ROMA - Pesa come una mucca, ha uno spazio interno equivalente a quello di una Twingo e un'altezza pari ad un edificio di quattro metri. È il Mini, barca a vela agile e veloce capace di attraversare un oceano. Saranno 72 imbarcazioni a farlo, il 19 settembre, con altrettanti skipper al timone che molleranno gli ormeggi da Douarnenez, in Bretagna, diretti a Lanzarote. E poi, dopo una breve tappa, il salto nell'Atlantico fino a Pointe-à-Pitre in Guadalupe: una navigazione di circa 25 giorni circondati solo dal mare.
La Mini Transat è la regata dell'avventura, per molti è un sogno d'adolescenza che si realizza, per altri il trampolino verso circuiti maggiori e giri del mondo a vele spiegate. A bordo i navigatori hanno a disposizione una strumentazione minima, il gps per la posizione e il vhf, la radio per comunicare. Il gusto per la navigazione è un ingrediente indispensabile anche perché non c'è un premio in denaro per il primo che arriva (ma champagne e un tuffo dal pontile sono la tradizione). La Mini è l'espressione di una vela diversa: con pochi fronzoli e lustrini ed anche più accessibile. I costi di partecipazione infatti, se non alla portata di tutti, sono nettamente minori rispetto a quelli delle grandi regate. Il porto di Douarnenez, in questi giorni di pre partenza, è appunto un porto di mare: gli skipper fanno gli ultimi controlli e imbarcano la cambusa, le scolaresche visitano i pontili e i "bénevolés" sfornano i pasti per i marinai. Un'organizzazione ormai oliata che deve molto all'entusiasmo dei volontari. E se a farla da padroni, in regata, sono sempre stati i cugini francesi (l'unica vittoria non "bleu" è quella dello statunitense Norton Smith nel 1979) quest'anno per la ventesima edizione l'Italia ha sei concorrenti tra le onde (2 nella classe Prototipi, barche sperimentali, e 4 in quella di Serie) e le sue chances da giocare.
[[ge:rep-locali:repubblica:123001688]]
L'entusiasta. Il più giovane si chiama Michele Zambelli che con i suoi venticinque anni si prepara alla seconda Mini Transat della sua vita. Forlivese e sorridente, Michele non ha a bordo solo abbondanti riserve di entusiasmo ma anche un diario rosso sul quale amici e sostenitori hanno scritto messaggi di incoraggiamento. Nel 2013 Zambelli era partito con Fontanot, una barca così vecchia da rientrare nell'immaginaria classe Vintage. E si era piazzato decimo: un buon risultato per lo skipper più giovane, in gara con lo scafo più vecchio. Quest'anno la musica cambia, barca nuova - il prototipo Illumia - vita nuova.
Il graduato. Andrea Pendibene è pisano, ha 34 anni. È un ingegnere e nel 2011 si è arruolato in Marina. "Una scelta che ho fatto proprio per riportare la Marina in Oceano" ha spiegato Pendibene. L'ultima volta risaliva infatti al 1972 e all'ammiraglio Faggioni che corse la Ostar con un 15 metri. I metri questa volta sono meno della metà, 6,50 per la precisione e Andrea si avvicina al traguardo forte degli ottimi piazzamenti nella classe Mini e con il ricordo e l'esperienza della sua prima Mini affrontata quando aveva 25 anni.
Il tecnico. Alberto Bona è nato lontano dal mare, a Torino dove si è laureato in filosofia. Ha 29 anni fa e nella passata edizione della regata ha portato a casa un ottimo quinto posto. Questa volta gareggia con un prototipo (barche costruite in un numero di esemplari minore di dieci e vere palestre di sperimentazione) che si chiama Onlinesim. it. Della sua barca ha detto che ha bisogno di molte attenzioni perché è viziata. E visto che Alberto le attenzioni non gliele farà mancare, converrà tenerlo d'occhio.
Il kiter. Andre Fornaro, 38 anni di Orbetello, ha deciso di aggiungere anche la Mini Transat alla sua lunga lista di esperienze e vittorie. Dopo il titolo di campione italiano su diversi scafi e le selezioni per i giochi olimpici di Londra si avventura in Atlantico con lo scafo più piccolo su piazza. E ha già deciso che ci sarà anche nel 2017 a bordo di un prototipo. E' lo skipper che le ha provate tutte e ancora non si è stufato, ama il kite surf da sempre e anche con la tavola compete a livello internazionale.
L'informatico. Federico Cuciuc, 37enne, ci riprova. La Mini del 2013 è stata dura ma quelle miglia di sale e fatica hanno fatto innamorare lo skipper romano che è di nuovo sulla linea di partenza. Nel 2013 era partito grazie al crowdfunding e poi, per ringraziare chi lo aveva sostenuto, ha scritto un libro sulla sua avventura al largo. Si allena mentre porta avanti la sua azienda di servizi informatici.
L'espatriato. Se sulla sua barca sventola il tricolore italiano, Roland Ventura si definisce "di origine italiana" perché vive in Francia da due decenni, a Tours. Ha 46 anni e del mare ha fatto una professione, è allenatore ed istruttore di vela. L'incontro con il Mini è avvenuto dodici anni fa e poi, dopo una lunga incubazione, con quel piccolo guscio ha deciso di prendere il largo.
