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Comincia la lunga marcia di Schwazer verso Rio

Con la vittoria nel mondiale ha conquistato anche il pass olimpico. Ora pochi giorni di riposo nella sua Racines, poi riprenderenno gli allenamenti. Il 28 maggio altra gara in Spagna a La Coruna

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ROMA - Ha festeggiato con la mamma. Con sobria allegria, nell'albergone della nazionale al Parco dei Medici. Poi se n'è tornato su, nella sua Racines a godersi il meritato riposo. Ma sarà per poco. Le Olimpiadi per le quali si è meritato il passaporto con la bella prova di Coppa del mondo a Roma, non sono lontane. Il giorno dopo l'agognata "resurrezione" Alex Schwazer fugge via dall'attenzione della gente. La sua storia ha convinto e diviso. Ma lui è stato più forte delle polemiche. Ora c'è da pensare a ben altro: Rio è ad un passo. Due mesi e mezzo o poco più. 

Mondiali Marcia, Schwazer taglia per primo il traguardo nella 50 km

La  tensione degli ultimi giorni si è sciolta. Anche Sandro Donati, fautore e mentore della "resurrezione", sorride finalmente dopo notti di insonnia. Dicevano, i soliti detrattori,  che da tecnico del mezzofondo non avrebbe saputo allenare un marciatore. Smentiti: ora gioisce per l'oro mondiale del suo pupillo.  Gran parte del merito è suo, della sua preparazione, della sua determinazione e puntigliosa cura dei particolari.  In allenamento e in gara. Spiega:  "Ho cercato di contenere lo sforzo di Alex nella gara di Coppa. Gli ho detto di risparmiarsi nel finale. Per accelerare il recupero. Dopo un breve periodo di "scarico" tornerà subito ad allenarsi". Il marciatore azzurro sarà in Alto Adige una settimana o poco più: allenamenti leggeri perché "Il suo fisico ha bisogno di lavorare sempre e il riposo totale lo danneggia", spiega il tecnico. Quindi tornerà di nuovo a Roma con Donati, pronto a seguirlo come da mesi con la bicicletta. Una vita praticamente in simbiosi. La marcia di Schwazer è determinatissima. E le ambizioni nella 50 km, dopo Roma, si fanno più concrete. Per questo parteciperà alla gara di La Coruna il 28 maggio prossimo. Anche per testarsi di fronte ad altri avversari. Dove può arrivare il marciatore redento?

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A Roma, sostengono i critici più puntigliosi, non c'è stata una grande concorrenza. Non c'erano i cinesi più forti. Ed è vero. Sandro Damilano, passato da tempo sulla danarosa panchina cinese ha giocato a nascondersi a Roma: non ha schierato la prima linea. Anche da lui sono venute polemiche strumentali alla vigilia. Il ritorno di Schwazer toglie spazio ai suoi "soldatini" e abbassa l'assicella degli emolumenti: uno in più potenzialmente davanti.
Le critiche però sono attenuate dal  secondo posto del vicecampione mondiale e olimpico, l'australiano Tallent. E dal tempo dell'azzurro: 3h 39', un crono di tutto rispetto, fra i primi al mondo nella stagione. Centrato con superiorità e disinvoltura assolute. Schwazer ora è un atleta recuperato. Forte e, ciò che conta di più, pulito. E' stato controllato minuziosamente e lo sarà sempre più. Nei test (una quarantina cui  vanno sommati i 12 di Iaaf e Wada) messi a punto dal professor D'Ottavio e realizzati dal prof. Ronci eminente ematologo dell'ospedale San Giovanni di Roma figurano analisi puntigliose  come la valutazione dell'eritropoietina plasmatica, che non fa parte del protocollo Wada. E' il contributo volontario di Schwazer alla lotta al doping. Anche economico, perché quei testi li ha pagati e li paga di tasca sua. Ed è la dimostrazione di come possa essere messo a punto un sistema di controllo efficace anche senza arrivare ai complessi e costosi esami che caratterizzano l'antidoping mondiale. "Non è poco - sottolinea Donati - A Roma aveva avversari modesti? Non credo. A Roma non c'è stato confronto. Ma credo che con avversari più agguerriti Alex si sarebbe esaltato ancora di più. Ha nelle gambe il ritmo da record del mondo".  Difficilmente il tecnico romano sbaglia quando si sbilancia. Rio non è lontana, e lo sport nostrano ritrova felicemente un talento che probabilmente si sarebbe irrimediabilmente perso. "A Rio non sarà affatto facile - dice ancora Donati - La 50 olimpica è un obbiettivo  che fa gola a molti. Ci sarà più concorrenza: il francese Diniz, titolare del record del mondo, lo slovacco Toth oro ai mondiali di Pechino 2015 ; i cinesi che a Roma non hanno schierato la formazione più forte. Ma con la determinazione di Alex  nessun traguardo è precluso".
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