanto, mentre l'attenzione generale è rivolta alle gare, proseguono le polemiche sul doping. Alcuni atleti keniani sono stati avvertiti prima di essere sottoposti a test a sorpresa e un corridore squalificato ha accusato dei funzionari di aver chiesto denaro per nascondere i test positivi. E' la rivelazione della televisione di stato tedesca Ard, che con il 'Sunday Times' ha recentemente sconvolto lo sport rivelando che la Iaaf non ha tenuto conto di centinaia di test antidoping sospetti. Frimin Kiplagat Kipchoge, ex corridore che lavora con gli atleti, ha detto che alcuni incaricati chiamavano gli atleti in vista delle loro visite dichiarandosi disposti a riprogrammare se essi non erano disponibili. Ronald Kipchumba, squalificato per essere risultato positivo all'Epo nel 2012, ha rivelato ad Ard che alcuni funzionari kenyani hanno anche chiesto soldi per insabbiare test positivi.