La crisi di Bolt: infortunio e tempi, le Olimpiadi a rischio
di ENRICO SISTI
La lesione muscolare del velocista giamaicano preoccupa per i tempi rtistretti e a fine settimana il Comitato olimpico giamaicano si riunirà per capire quanto e come si possa ancora inserire Bolt fra gli olimpici di 100 e 200 (senza contare la 4x100), ossia tra i primi tre velocisti del paese, percheè Bolt in questo momento non c'è. Il campione ha presentato una richiesta di esenzione da infortunio
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ROMA - Oggi Bolt è in Francia. Ha lasciato la Giamaica carico di legittime paure, aggravate dal bisogno di guarire presto ma soprattutto di guarire bene. Incontrerà il suo medico di fiducia, il prof. Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt, l'unico di cui si fidi ciecamente. Ma i muscoli purtroppo per lui e per la risonanza dell'atletica ai Giochi di Rio non amano i miracoli. Non ne fanno e non lasciano che altri elementi (pozioni, macchinari, etc.) vengano messi in campo con l'assurda pretesa di accelerare il recupero biologico di un tessuto lesionato, compiendo miracoli (appunto) che la natura rifiuta. Bolt si è procurato uno stiramento di primo grado al bicipite femorale della gamba sinistra correndo la sua semifinale a Kingston durante i Trials giamaicani. Non sono bruscolini.
Parte la corsa verso Rio, si preparano i velocisti: Incognita Bolt
A fine settimana il Comitato Olimpico Giamaicano si riunirà per capire se Usain Bolt potrà partecipare alle Olimpiadi di Rio dopo l'infortunio. Intanto, ai Trials americani, Gatlin ha corso in 9"80 e Bromell in 9"84. Bolt, che vanta un 9"88 stagionale, non rientra più tra i primi tre nei 100 metri. In tempo per i Giochi Olimpici, poi, il giamaicano dovrebbe andare sotto i 9"86 di Vicaut e - per i 200 - battere i 19"88 dell'antiguano Francis
A fine settimana il Comitato olimpico giamaicano si riunirà per capire quanto e come si possa ancora inserire Bolt fra gli olimpici di 100 e 200 (senza contare la 4x100), ossia tra i primi tre velocisti del paese (Bolt in questo momento non c'è). Il campione ha presentato una richiesta di esenzione da infortunio. La valutazione dei dirigenti giamaicani potrebbe farlo rientrare dalla finestra con una classificazione "artificiosa", ma conforme alle regole Iaaf, se Bolt avesse uno dei migliori tre tempi di specialità al mondo nel 2016. Fino a ieri nei 100 era 2°, i 200 non li aveva mai corsi. Ora il problema triplo se si considera che non sono certi i suoi tempi di guarigione. Tutto questo perché ai Trials americani Gatlin ha corso in 9"80 e Bromell in 9"84. Il che significa che Bolt, che vanta un 9"88 stagionale, non rientra più tra i primi tre neppure nei 100. Come fare? Anzitutto guarire, ma prima di una settimana) se tutto va bene) non potrà rischiare di tornare in pista, anche per un allungo. E dopo essere guarito dovrebbe correre i 100 sotto i 9"86 di Vicaut e i 200 sotto i 19"88 dell'antiguano Francis (attuale terzo del ranking). Sarebbe facile se Bolt stesse bene e se ci fossero gare a disposizione. Invece è l'esatto contrario.
Bolt sta male e di gare, a meno che non ne inseriscano qualcuna, ce ne sono due in un giorno solo: a Londra il 22 luglio. E a distanza ravvicinata. La finale dei 100 (ci sono anche le batterie!) e la gara dei 200 si dovrebbero correre a distanza di pochi minuti. Anche se Gatlin è convinto del contrario: "Sono sicuro che Usain sarà in forma a Rio!", Bolt deve passare per le Termopili. Non è detto che ne esca vincitore. E l'atletica mondiale con lui. Rimane un'ultima spiaggia: che il regolamento Iaaf sull'ammissione ai Giochi attraverso ranking si possa estendere all'anno precedente e quindi coprire sino a maggio 2015. A quel punto tutto sarebbe risolto. Ma nemmeno i dirigenti di Kingston sanno se questa è la verità percorribile.