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Malagò a RepTv rassicura: "Stadi sono sicuri. E gli Europei si faranno"

Il presidente del Coni, al videoforum di Repubblica Tv, racconta come lo sport sfida la paura. E poi parla della candidatura di Roma 2024, del ruolo dello sport in Italia e di lotta al doping
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ROMA - "Io non penso che oggettivamente ci sia un problema di attentati nei confronti del mondo dello sport". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ospite del videoforum di Repubblica Tv, prima dei grandi temi sportivi come la candidatura di Roma ai Giochi del 2024 o la lotta al doping, non ha potuto non rassicurare dopo gli attentati di Parigi, che hanno coinvolto anche lo Stade de France. "Gli stadi sono obiettivi in quanto luoghi di aggregazione, ma il mondo dello sport, avendo purtroppo già avuto a che fare con incidenti e situazioni a rischio, era preparato: si è visto a Parigi e in Germania, dove sono stati sventati attacchi che potevano avvenire negli stadi. Per i controlli di cui sono dotati, gli impianti sono sicuri". Il n.1 dello sport italiano ha rassicurato anche sui prossimi grandi eventi, a partire dai campionati europei di calcio del 2016, che si svolgeranno proprio in Francia: "Si vuole colpire il modo di vivere della co…
ROMA - "Io non penso che oggettivamente ci sia un problema di attentati nei confronti del mondo dello sport". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ospite del videoforum di Repubblica Tv, prima dei grandi temi sportivi come la candidatura di Roma ai Giochi del 2024 o la lotta al doping, non ha potuto non rassicurare dopo gli attentati di Parigi, che hanno coinvolto anche lo Stade de France. "Gli stadi sono obiettivi in quanto luoghi di aggregazione, ma il mondo dello sport, avendo purtroppo già avuto a che fare con incidenti e situazioni a rischio, era preparato: si è visto a Parigi e in Germania, dove sono stati sventati attacchi che potevano avvenire negli stadi. Per i controlli di cui sono dotati, gli impianti sono sicuri". Il n.1 dello sport italiano ha rassicurato anche sui prossimi grandi eventi, a partire dai campionati europei di calcio del 2016, che si svolgeranno proprio in Francia: "Si vuole colpire il modo di vivere della comunità occidentale, non di una singola nazione. Non c'è un particolare pericolo per gli eventi sportivi in Francia".

Su Roma 2024, Malagò ha spiegato che, a differenza di quanto avverrà ad Amburgo, altra città candidata, "in Italia non ci sono gli strumenti giuridici perché si possa fare un referendum per chiedere ai cittadini un parere sulla candidatura". Ma ci sono altri modi per verificare il sostegno: "Stiamo coinvolgendo il più possibile il territorio, le scuole, pensiamo a un nuovo rinascimento della città. Dobbiamo però ancora completare il dossier, stiamo definendo anche con le associazioni ambientaliste la collocazione degli impanti: a oggi chi volesse dare un giudizio non avrebbe un quadro completo. Stiamo preparando la prima bozza della candidatura che verrà presentata a Losanna e poi avremo un altro anno per completarla: a quel punto sarà giusto interpellare i cittadini con sondaggi, analisi di mercato". La capitale però sta vivendo una situazione politica molto particolare, e non è escluso che in futuro le elezioni comunali vedano la vittoria di forze che si sono dette contrarie ai Giochi, come i Cinque Stelle: "Credo sia sbagliato essere contrari a prescindere, se così non è ci confronteremo con la nuova amministrazione, qualunque essa sia, ma non penso ci sia ostracismo da parte di nessuno." Intanto è arrivato l'annuncio del governo dello stanziamento di 100 milioni di euro per il sistema sportivo: ma cosa vuol dire, costruzione di campetti in periferia oppure soldi che finiranno per promuovere Roma 2024? "Siamo in attesa di leggere la norma ufficiale ma tre quarti della cifra saranno spesi per le strutture sportive nelle periferie di tutta Italia, e un quarto per la candidatura ai Giochi".

E sui Giochi in arrivo, quelli di Rio, Malagò si dice ottimista: "Siamo in linea con i nostri risultati dell'ultimo decennio. E' vero, il calcio non si è qualificato ed è un peccato per le potenzialità della nostra Under 21, ma non si era qualificato nemmeno a Londra. Come il basket, che invece per Rio ha ancora una possibilità nel torneo preolimpico. A Londra abbiamo conquistato 28 medaglie, le proiezioni dicono che siamo su quei numeri, forse qualche unità in meno, ma voglio pensare invece che faremo gli stessi risultati ottenuti nel 2012". Tre nomi per le medaglie d'oro per i prossimi Giochi? "Io punto sul nuoto con Gregorio Paltrinieri, che ha dimostrato di essere il più forte nonostante i rivali, sul fioretto femminile (anche se non abbiamo la prova a squadre) e una credo che sicuramente uscirà dal tiro, con l'arco o a volo". La questione portabandiera: "Nel passato c'è sempre stata una decisione del presidente, io ne parlerò con la Giunta, che è espressione degli atleti e degli allenatori: il nome che sarà scelto sarà anche rappresentativo della volontà degli atleti".

Lo scandalo doping, di nuovo alla ribalta dopo la sospensione dell'atletica russa. Le Olimpiadi di Londra erano partite male ("malissimo", aggiunge Malagò), perché precedute dalla positività di Alex Schwazer ad un controllo Wada. Possiamo essere sicuri di escludere un caso simile? "Se ricapitasse io sarei e sono per la tolleranza zero. Per quanto riguarda il nostro l'impegno, abbiamo nominato il generale Leonardo Gallitelli a capo dell'antidoping e anche il Nas è direttamente coinvolto: oggi il sistema sportivo e gli atleti sanno qual è la nostra politica sul tema". E su Schwazer: "Io sarei contento di vedere lui ai Giochi con la maglia dell'Italia, come chiunque altro abbia 'pagato' il conto con la giustizia sportiva e dimostrasse di avere tempi e requisiti necessari".

Il presidente del Coni è intervenuto anche su altri temi, sui quali non sono mancate le domande degli ascoltatori, come la mancanza di una cultura sportiva in Italia che parta dalle scuole: "E' stato sempre un mio grande impegno, e continuerà a esserlo. Bisogna però anche ricordare che il ruolo del Coni è quello della promozione dello sport, mentre per quanto riguarda l'educazione fisica nelle scuole, la competenza è ovviamente del ministero. Ma io mi batterò perché nella scuola lo sport sia sempre in primo piano".

Infine, il calcio. Più volte il presidente del Coni ha specificato di non vedere estremi giuridici o tecnici per un provvedimento come il commissariamento della Federcalcio, ma alcune frasi pronunciate dal presidente Carlo Tavecchio hanno posto, anche recentemente, problemi di immagine: "Tutto va sempre verificato, a partire dai testi delle intercettazioni. Ma diciamo che ognuno di noi sul proprio posto di lavoro ha diritto a un bonus da spendere, e in questo caso siamo ampiamente in riserva". E una battuta, da presidente ma anche da tifoso giallorosso, sul 6-1 subito dalla Roma a Barcellona in Champions League: "Davvero male, risultato a parte, a livello di atteggiamento. Ma lo sport dà sempre un'immediata possibilità di rifarsi, in campionato e in coppa, e questo credo sia un dovere dei giocatori".