ROMA - Un olandese volante sotto gli sguardi severi degli atleti in pietra che circondano lo Stadio dei Marmi a Roma: Harrie Smolders, in sella al suo Don VHP Z, ha vinto il Gran Premio di equitazione (montepremi di oltre 300mila euro) del Global Champions Tour, la tredicesima tappa del circuito di salto ostacoli voluto da Logines in alcune delle location più suggestive del mondo, da Città del Messico a Doha, passando per Parigi.
Dopo il rinvio per pioggia di ieri, questa mattina ci sono volute due manche molto agguerrite e un barrage tra i migliori sette binomi rimasti in campo per decidere il vincitore. Smolders ha inanellato il terzo percorso netto consecutivo bruciando però tutti sul tempo: Don VHP Z ha coperto il percorso finale, con ostacoli da un metro e sessanta, in 33.11 secondi, strappando allo speaker un commento non ortodosso: "Non chiamatelo cavallo, chiamatelo razzo". Per il 36enne Smolders si tratta della seconda vittoria in un gran Premio del Global Champions Tour dopo quella di Shanghai dello scorso anno. In questa stagione, invece, sempre con Don VHP Z si era piazzato al secondo posto ad Amburgo.
Piazza d’onore per il francese Simon Delestre, ultimo a scendere in campo con Chesall Zimequest. Terzo percorso netto anche per lui ma un responso cronometrico più alto (34.00 secondi). Ancora l’Olanda sul podio con Maikel van der Vleuten che, con VDL Groep Arera C, ha chiuso nel tempo di 34.07 secondi.
Ottimo quarto posto per Alberto Zorzi anche lui protagonista di tre percorsi netti con Fair Light van't Heike (tempo di 35.15 scondi). Un risultato questo che dopo la terza posizione ottenuta a Valkensward conferma la grande competitività del 27 enne cavaliere padovano, da un anno e mezzo in Olanda dove monta per la scuderia di Jan Tops.
Ma il protagonista forse più applaudito della gara è stato Casall ASK, il 15enne stallone montato da Rolf-Göran Bengtsson. I due avevano vinto l'edizione 2015 della tappa romana del Global. Questa volta hanno chiuso in quinta posizione (tre netti e un tempo al barrage di 35.16). Un risultato che ha comunque permesso a Bengtsson di raggiungere la prima posizione della classifica generale sorpassando l'amazzone australiana Edwina Tops-Alexander. Ma Casall ASK si è confermato nei tre percorsi andati in scena al Foro Italico un cavallo si straordinaria potenze ed eleganza. E anche un fenomenale riproduttore: tre degli altri sei cavalli al barrage erano suoi figli. Uno di questi, Casallo Z, montato dall'italiano Piergiorgio Bucci, ha fatto sognare il pubblico di casa: velocissimo al barrage (con 33.99 il secondo miglior tempo) sembrava in gradi di lottare per le primissime posizioni quando però ha commesso un errore proprio sull'ultimo ostacolo.
Saranno comunque le prossime due tappe di Vienna e Doha a decidere chi sarà il vincitore finale del Global Champions Tour 2016.
Dopo il rinvio per pioggia di ieri, questa mattina ci sono volute due manche molto agguerrite e un barrage tra i migliori sette binomi rimasti in campo per decidere il vincitore. Smolders ha inanellato il terzo percorso netto consecutivo bruciando però tutti sul tempo: Don VHP Z ha coperto il percorso finale, con ostacoli da un metro e sessanta, in 33.11 secondi, strappando allo speaker un commento non ortodosso: "Non chiamatelo cavallo, chiamatelo razzo". Per il 36enne Smolders si tratta della seconda vittoria in un gran Premio del Global Champions Tour dopo quella di Shanghai dello scorso anno. In questa stagione, invece, sempre con Don VHP Z si era piazzato al secondo posto ad Amburgo.
Piazza d’onore per il francese Simon Delestre, ultimo a scendere in campo con Chesall Zimequest. Terzo percorso netto anche per lui ma un responso cronometrico più alto (34.00 secondi). Ancora l’Olanda sul podio con Maikel van der Vleuten che, con VDL Groep Arera C, ha chiuso nel tempo di 34.07 secondi.
Ottimo quarto posto per Alberto Zorzi anche lui protagonista di tre percorsi netti con Fair Light van't Heike (tempo di 35.15 scondi). Un risultato questo che dopo la terza posizione ottenuta a Valkensward conferma la grande competitività del 27 enne cavaliere padovano, da un anno e mezzo in Olanda dove monta per la scuderia di Jan Tops.
Ma il protagonista forse più applaudito della gara è stato Casall ASK, il 15enne stallone montato da Rolf-Göran Bengtsson. I due avevano vinto l'edizione 2015 della tappa romana del Global. Questa volta hanno chiuso in quinta posizione (tre netti e un tempo al barrage di 35.16). Un risultato che ha comunque permesso a Bengtsson di raggiungere la prima posizione della classifica generale sorpassando l'amazzone australiana Edwina Tops-Alexander. Ma Casall ASK si è confermato nei tre percorsi andati in scena al Foro Italico un cavallo si straordinaria potenze ed eleganza. E anche un fenomenale riproduttore: tre degli altri sei cavalli al barrage erano suoi figli. Uno di questi, Casallo Z, montato dall'italiano Piergiorgio Bucci, ha fatto sognare il pubblico di casa: velocissimo al barrage (con 33.99 il secondo miglior tempo) sembrava in gradi di lottare per le primissime posizioni quando però ha commesso un errore proprio sull'ultimo ostacolo.
Saranno comunque le prossime due tappe di Vienna e Doha a decidere chi sarà il vincitore finale del Global Champions Tour 2016.