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Boxe, Medina troppo forte per Salvini. Di Silvio dà spettacolo

Tentativo infruttuoso del romano, che subisce una dura punizione e si arrende al sesto round per il titolo Ue dei supergallo. Spettacolare difesa del tricolore dei leggeri del Puma

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ROMA - Era evidente nelle premesse, è apparso evidentissimo sul ring. Il compito di Emiliano Salvini di conquistare il titolo dell’Unione Europea dei pesi supergallo era proibitivo. Un ruolino, quello del pugile romano, con parecchie sconfitte: molte erano però giunte con verdetti rivedibili, frutto anche delle condizioni ambientali avverse –l’alias globetrotter calza- in cui si era battuto. Stavolta però l’esito non ammette repliche. Il campione in carica, Abigail Medina, ha mostrato dal primo gong una netta superiorità. Salvini ha giocato l’unica carta a sua disposizione, l’aggressività, ma la differenza di potenza è apparsa evidente. Medina ha caricato immediatamente i colpi, il romano li ha accusati, Quasi inevitabile l’epilogo al sesto round, quando il manager Giulio Spagnoli ha opportunamente interrotto un match che stava diventando un calvario per il suo uomo. Colpevole nella circostanza l’atteggiamento dell’arbitro Robert Verwijs, che ha avallato una punizione ingiusta e soprattutto pericolosa per Salvini. In poche parole: il match era finito e quella ventina di colpi in più andavano assolutamente evitati.
 
Il vero spettacolo della serata c’è stato nel sottoclou, il tricolore dei pesi leggeri tra Pasquale Di Silvio e Vincenzo Finiello. Il ‘Puma’ romano e romanista (nel pre match abbondanza di maglie di Totti sul ring) si è imposto alle lettura dei cartellini, avvenuta all’ottavo round per una ferita all’arcata sopraccigliare di Di Silvio che ha determinato l’interruzione del match. Incontro rovente, sin dalle prime battute. Di Silvio ha un record con qualche pecca derivante dalla non perfetta fase difensiva, ma la boxe la sa fare. Finiello ha lavorato sul punto debole del campione, cercando di sorprenderlo con una partenza a razzo. Missione interessante, ma non portata a termine. Di Silvio infatti ha tenuto, sciorinando a sua volta delle combinazioni migliori dal punto di vista tecnico. Le prime avvisaglie della ferita nel terzo round, ma l’incontro ha potuto proseguire. Poi fasi alterne: in particolare, quinto round appannaggio di Finiello, sesto con netta prevalenza del romano. All’ottavo lo stop e i cartellini: unanimità per Di Silvio, giusto così, condividiamo i due giudici su tre che hanno assegnato due punti.
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