ROMA - Prima o poi il match da centomila a Wembley con Tyson Fury, enorme interesse e soprattutto tanti quattrini, si farà. Il Regno Unito si coccola l'astro nascente dei pesi massimi Anthony Joshua, 26 anni, che prosegue -ben guidato dalla sapienza degli organizzatori-, la sua marcia verso la sfida mondiale. Il pugile britannico, che gli appassionati italiani ricorderanno battere con un verdetto controverso Roberto Cammarelle nella finale dei supermassimi alle Olimpiadi di Londra, si è sbarazzato in sette round dell'ostico Dillian Whyte. Match tosto, forse il primo vche il gigante di Watford si trovava di fronte in carriera, montato ad arte anche per una sconfitta che da dilettante aveva subito contro lo stesso avversario.
Più tecnico, Joshua ha dovuto fare i conti con l'aggressività di Whyte, costretto all'attacco dalla necessità di accorciare la distanza, poi però è uscita fuori la caratura superiore e per Whyte al settimo round si è fatto buio. Si tratta per Joshua della quindicesima vittoria su altrettanti incontri: tutte sono state ottenute prima del limite, e nella sfida della O2 Arena di Londra per la prima volta ha superato l'asticella dei tre round, limite entro il quale aveva liquidato rapidamente tutti i precedenti avversari. Tornando al match contro il campione del mondo Tyson Fury, sembra solo questione di tempo: il detentore del titolo dovrebbe concedere la rinvincita a Wladimir Klitschko, e se anche questa dovesse sorridergli, la strada di avvicinamento al derby britannico sarebbe libera. In caso invece di ruggito del vecchio campione ucraino, le carte verrebbero completamente rimescolate.
Nella riunione fiume di Londra peschiamo anche un po' di Italia. Paulie Malignaggi, il paisà sbarcato in Italia dopo essere diventato un idolo a New York ed aver combattuto a lungo nel piani altissimi della categoria, si è preso il primo titolo della sua seconda carriera. Opposto per il titolo Ue dei welter ad Antonio Moscatiello, il pugile originario di Siracusa ha fato valere la maggior classe imponendosi nettamente ai punti. Il match era stato organizzato frettolosamente dopo che Gianluca Branco, detentore del titolo europeo, aveva dato forfait per un problema muscolare scatenando anche la reazione polemica di Malignaggi.
Più tecnico, Joshua ha dovuto fare i conti con l'aggressività di Whyte, costretto all'attacco dalla necessità di accorciare la distanza, poi però è uscita fuori la caratura superiore e per Whyte al settimo round si è fatto buio. Si tratta per Joshua della quindicesima vittoria su altrettanti incontri: tutte sono state ottenute prima del limite, e nella sfida della O2 Arena di Londra per la prima volta ha superato l'asticella dei tre round, limite entro il quale aveva liquidato rapidamente tutti i precedenti avversari. Tornando al match contro il campione del mondo Tyson Fury, sembra solo questione di tempo: il detentore del titolo dovrebbe concedere la rinvincita a Wladimir Klitschko, e se anche questa dovesse sorridergli, la strada di avvicinamento al derby britannico sarebbe libera. In caso invece di ruggito del vecchio campione ucraino, le carte verrebbero completamente rimescolate.
Nella riunione fiume di Londra peschiamo anche un po' di Italia. Paulie Malignaggi, il paisà sbarcato in Italia dopo essere diventato un idolo a New York ed aver combattuto a lungo nel piani altissimi della categoria, si è preso il primo titolo della sua seconda carriera. Opposto per il titolo Ue dei welter ad Antonio Moscatiello, il pugile originario di Siracusa ha fato valere la maggior classe imponendosi nettamente ai punti. Il match era stato organizzato frettolosamente dopo che Gianluca Branco, detentore del titolo europeo, aveva dato forfait per un problema muscolare scatenando anche la reazione polemica di Malignaggi.