Atletica, Tamberi operato: ora una lunga rieducazione
di ENRICO SISTI
L'azzurro sotto i ferri a Pavia dopo la rottura del legamento deltoideo del piede sinistro che gli ha negato la possibilità di gareggiare alle Olimpiadi. Stop di almeno cinque mesi
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PAVIA - Gianmarco Tamberi è stato operato questa mattina presto al Policlinico San Matteo di Pavia dal prof. Francesco Benazzo. E' entrato in sala opertatoria verso le 8. All'intervento, perfettamente riuscito, hanno assistito anche il dott. Franco Combi e la dottoressa Antonella Ferrario dello staff sanitario federale. E' stata riparata la rottura "sub-totale" del legamento deltoideo del piede sinistro lesionato al momento dello stacco mentre il campione del mondo indoor e campione europeo outdoor del salto in alto stava tentando per la seconda volta di superare i 2,41 durante la gara di Diamond League di Montecarlo (già vinta dall'azzurro con 2,39, nuovo record italiano). Considerato il danno non c'erano alternative. Per qualche ora si era pensato di poter anche procedere senza operazione, seguendo una profilassi più conservativa evitando la sala operatoria. Ma i tempi si sarebbero allungati e i rischi non sarebbero diminuiti. "Gimbo è uscito dalla sala operatoria: tutto bene. - scrive il papà-allenatore Marco Tamberi su Facebook - Il legamento era totalmente staccato e la capsula articolare parzialmente lacerata. Operazione riuscita perfettamente, ora un mese tra gesso e tutore e poi...si ricomincia con la rieducazione". Adesso per Gianmarco due settimane di immobilizzazione, due di mobilizzazione parziale e quattro mesi di riabilitazione. "Forza Gimbo, tutta l'atletica italiana è con te e ti aspetta!" le parole del presidente Fidal Alfio Giomi.
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L'operazione è stata effettuata in tempi rapidi anche per evitare che il legamento lesionato non recedesse rendendo più difficoltoso il suo riaggancio all'osso.Il legamento deltoideo è una consistente porzione di tessuto connettivale che nasce dal malleolo interno e sfocia in quattro distinte propaggini. Proprio in quel punto il piede di un saltatore scarica chili (sino a 700 kg!) facendo ruotare la geniale macchina della caviglia umana. Sabato scorso Gimbo è stato subito visitato dal prof. Benazzo assistito anche in questo caso dai due sanitari dello staff azzurro, i dottori Franco Combi e Antonella Ferrario. La risonanza era solo la conferma della disperazione. "Tutti questi anni solo per quella gara, tutti questi sacrifici solo per quel giorno...vorrei dirlo, vorrei urlarlo che tornerò più forte di prima, ma ora davvero riesco solo a piangere! Addio mia Rio!". Attaccata a quel pezzetto di tessuto robusto e multiplo, speranzosa, c'era un'atletica che aveva di colpo ritrovato le qualità per primeggiare e soprattutto il sorriso, il piacere di esistere. Ora per Gimbo si prospetta un lungo ma non infinito periodo di rieducazione.