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Atletica, test ok per Schwazer: ''E può crescere ancora tanto''

Alla presenza dei tecnici federali ha effettuato tre prove su distanze diverse. ''L'ho trovato molto migliorato''. Finirà di scontare la squalifica il 29 aprile prossimo, a maggio la chance per andare a Rio

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ROMA - Alex Schwazer c'è. Il test che oggi, una nuvolosa mattina di marzo, ha portato a termine su un tracciato individuato e misurato al centimetro nei pressi di Saxa Rubra vicino alla pista ciclabile dove solitamente si allena, è andato oltre ogni aspettativa. Alla presenza dei tecnici federali Magnani e La Torre ha effettuato tre prove su distanze diverse. Due volte i 10.000 metri e, alla fine, un tratto di 5.000. I riscontri cronometrici abbinati alle sensazioni dell'atleta fanno sorridere lo staff attorno all'atleta (presenti oltre a Sandro Donati, l'uomo della resurrezione del marciatore atesino, sia Magnani che La Torre) che finirà di scontare la squalifica doping  il 29 aprile prossimo, portano all'ottimismo. 41 minuti e 59 secondi nel primo test;  più veloce ancora il secondo, chiuso in 41'01". Infine l'ultimo tratto di 5000 metri concluso in 19'39" . E ha impressionato la facilità con qui l'atleta ha concluso queste prove.
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Tempi e stile di marcia sono stati controllati da due giudici ufficiali. Dante Bandieramonte e Gianni Ferrari. "Nulla da dire sulla marcia dell'atleta - hanno confermato alla fine dei test - Schwazer ha effettuato una marcia regolare e corretta, con il bloccaggio del ginocchio come vogliono le regole. All'inizio sembrava un po' impacciato, ma col passare dei chilometri è andato migliorando. Può solo che migliorare il suo stile. No, per quanto ci riguarda non avrebbe avuto alcuna ammonizione in queste prove". Sorride La Torre: "Ho trovato Alex molto migliorato, specie sul piano tecnico. Ha perfezionato l'azione dei piedi, ciò che gli consente di avere un gesto più ergonomico e dunque di effettuare quelle variazioni di ritmo che sono frequenti nelle gare".

Alla fine dei test i tecnici Fidal hanno anche effettuato le analisi dell'acido lattico. "Ora esamineremo tutti i dati - ha detto Magnani - ma l'impressione è estremamente positiva". In realtà Schwazer ha concluso le prove dando netta l'impressione di non essersi spremuto alla morte, pur marciando su ritmi da gara internazionale. Dunque la "resurrezione" dell'uomo sta marciando passo passo con quella dell'atleta. "Per me il lato umano è quello più importante - ha detto Sandro Donati, il suo mentore - ma Alex mi ha sorpreso anche dal punto di vista atletico. Ha ancora ampi margini rispetto a quello che riesce a fare oggi e questo mi fa essere ottimista". Schwazer punta alla prova di Coppa del mondo di Roma il 7 maggio per avere il passaporto ufficiale per Rio.
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