LONDRA - Un ragazzo da Cosenza vola con un argento agli Europei di nuoto a Londra. Giovanni Tocci, 21 anni, si tuffa dal trampolino da un metro e conquista una medaglia storica: era dal 2009 (Torino, con Christopher Sacchin 2° sempre da 1 metro) che un uomo dei tuffi non saliva sul podio. "E' un'emozione indescrivibile. Avevo iniziato al rallentatore anche per un fastidio alla schiena, poi mi sono scaldato per bene e ho recuperato". Ha recuperato benissimo Giovanni, barba lunga, capelli all'indietro, una freddezza da campione. Quando esce dalla vasca dopo l'ultimo tuffo, il ct Giorgio Cagnotto se lo abbraccia stretto. E' ormai chiaro che è una serata importante. Oro all'ucraino Illya Kvasha e bronzo all'austriaco Costantin Blaha.
In mezzo ai grandi, c'è Giovanni. Allenato da Lyubov Barsukova e due volte campione europeo juniores della specialità nel 2009 e nel 2011, Tocci fa una gara da grande, in crescendo, con un doppio e mezzo indietro da 55.50 punti e un nono posto che lasciava presagire un buon piazzamento. Poi, sempre più su: quinto col doppio e mezzo rovesciato raggruppato da 76.50, a 5.40 dal podio, secondo col triplo e mezzo avanti raggruppato da 73.50 e infine la vera meraviglia, un doppio e mezzo rovesciato che ha pagato 83.70 punti, il miglior tuffo di tutti i finalisti.
Tutti dietro in fila, che arriva Giovanni. Prima l'inglese Woodward, poi il francese Rosset, l'ucraino Kolodyi, poi l'austriaco Blaha. "In finale avrei potuto fare meglio il secondo e il terzo tuffo per puntare anche un po' più in alto. Ma sono strafelice. Nel doppio e mezzo rovesciato non avevo mai preso 9. Ero eccitato perché gli ultimi due tuffi sono quelli che mi riescono un po' meglio. Prima dell'ultimo round, ho guardato la classifica e ho visto che ero secondo. Un po' d'emozione c'era ma per fortuna sono riuscito a controllarla con la giusta concentrazione. Ho dato il massimo e ci sono riuscito. Avevo detto che puntavo alla medaglia ma pensavo di essermi sbilanciato troppo. Invece sono riuscito a centrare l'obiettivo".
In pieno. Ha esordito ai campionati europei ad Eindhoven nel 2012 con un nono posto, a Berlino 2014 è stato 6° e a quelli di specialità a Rostock nel 2015 è stato 5°. Ai mondiali di Kazan l'estate scorsa, eliminato nei preliminari col 16esimo punteggio. Si è qualificato a Rio nel sincro dal trampolino con Andrea Chiarabini. Ma qui a Londra non sa se lo farà: "Non so se riusciremo a farlo, Andrea è ancora fermo con il mal di schiena. Ci tengo molto anche perché sarebbe un test importante per le Olimpiadi, abbiamo inserito un tuffo nuovo e vorremmo provarlo".
Uno che non molla, il ragazzo. "Nei preliminari ero a -20 dalla qualificazione e ho rischiato di non riprendermi. Invece sono riuscito a concentrarmi. Ci metto sempre un po' a realizzare quello che faccio. Ho impiegato un giorno a credere alla qualificazione olimpica. Quindi forse mi godrò questa medaglia tra un po'. Per il momento mi sembra tutto ovattato". Leggero e dolce come il volo.
In mezzo ai grandi, c'è Giovanni. Allenato da Lyubov Barsukova e due volte campione europeo juniores della specialità nel 2009 e nel 2011, Tocci fa una gara da grande, in crescendo, con un doppio e mezzo indietro da 55.50 punti e un nono posto che lasciava presagire un buon piazzamento. Poi, sempre più su: quinto col doppio e mezzo rovesciato raggruppato da 76.50, a 5.40 dal podio, secondo col triplo e mezzo avanti raggruppato da 73.50 e infine la vera meraviglia, un doppio e mezzo rovesciato che ha pagato 83.70 punti, il miglior tuffo di tutti i finalisti.
Tutti dietro in fila, che arriva Giovanni. Prima l'inglese Woodward, poi il francese Rosset, l'ucraino Kolodyi, poi l'austriaco Blaha. "In finale avrei potuto fare meglio il secondo e il terzo tuffo per puntare anche un po' più in alto. Ma sono strafelice. Nel doppio e mezzo rovesciato non avevo mai preso 9. Ero eccitato perché gli ultimi due tuffi sono quelli che mi riescono un po' meglio. Prima dell'ultimo round, ho guardato la classifica e ho visto che ero secondo. Un po' d'emozione c'era ma per fortuna sono riuscito a controllarla con la giusta concentrazione. Ho dato il massimo e ci sono riuscito. Avevo detto che puntavo alla medaglia ma pensavo di essermi sbilanciato troppo. Invece sono riuscito a centrare l'obiettivo".
In pieno. Ha esordito ai campionati europei ad Eindhoven nel 2012 con un nono posto, a Berlino 2014 è stato 6° e a quelli di specialità a Rostock nel 2015 è stato 5°. Ai mondiali di Kazan l'estate scorsa, eliminato nei preliminari col 16esimo punteggio. Si è qualificato a Rio nel sincro dal trampolino con Andrea Chiarabini. Ma qui a Londra non sa se lo farà: "Non so se riusciremo a farlo, Andrea è ancora fermo con il mal di schiena. Ci tengo molto anche perché sarebbe un test importante per le Olimpiadi, abbiamo inserito un tuffo nuovo e vorremmo provarlo".
Uno che non molla, il ragazzo. "Nei preliminari ero a -20 dalla qualificazione e ho rischiato di non riprendermi. Invece sono riuscito a concentrarmi. Ci metto sempre un po' a realizzare quello che faccio. Ho impiegato un giorno a credere alla qualificazione olimpica. Quindi forse mi godrò questa medaglia tra un po'. Per il momento mi sembra tutto ovattato". Leggero e dolce come il volo.