Atletica, caso Schwazer; Donati: "Dal mondo dello sport un silenzio assordante"
L'allenatore del marciatore altoatesino è stato ascoltato presso la Commissione Antimafia della Camera. Il precedente: "Diciannove anni fa seguivo una ostacolista pugliese, Annamaria Di Terlizzi, e fu manipolata la sua urina. Stavolta, probabilmente, l'hanno fatta in maniera un po' più professionale". Tas: "L'atleta ha il 20% di chance di andare a Rio"
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ROMA - Sandro Donati va all'attacco. Il tecnico di Alex Schwazer, coinvolto nel noto caso di doping e sospeso dalla Federazione internazionale di atletica leggera, è stato ascoltato presso la Commissione Antimafia della Camera dei Deputati. Al termine le sue parole sono dure: "Il sostegno è venuto dalle procure della Repubblica e dalla Commissione parlamentare antimafia, ma sul caso Schwazer dalle istituzioni sportive ho sentito un silenzio assordante o ironie di pessimo gusto. Schwazer è stato descritto come un bipolare, un uomo dalla doppia personalità. Io lo conosco da oltre un anno e chi lo frequenta lo trova un ragazzo semplice, coerente, che non ha nulla di strano, eppure è stato creato un quadretto: 'Se lo ha fatto in passato lo avrà fatto di nuovo'. In questo modo si cerca di coprire l'enormità di questo controllo antidoping assurdo, con una tempistica che da sola rappresenta la firma dell'agguato". Donati ha poi replicato a chi gli chiedeva perché le istituzioni sportive italiane non difendano Schwazer: "Perché non vogliono mettersi contro la Iaaf -ha spiegato- una istituzione internazionale. Mi sono rivolto pubblicamente a Sebastian Coe affinché dia una spallata per il cambiamento: non può lasciare all'interno gente compromessa, gente che ha preso dei soldi per nascondere i casi di doping. Io con questa schifezza non ho niente a che vedere e invece mi ritrovo mail intimidatorie: non mi rendevo conto che allenare Schwazer, un fenomeno assoluto, farlo andare così forte senza doping sarebbe diventata una esperienza esplosiva, destabilizzante. Una iniziativa rivoluzionaria che è stata stroncata".
L'iniziativa parlamentare nasce da un vasto gruppo di deputati e senatori che vogliono appurare "la veridicità delle affermazioni rese a mezzo stampa dal professor Donati circa la sequela di minacce, intimidazioni e diffamazioni ricevute telefonicamente, via mail e attraverso alcuni media, prima e dopo la gara di Schwazer del 9 maggio scorso, e successivamente all'avvio della segnalazione alla Wada".
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In merito anche i Ros hanno aperto un'indagine. "Credo ci sia un interesse di più procure sull'argomento - ha aggiunto Donati - Tutti hanno ormai capito il fatto inusitato su una positività a un controllo fatto a gennaio, una sorta di bomba a orologeria riscossa a giugno. Tutto ciò è assurdo. Per me è il secondo agguato perché ne ho subito un altro 19 anni fa quando seguivo una ostacolista pugliese, Annamaria Di Terlizzi, e fu manipolata la sua urina. Stavolta, probabilmente, l'hanno fatta in maniera un po' più professionale". Schwazer spera ancora di partecipare all'Olimpiade di Rio ma è una corsa contro il tempo vista la sospensione inflittagli dalla Iaaf. "Abbiamo incaricato un avvocato svizzero per il ricorso al Tas di Losanna, ci ritroveremo con un dossier nostro che arriva stamattina - ha concluso Donati - e verrà esaminato tra oggi e domani da qualcuno in fretta e furia. Quello sarà il giudizio sul quale si deciderà la sorte di un grande campione".
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"Il professore Donati ci ha raccontato il lavoro fatto in questi anni ed è emerso un quadro abbastanza imbarazzante. Ci ha parlato molto marginalmente della vicenda Schwazer: il punto non è la nuova squalifica ma il modo in cui questa vicenda si inserisce in un contesto assai opaco, ambiguo, vischioso. Di questo è bene farsi carico". Queste le parole del vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, al termine dell'audizione. "Ci sono molti elementi di opacità in questa vicenda - ha aggiunto Fava - Non solo in Italia. Curvature strane che sfuggono alla nostra comprensione. Oltretutto ci sembra che la vicenda Schwazer possa essere un pedaggio che sta pagando Donati per il lavoro e le denunce fatte nel tempo. Oggi abbiamo ascoltato Alessandro Donati, ora parleremo della vicenda doping in ufficio di presidenza e ragioneremo su quanto può essere fatto - aggiunge Fava - Penso ci siano funzioni e cariche che possono occuparsene: dal ministro della Giustizia a quello della Cultura e delle attività sportive, alla Sanità. E' una questione trasversale che attraversa più campi di interesse, funzioni e responsabilità: occorre uno sguardo più attento e vigile". "Non sembra ci sia criminalità organizzata dietro tutto questo - ha aggiunto Fava - Sembra ci siano invece poteri forti, interessi e menzogne nel modo con cui le inchieste di doping vengono usate per premiare o per colpire: questo è un sospetto più che legittimo e sul quale occorre muoversi sul piano istituzionale. Il problema del doping è un tema che pesa come una cappa, che ricatta, costringe, occlude e condiziona il mondo dello sport, non soltanto nel nostro Paese. Ci sono organismi internazionali che possono farsene carico, ma per quanto riguarda il Coni, la Procura antidoping e la vicenda degli atleti italiani c'è una responsabilità e un dovere di vigilanza".
TAS: "SCHWAZER HA DELLE CHANCE" - "Io penso che per Schwazer ci siano poche possibilità che il Tas decida di bloccare la sospensione della Iaaf e lo faccia gareggiare a Rio. Se devo dare una percentuale direi non più del 20%". Lo ha dichiarato l'avvocato Guido Valori, membro del Tas.
"Il giudice - spiega Valori - dovrà decidere tra due pesi differenti. Da una parte c'è una positività che ha un peso enorme e dall'altra ci sono una serie di irregolarità procedurali. Penso sia difficile che il Tas ritenga che i vizi di procedura abbiano invalidato il controllo risultato positivo, onestamente è una ricostruzione difficile da fare anche per il poco tempo a disposizione. La difesa ha qualche punto a suo favore e tra questi c'è sicuramente il mancato rispetto dell'anonimato ma mi sembrano pochi per far gareggiare un atleta positivo e che oltretutto ha anche grandi possibilità di vittoria. C'è poi il forte rischio di dovergli togliere la medaglia. Per essere chiari per bloccare la sospensiva decisa dalla Iaaf, Schwazer dovrebbe avere buone possibilità di vincere poi il processo che ci sarà dopo l'estate" conclude il membro Tas.