La regata si può seguire in tempo reale grazie alla cartografia interattiva su http://www. minitransat-ilesdeguadeloupe. fr/ ma anche attraverso i profili social degli skipper, che si possono trovare tutti con il loro nome e cognome su Facebook.
(Pubblicato su RSera il 15 settembre 2015)
La Mini Transat è la regata dell'avventura, per molti è un sogno d'adolescenza che si realizza, per altri il trampolino verso circuiti maggiori e giri del mondo a vele spiegate. A bordo i navigatori hanno a disposizione una strumentazione minima, il gps per la posizione e il vhf, la radio per comunicare. Il gusto per la navigazione è un ingrediente indispensabile anche perché non c'è un premio in denaro per il primo che arriva (ma champagne e un tuffo dal pontile sono la tradizione). La Mini è l'espressione di una vela diversa: con pochi fronzoli e lustrini ed anche più accessibile. I costi di partecipazione infatti, se non alla portata di tutti, sono nettamente minori rispetto a quelli delle grandi regate. Il porto di Douarnenez, in questi giorni di pre partenza, è appunto un porto di mare: gli skipper fanno gli ultimi controlli e imbarcano la cambusa, le scolaresche visitano i pontili e i "bénevolés" sfornano i pasti per i marinai. Un'organizzazione ormai oliata che deve molto all'entusiasmo dei volontari. E se a farla da padroni, in regata, sono sempre stati i cugini francesi (l'unica vittoria non "bleu" è quella dello statunitense Norton Smith nel 1979) quest'anno per la ventesima edizione l'Italia ha sei concorrenti tra le onde (2 nella classe Prototipi, barche sperimentali, e 4 in quella di Serie) e le sue chances da giocare.
[[ge:rep-locali:repubblica:123001688]]
L'entusiasta. Il più giovane si chiama Michele Zambelli che con i suoi venticinque anni si prepara alla seconda Mini Transat della sua vita. Forlivese e sorridente, Michele non ha a bordo solo abbondanti riserve di entusiasmo ma anche un diario rosso sul quale amici e sostenitori hanno scritto messaggi di incoraggiamento. Nel 2013 Zambelli era partito con Fontanot, una barca così vecchia da rientrare nell'immaginaria classe Vintage. E si era piazzato decimo: un buon risultato per lo skipper più giovane, in gara con lo scafo più vecchio. Quest'anno la musica cambia, barca nuova - il prototipo Illumia - vita nuova.
Il graduato. Andrea Pendibene è pisano, ha 34 anni. È un ingegnere e nel 2011 si è arruolato in Marina. "Una scelta che ho fatto proprio per riportare la Marina in Oceano" ha spiegato Pendibene. L'ultima volta risaliva infatti al 1972 e all'ammiraglio Faggioni che corse la Ostar con un 15 metri. I metri questa volta sono meno della metà, 6,50 per la precisione e Andrea si avvicina al traguardo forte degli ottimi piazzamenti nella classe Mini e con il ricordo e l'esperienza della sua prima Mini affrontata quando aveva 25 anni.
Il tecnico. Alberto Bona è nato lontano dal mare, a Torino dove si è laureato in filosofia. Ha 29 anni fa e nella passata edizione della regata ha portato a casa un ottimo quinto posto. Questa volta gareggia con un prototipo (barche costruite in un numero di esemplari minore di dieci e vere palestre di sperimentazione) che si chiama Onlinesim. it. Della sua barca ha detto che ha bisogno di molte attenzioni perché è viziata. E visto che Alberto le attenzioni non gliele farà mancare, converrà tenerlo d'occhio.
Il kiter. Andre Fornaro, 38 anni di Orbetello, ha deciso di aggiungere anche la Mini Transat alla sua lunga lista di esperienze e vittorie. Dopo il titolo di campione italiano su diversi scafi e le selezioni per i giochi olimpici di Londra si avventura in Atlantico con lo scafo più piccolo su piazza. E ha già deciso che ci sarà anche nel 2017 a bordo di un prototipo. E' lo skipper che le ha provate tutte e ancora non si è stufato, ama il kite surf da sempre e anche con la tavola compete a livello internazionale.
L'informatico. Federico Cuciuc, 37enne, ci riprova. La Mini del 2013 è stata dura ma quelle miglia di sale e fatica hanno fatto innamorare lo skipper romano che è di nuovo sulla linea di partenza. Nel 2013 era partito grazie al crowdfunding e poi, per ringraziare chi lo aveva sostenuto, ha scritto un libro sulla sua avventura al largo. Si allena mentre porta avanti la sua azienda di servizi informatici.
L'espatriato. Se sulla sua barca sventola il tricolore italiano, Roland Ventura si definisce "di origine italiana" perché vive in Francia da due decenni, a Tours. Ha 46 anni e del mare ha fatto una professione, è allenatore ed istruttore di vela. L'incontro con il Mini è avvenuto dodici anni fa e poi, dopo una lunga incubazione, con quel piccolo guscio ha deciso di prendere il largo.
La regata si può seguire in tempo reale grazie alla cartografia interattiva su http://www. minitransat-ilesdeguadeloupe. fr/ ma anche attraverso i profili social degli skipper, che si possono trovare tutti con il loro nome e cognome su Facebook.
(Pubblicato su RSera il 15 settembre 2015)
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