GENOVA - Metti una sera a cena con una buona fetta di gotha dello sport italiano, riunito sul mare nel nome del club più titolato della waterpolo mondiale - un Triplete neanche tre mesi fa, gli ultimi 10 scudetti uno in fila all'altro - e a fare da gran cerimoniere il petroliere Gabriele Volpi, patron con l'amore per calcio e pallanuoto che in tanti dicono essere anche il futuro della Sampdoria di Massimo Ferrero. È così che la serata di presentazione del nuovo corso della Pro Recco di pallanuoto, in programma ieri sera al Porto Antico di Genova, si è trasformata in una sorta di stati generali del mondo sportivo che conta, e anche qualcosa di più. Con un parterre di nomi pesanti - dal presidente del Coni Giovanni Malagò al numero uno del nuoto Paolo Barelli, e vederli insieme è cosa rara - a certificare il peso specifico raggiunto negli ultimi anni dal club recchelino quasi meglio dei (tanti, tantissimi) trofei messi in bacheca a Punta S. Anna.
Pensata per presentare ufficialmente le tante novità fuori e dentro vasca della società biancoceleste, che il 26 settembre esordirà in campionato a Sori e lunedì scorso ha iniziato la preparazione con un nuovo allenatore (Amedeo Pomilio), una nuova rosa (tra i volti nuovi Sukno, l'ex bresciano Bodegas e Mandic, 21 anni e già punto fermo della Serbia campione d'Europa) e soprattutto il nuovo dg Maurizio Felugo (appena appesa la calottina al chiodo ma già idee chiarissime come dirigente), con la serata di gala di ieri la Pro è ripartita da dove aveva lasciato. E cioè con l'ennesima squadra-corazzata (con ancora colonne tutte italiane come Tempesti, Figari, Fondelli, Figlioli, Aicardi e Giorgetti), programmando "per vincere tutto, portarsi a casa lo scudetto numero 30 e replicare il Triplete per i prossimi cinque anni" - è la promessa di capitan Tempesti e di Eraldo Pizzo, dirigente e leggenda della pallanuoto - e soprattutto facendo quadrato con il mondo dell'imprenditoria locale, e circondandosi di nomi influenti nello sport ma non solo.
Presenti dirigenti federali (Barelli ha auspicato "una sinergia sempre più stretta tra Fin e società di pallanuoto, nell'anno che porterà alle Olimpiadi"), tecnici del mondo azzurro (dal ct del Settebello Campagna, che ha anticipato "un anno durissimo, di campionato, coppe e qualificazioni olimpiche", all'ex ct della pallavolo Berruto), grandi ex (da Pino Porzio ad Alberto Alberani) e tifosi illustri (dal neo governatore della Liguria Toti a Flavio Briatore, ma c'erano anche il rugbista Castrogiovanni e Vittorio Podestà, "socio" di Alex Zanardi nei suoi successi paraolimpici), il numero uno del Coni Malagò è l'ospite che ha parlato più di tutti. Ha fatto il punto della situazione dello sport italiano ("Ci sono tante, troppe discipline. Non siamo un mondo in difficoltà, nonostante alcuni recenti risultati deludenti, ma dobbiamo razionalizzare"), "lanciato" basket e azzurre di tennis impegnate agli Us Open ("sarà dura per tutti, ma stanno andando bene") e a fine serata ha pure fatto capire che la Pro Recco potrebbe presto ricevere il Collare d'oro al merito sportivo del Coni. Molto probabilmente a dicembre - ha anticipato verso la fine dell'evento - "dopo la giunta straordinaria in programma a Torino la prossima settimana".
"Sono qui per una parte di storia del nostro mondo troppo importante, un club che ha vinto quattro volte il Triplete, più delle altre società di tutte le altre discipline messe insieme - è stato l'omaggio del presidente Coni alla società recchelina - La pallanuoto è forse meno popolare di altri sport, ma porta da sempre risultati, sia in campo maschile sia in campo femminile, e rende orgoglioso tutto il paese. Si meriterebbe impianti migliori, come tante altre discipline, ma per rinnovare un impianto, e vale per le piscine come per stadi palazzetti, non servono solo soldi e una politica locale lungimirante. Servono persone capaci di gestire e pensare le strutture, e in Italia figure di questo tipo mancano: lavoreremo perché scuole di management creino figure professionali del genere, e posti di lavoro".
Forse un assist - questa tra le tante dichiarazioni della serata - ai progetti in grande del padrone di Recco e Spezia Volpi, che oltre a promettere vittorie in acqua, dal palco ha anche fatto luce sul futuro societario dei campioni d'Italia. "A breve vareremo una fondazione Pro Recco, che sarà proprietaria del club come della nuova piscina di Recco e delle strutture collegate, un centro balneare e vari appartamenti - ha spiegato il patron della Pro - che garantiranno un reddito annuale per finanziare stabilmente la squadra anche senza il magnate di turno. Come già succede al Posillipo e alla Lazio". Una piscina di proprietà, sul modello (per ora più che altro agognato) del calcio, che potrebbe permettere di "dare vita eterna" al club biancoceleste, di ritrovare finalmente una casa della Pro Recco - dopo troppi anni di partite casalinghe giocate nelle piscine dei comuni vicini - e in futuro prossimo giocare persino in due impianti. "L'attuale piscina sul mare da utilizzare per il campionato italiano e le giovanili - è il progetto - e un altro impianto da costruire ex novo per la Champions, i grandi eventi internazionali e le partite della Nazionale".
