ROMA - C'è un solo bianco in una finale mondiale dei 100. E' italiano. Chi vi viene in mente? C'è un ragazzo di 18 anni che si permette, sempre in una finale (parliamo dei Mondiali U20 in corso a Bydgoszcz in Polonia), di partire più cauto degli altri, perde qualcosa, anzi parecchio. Non sarebbe nemmeno un dramma questo. Ma il bello deve ancora venire. C'è un ragazzo di 18 anni che compete con i suoi coetanei più forti. Praticamente sono tutti alla pari. Anche se dai blocchi esce peggio di loro, ha il dono naturale, istintivo, da atleta già maturo, di non scomporsi. Neanche con il mignolo della mano destra. Ed è qui che fa la differenza. C'è un italiano che corre la seconda parte di gara nettamente meglio della prima. Chi vi ricorda? Non è Berruti, non è Mennea. E' una loro conseguenza. E' Superpippo. Un po' di sangue sardo, un po' lombardo. Conquista l'argento mondiale U20 come se quei trenta metri finali e quel tuffo sulla linea del traguardo, effetto non tanto di furbizia quanto di immutata lucidità (segno che la spesa psico-fisica non è stata massimale), fossero il suo pane. E forse è proprio così.
Filippo Tortu è vicecampione del mondo junior dei 100 metri, risultato storico per l'atletica italiana. Si è messo al collo la medaglia d'argento in 10"24 (+0.2) superato soltanto dallo statunitense Noah Lyles (10"17). Terzo Mario Burke di Barbados (10"26"). Nessun azzurro era mai arrivato così in alto sul podio dei 100 metri: l'unico a raggiungere la finale prima di oggi, sui 100 maschili in un Mondiale Jr., era stato Francesco Scuderi che conquistò il bronzo nell'edizione del 1996, a Sydney. 18 anni compiuti il 15 giugno, Filippo non ha ancora la patente, ma è già campione italiano assoluto e semifinalista agli Europei assoluti di Amsterdam dove ha migliorato il record italiano junior a 10.19 (9° azzurro di sempre a livello assoluto).
Tesserato per le Fiamme Gialle, Pippo abita a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza. Superpippo non si trasforma in una cabina telefonica, come suggerirebbe Walt Disney, ma sulla pista dove con generosa e appassionata attenzione, lo coltiva il suo allenatore, suo padre Salvino, un tempo velocista anche lui, uno che a corso e vinto i 60 e 100 metri sino a 50 anni, uno che sa di chiodate, uno che capisce la età dell'innocenza perché l'ha vissuta sino a consumarla con reiterate soddisfazioni (ma non era veloce come Pippo), uno che vuole custodire il patrimonio domestico per evitare che si bruci, che si esalti o che magari esageri (perché il rischio è sempre lì dietro l'angolo). Pippo corre come un veterano ma ha fibre da adolescente. E' cresciuto quattro centimetri negli ultimi dieci mesi. Ora è 1,86. E' un talento purissimo ancora in divenire. Con la sua naturalezza di movimento mescola potenza a leggerezza. Non è un miracolo, piuttosto è una conquista graduale, un lento dipanarsi di qualità. E siamo ancora all'antipasto. Avendo questo "lanciato" è facilmente immaginabile che i progressi più clamorosi possa ottenerli nella distanza doppia. Ma intanto, nelle graduatorie nazionali under 20 di sempre sui 100 metri, 12 dei migliori 13 tempi sono suoi, dal record di 10.19 stabilito agli Europei di Amsterdam al 10.34 degli Assoluti di Rieti. In mezzo, soltanto il 10.25 di Pierfrancesco Pavoni (quando vinse l'argento europeo ad Atene) che ha resistito come primato italiano di categoria per quasi 34 anni. Non andrà a Rio perché per solo tre centesimi non ha ottenuto il pass (che era fissato a 10"16). Avrebbe corso nella 4x100 ma la 4x100 azzurra non è riuscita a rientrare nelle prime sedici del mondo. Per una volta dire "c'è tempo" non è banale...
Filippo Tortu è vicecampione del mondo junior dei 100 metri, risultato storico per l'atletica italiana. Si è messo al collo la medaglia d'argento in 10"24 (+0.2) superato soltanto dallo statunitense Noah Lyles (10"17). Terzo Mario Burke di Barbados (10"26"). Nessun azzurro era mai arrivato così in alto sul podio dei 100 metri: l'unico a raggiungere la finale prima di oggi, sui 100 maschili in un Mondiale Jr., era stato Francesco Scuderi che conquistò il bronzo nell'edizione del 1996, a Sydney. 18 anni compiuti il 15 giugno, Filippo non ha ancora la patente, ma è già campione italiano assoluto e semifinalista agli Europei assoluti di Amsterdam dove ha migliorato il record italiano junior a 10.19 (9° azzurro di sempre a livello assoluto).
Tesserato per le Fiamme Gialle, Pippo abita a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza. Superpippo non si trasforma in una cabina telefonica, come suggerirebbe Walt Disney, ma sulla pista dove con generosa e appassionata attenzione, lo coltiva il suo allenatore, suo padre Salvino, un tempo velocista anche lui, uno che a corso e vinto i 60 e 100 metri sino a 50 anni, uno che sa di chiodate, uno che capisce la età dell'innocenza perché l'ha vissuta sino a consumarla con reiterate soddisfazioni (ma non era veloce come Pippo), uno che vuole custodire il patrimonio domestico per evitare che si bruci, che si esalti o che magari esageri (perché il rischio è sempre lì dietro l'angolo). Pippo corre come un veterano ma ha fibre da adolescente. E' cresciuto quattro centimetri negli ultimi dieci mesi. Ora è 1,86. E' un talento purissimo ancora in divenire. Con la sua naturalezza di movimento mescola potenza a leggerezza. Non è un miracolo, piuttosto è una conquista graduale, un lento dipanarsi di qualità. E siamo ancora all'antipasto. Avendo questo "lanciato" è facilmente immaginabile che i progressi più clamorosi possa ottenerli nella distanza doppia. Ma intanto, nelle graduatorie nazionali under 20 di sempre sui 100 metri, 12 dei migliori 13 tempi sono suoi, dal record di 10.19 stabilito agli Europei di Amsterdam al 10.34 degli Assoluti di Rieti. In mezzo, soltanto il 10.25 di Pierfrancesco Pavoni (quando vinse l'argento europeo ad Atene) che ha resistito come primato italiano di categoria per quasi 34 anni. Non andrà a Rio perché per solo tre centesimi non ha ottenuto il pass (che era fissato a 10"16). Avrebbe corso nella 4x100 ma la 4x100 azzurra non è riuscita a rientrare nelle prime sedici del mondo. Per una volta dire "c'è tempo" non è banale...