MANCHESTER - Il prossimo 9 luglio a Manchester difenderà il titolo mondiale dei pesi massimi nel match di rivincita contro l'ucraino Wladimir Klitschko. Tyson Fury però, più che per gli allenamenti, non troppo serrati a giudicare dalla forma abbondante mostrata nell'ultima conferenza stampa, fa parlare di sè per le continue cadute di stile. Il britannico è finito nuovamente nella bufera per alcuni commenti discriminatori e offensivi su ebrei e donne contenuti in una video-intervista pubblicata su Youtube alcuni giorni fa. Nel filmato il 27enne pugile irlandese trapiantato in Inghilterra si scaglia contro gli "ebrei sionisti che possiedono tutte le banche, i giornali e le televisioni", accusandoli di fare il "lavaggio del cervello" al mondo politico.
Poi, passa alle offese contro le donne: "Non ci piacciono le donne sgualdrine pronte ad aprire le gambe per tutti", dice Fury, secondo il quale le donne di oggi escono solo "per fare sesso". Contro il pugile ha preso una netta posizione il movimento britannico 'Campaign Against Anti-Semitism', che ha reso noto di avere presentato una denuncia alla federazione britannica chiedendo la sua esclusione dalle competizioni. "Le dichiarazioni di Tyson Fury sugli ebrei sono offensive e razziste. Non dovrebbe esserci posto per l'antisemitismo nello sport", ha detto Jonathan Sacerdoti, portavoce del movimento contro l'anti-semitismo.
Non è la prima volta che Fury fa parlare di sé per le sue affermazioni. Lo scorso dicembre il pugile si era beccato una denuncia per omofobia dopo che in un programma tv aveva affermato: "I tre fattori che potrebbero determinare la fine del mondo? Legalizzare l'omosessualità, l'aborto e la pedofilia. Chi avrebbe mai pensato negli anni Cinquanta e Sessanta che i primi due sarebbero stati legalizzati?".
Poi, passa alle offese contro le donne: "Non ci piacciono le donne sgualdrine pronte ad aprire le gambe per tutti", dice Fury, secondo il quale le donne di oggi escono solo "per fare sesso". Contro il pugile ha preso una netta posizione il movimento britannico 'Campaign Against Anti-Semitism', che ha reso noto di avere presentato una denuncia alla federazione britannica chiedendo la sua esclusione dalle competizioni. "Le dichiarazioni di Tyson Fury sugli ebrei sono offensive e razziste. Non dovrebbe esserci posto per l'antisemitismo nello sport", ha detto Jonathan Sacerdoti, portavoce del movimento contro l'anti-semitismo.
Non è la prima volta che Fury fa parlare di sé per le sue affermazioni. Lo scorso dicembre il pugile si era beccato una denuncia per omofobia dopo che in un programma tv aveva affermato: "I tre fattori che potrebbero determinare la fine del mondo? Legalizzare l'omosessualità, l'aborto e la pedofilia. Chi avrebbe mai pensato negli anni Cinquanta e Sessanta che i primi due sarebbero stati legalizzati?".