Pensata per presentare ufficialmente le tante novità fuori e dentro vasca della società biancoceleste, che il 26 settembre esordirà in campionato a Sori e lunedì scorso ha iniziato la preparazione con un nuovo allenatore (Amedeo Pomilio), una nuova rosa (tra i volti nuovi Sukno, l'ex bresciano Bodegas e Mandic, 21 anni e già punto fermo della Serbia campione d'Europa) e soprattutto il nuovo dg Maurizio Felugo (appena appesa la calottina al chiodo ma già idee chiarissime come dirigente), con la serata di gala di ieri la Pro è ripartita da dove aveva lasciato. E cioè con l'ennesima squadra-corazzata (con ancora colonne tutte italiane come Tempesti, Figari, Fondelli, Figlioli, Aicardi e Giorgetti), programmando "per vincere tutto, portarsi a casa lo scudetto numero 30 e replicare il Triplete per i prossimi cinque anni" - è la promessa di capitan Tempesti e di Eraldo Pizzo, dirigente e leggenda della pallanuoto - e soprattutto facendo quadrato con il mondo dell'imprenditoria locale, e circondandosi di nomi influenti nello sport ma non solo.
Presenti dirigenti federali (Barelli ha auspicato "una sinergia sempre più stretta tra Fin e società di pallanuoto, nell'anno che porterà alle Olimpiadi"), tecnici del mondo azzurro (dal ct del Settebello Campagna, che ha anticipato "un anno durissimo, di campionato, coppe e qualificazioni olimpiche", all'ex ct della pallavolo Berruto), grandi ex (da Pino Porzio ad Alberto Alberani) e tifosi illustri (dal neo governatore della Liguria Toti a Flavio Briatore, ma c'erano anche il rugbista Castrogiovanni e Vittorio Podestà, "socio" di Alex Zanardi nei suoi successi paraolimpici), il numero uno del Coni Malagò è l'ospite che ha parlato più di tutti. Ha fatto il punto della situazione dello sport italiano ("Ci sono tante, troppe discipline. Non siamo un mondo in difficoltà, nonostante alcuni recenti risultati deludenti, ma dobbiamo razionalizzare"), "lanciato" basket e azzurre di tennis impegnate agli Us Open ("sarà dura per tutti, ma stanno andando bene") e a fine serata ha pure fatto capire che la Pro Recco potrebbe presto ricevere il Collare d'oro al merito sportivo del Coni. Molto probabilmente a dicembre - ha anticipato verso la fine dell'evento - "dopo la giunta straordinaria in programma a Torino la prossima settimana".
"Sono qui per una parte di storia del nostro mondo troppo importante, un club che ha vinto quattro volte il Triplete, più delle altre società di tutte le altre discipline messe insieme - è stato l'omaggio del presidente Coni alla società recchelina - La pallanuoto è forse meno popolare di altri sport, ma porta da sempre risultati, sia in campo maschile sia in campo femminile, e rende orgoglioso tutto il paese. Si meriterebbe impianti migliori, come tante altre discipline, ma per rinnovare un impianto, e vale per le piscine come per stadi palazzetti, non servono solo soldi e una politica locale lungimirante. Servono persone capaci di gestire e pensare le strutture, e in Italia figure di questo tipo mancano: lavoreremo perché scuole di management creino figure professionali del genere, e posti di lavoro".
Forse un assist - questa tra le tante dichiarazioni della serata - ai progetti in grande del padrone di Recco e Spezia Volpi, che oltre a promettere vittorie in acqua, dal palco ha anche fatto luce sul futuro societario dei campioni d'Italia. "A breve vareremo una fondazione Pro Recco, che sarà proprietaria del club come della nuova piscina di Recco e delle strutture collegate, un centro balneare e vari appartamenti - ha spiegato il patron della Pro - che garantiranno un reddito annuale per finanziare stabilmente la squadra anche senza il magnate di turno. Come già succede al Posillipo e alla Lazio". Una piscina di proprietà, sul modello (per ora più che altro agognato) del calcio, che potrebbe permettere di "dare vita eterna" al club biancoceleste, di ritrovare finalmente una casa della Pro Recco - dopo troppi anni di partite casalinghe giocate nelle piscine dei comuni vicini - e in futuro prossimo giocare persino in due impianti. "L'attuale piscina sul mare da utilizzare per il campionato italiano e le giovanili - è il progetto - e un altro impianto da costruire ex novo per la Champions, i grandi eventi internazionali e le partite della Nazionale".