ROMA - La funzione della piazza. Nelle metropoli ogni quartiere dovrebbe averne una, luogo dove giovani e anziani si possano ritrovare confrontando le loro esperienze. A Casalbruciato, la Polisportiva-Circolo Culturale Carlo Levi è addirittura più di una piazza. E' affiliata della Federazione Pugilistica Italiana, ma parlare della formazione di due campioni italiani come Michele Orlando, che ha conquistato la corona tricolore nel 2005 ed Emiliano Salvini, attuale orgoglio del quartiere, appare ampiamente riduttivo. La polisportiva è molto di più di una palestra, ormai da 50 anni. Inoltre nel 1972, dopo la la costruzione di una società privata, vennero occupati i locali del seminterrato in stato di abbandono. Una posizione di parziale precarietà successivamente regolarizzata dal Comune, che acquistò l'immobile e fece un atto di concessione all'associazione. Ora però il Comune stesso ha predisposto un nuovo regolamento per le procedure di evidenza pubblica di riassegnazione dei beni: tradotto, significa che i locali verranno sgomberati, solo dopo verranno ridestinati e non è affatto detto che questo avvenga a favore della Polisportiva.
"Il presupposto dell'Ordinanza Capitolina è il controllo sulle nuove assegnazioni ed il corretto utilizzo del patrimonio pubblico. Giusto presupposto che però dovrebbe essere attuato nel rispetto degli interessi della comunità. Proprio le modalità di attuazione sono contestate con il Ricorso presentato dinanzi al TAR la cui prima udienza è fissata per il 15 Settembre prossimo - spiega l'avvocato Rossana Patrizia Tripodi, rappresentate legale della Polisportiva -. Mentre molti immobili pubblici sono lasciati al degrado, l'immobile in uso alla Polisportiva ha una valenza storica, culturale, sociale e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la popolazione del quartiere di Casalbruciato e delle zone limitrofe, per i servizi offerti a tutti e per l'opportunità che rappresenta per i giovani, tolti così alla strada, e per le fasce deboli per le quali rappresenta un centro di aggregazione ed un riferimento stabile .Lo sgombero rappresenterebbe un vero paradosso. Il Comune intende garantire l'uso degli immobili comunali alle Associazioni attive e meritorie e per realizzare ciò sgombera un'Associazione che opera nel sociale da quando è sorta."
Perché lo sgombero dei locali sarebbe un duro colpo per tante cose, e non parliamo solo dell'attività sportiva. Certo, c'è la boxe (ma di palestre in fondo ce ne sono altre). Ci sono corsi di arti marziali, body building, tennis tavolo, ginnastica generale, danza moderna, scuola di liscio e latino americano, ballo africano. E i costi per chi ne vuole usufruire sono limitatissimi (30/40 euro mensili), per i bisognosi sono gratis. Ma si va oltre: ci sono lezioni di lingua e usi, costumi, stili e abitudini di vita quotidiana per l'inserimento sociale degli extracomunitari. Non ci sono inoltre barriere architettoniche che ostacolino i portatori di handicap.
E ancora. Il centro è stata sede di incontri per il recupero dei tossicodipendenti, per il reinserimento dei detenuti del carcere minorile, ha uno spazio dedicato al teatro (Dacia Maraini vi ha allestito e diretto alcuni spettacoli), funge da imprescindibile luogo di aggregazione per gli anziani, che trovano uno sbocco alla solitudine. Ora tutto questo rischia di finire, e Casalbruciato è in rivolta: rischia di perdere la sua piazza, sarebbe un salto nell'anonimato, tutti sarebbero più soli, non solo gli anziani.
"Il presupposto dell'Ordinanza Capitolina è il controllo sulle nuove assegnazioni ed il corretto utilizzo del patrimonio pubblico. Giusto presupposto che però dovrebbe essere attuato nel rispetto degli interessi della comunità. Proprio le modalità di attuazione sono contestate con il Ricorso presentato dinanzi al TAR la cui prima udienza è fissata per il 15 Settembre prossimo - spiega l'avvocato Rossana Patrizia Tripodi, rappresentate legale della Polisportiva -. Mentre molti immobili pubblici sono lasciati al degrado, l'immobile in uso alla Polisportiva ha una valenza storica, culturale, sociale e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la popolazione del quartiere di Casalbruciato e delle zone limitrofe, per i servizi offerti a tutti e per l'opportunità che rappresenta per i giovani, tolti così alla strada, e per le fasce deboli per le quali rappresenta un centro di aggregazione ed un riferimento stabile .Lo sgombero rappresenterebbe un vero paradosso. Il Comune intende garantire l'uso degli immobili comunali alle Associazioni attive e meritorie e per realizzare ciò sgombera un'Associazione che opera nel sociale da quando è sorta."
Perché lo sgombero dei locali sarebbe un duro colpo per tante cose, e non parliamo solo dell'attività sportiva. Certo, c'è la boxe (ma di palestre in fondo ce ne sono altre). Ci sono corsi di arti marziali, body building, tennis tavolo, ginnastica generale, danza moderna, scuola di liscio e latino americano, ballo africano. E i costi per chi ne vuole usufruire sono limitatissimi (30/40 euro mensili), per i bisognosi sono gratis. Ma si va oltre: ci sono lezioni di lingua e usi, costumi, stili e abitudini di vita quotidiana per l'inserimento sociale degli extracomunitari. Non ci sono inoltre barriere architettoniche che ostacolino i portatori di handicap.
E ancora. Il centro è stata sede di incontri per il recupero dei tossicodipendenti, per il reinserimento dei detenuti del carcere minorile, ha uno spazio dedicato al teatro (Dacia Maraini vi ha allestito e diretto alcuni spettacoli), funge da imprescindibile luogo di aggregazione per gli anziani, che trovano uno sbocco alla solitudine. Ora tutto questo rischia di finire, e Casalbruciato è in rivolta: rischia di perdere la sua piazza, sarebbe un salto nell'anonimato, tutti sarebbero più soli, non solo gli anziani.