Sport

Paralimpiadi, non solo Zanardi: da Rehm a Stutzman ogni paese ha il suo eroe

Alex, Bebe Vio, l'arciere statunitense senza braccia, Omara Durand da Cuba, l'atleta ipovedente più veloce della storia. La rassegna di Rio propone tanti personaggi

2 minuti di lettura
ROMA - Tutti i Zanardi di Rio. Le star come Alex, ma anche i nomi meno blasonati con storie importanti. Le Paralimpiadi sono un enorme racconto di vite invisibili. Come quella del caporal maggiore scelto Monica Contrafatto, 35 anni, primo reggimento bersaglieri, che in Afghanistan nel 2012 ha perso la gamba destra in un bombardamento. In ospedale segue le Olimpiadi di Londra, vede Martina Caironi la portabandiera d'Italia in Brasile, amputata sopra al ginocchio, che vince l'oro. La sprinter azzurra, prima a correre i 100 metri sotto i 15 secondi, la illumina: "Vedevo un'atleta, non la disabilità. Mi dissi: voglio farlo anch'io". Ha iniziato a fare atletica nel 2014, partecipato a due edizioni degli Invictus Games, i Giochi per veterani e ora l'esordio alla Paralimpiade (il 17 nei 100 metri).

Storie di ordinaria straordinarietà. Come quella di Bebe Vio, 19 anni, l'altra Valentina Vezzali. Gioiosa, vitale, vincente. La fiorettista d'Italia nel 2008, a 11 anni, si ammala: meningite. Subisce l'amputazione di braccia e gambe. "Poteva andarmi peggio, sono sopravvissuta". Due anni fa ha vinto la coppa del mondo e due titoli europei, nel 2015 il titolo mondiale. Punta all'oro anche a Rio (14 e 16 settembre). 
Ogni sport e paese ha il suo eroe, che è anche il campione di tutti. Come Markus Rehm, 28 anni, il tedesco del salto in lungo detto Blade Jumper: oro a Londra 2012, record del mondo due anni dopo, un 8.24 che significa anche il primato ai nazionali di Germania per normodotati. Voleva fare le Olimpiadi come fece Oscar Pistorius a Londra, ma ha perso la sua battaglia: non ha dimostrato di non avere vantaggi dalla protesi che ha dopo che gli è stata amputata la gamba destra per un incidente in wakeboard.

L'America ha "The Armless Archery": Matt Stutzman, 33 anni, argento a Londra, l'arciere senza braccia (dalla nascita). E' stato adottato a 4 mesi da cacciatori nell'Iowa, Matt ha imparato bene il mestiere. Dopo Londra ha girato per le scuole di mezzo paese, facendo innamorare dell'arco centinaia di bambini. Melissa Stockwell, 36 anni, soldato dell'esercito Usa, ha perso la gamba sinistra in un bombardamento in Iraq nel 2004. Ha iniziato a nuotare ed è alla sua terza Paralimpiade.  

Omara Durand da Cuba è l'atleta ipovedente più veloce della storia: a Londra i 100 metri d'oro in 12 secondi, record che ha battuto due volte portandolo a 11,48. E oro anche nei 400. L'irlandese Jason Smith, 29 anni, ipovedente, padre e mormone, è l'Usain Bolt delle Paralimpiadi: oro nei 100 e 200 a Pechino e Londra, punta a fare la storia dello sprint come il giamaicano. Daniel Dias è invece il Michael Phelps del nuoto paralimpico: il brasiliano, 28 anni, nato senza mani, parte di un braccio e una gamba, ha iniziato a nuotare a 14 anni vincendo tutto quello che c'era da vincere alle Paralimpiadi: 15 medaglie di cui 10 d'oro.
Il bielorusso Alexander Tryputs, 34 anni, oro nel lancio del giavellotto ai Giochi di Atene 2004, nel 2013 è caduto dal tetto di casa mentre riparava l'antenna della tv ed è rimasto paralizzato: a Rio, 12 anni dopo il titolo in Grecia, ci riprova sulla sedia a rotelle. Le visioni non finiscono mai.
I commenti dei lettori