Maratona, record mondiale a 85 anni: un canadese scende sotto le 4 ore
di AGNESE ANANASSO
Ed Whitlock, 85 anni, ha stabilito il nuovo record del mondo di maratona nella sua categoria
Alla maratona di Toronto l'ingegnere Ed Whitlock corre in 3 ore e 56 minuti netti, polverizzando il precedente miglior tempo di sempre nella categoria di 4 ore 34 minuti e 55 secondi. Il veterano a 73 anni aveva corso in 2 ore e 54 minuti
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Ottantacinque anni e non sentirli. Anzi, permettersi di fare un record del mondo di maratona. Il canadese, inglese di nascita, Ed Whitlock, alla veneranda età di 85 anni, ha infatti polverizzato il record del mondo dei 42 km e 195 metri nella sua categoria (85-90), scendendo sotto il muro delle 4 ore: 3 ore e 56 minuti netti, ben 38 minuti in meno rispetto al precedente record di 4 ore 34 minuti 55 secondi. La maratona di Toronto, che si è svolta ieri, domenica, è stato il teatro dell'impresa.
Maratona, Ed Whitlock: un fenomeno di 85 anni
A Toronto il canadese ha corso in 3 ore e 56 minuti netti, frantumando il precedente record di categoria di 4 ore 34 minuti e 55 secondi
Il veterano dalle ginocchia d'acciaio ambiva a un risultato migliore: "Miravo alle 3 ore e 50, ma dopo metà gara mi sono reso conto che era troppo difficile" ha detto ai microfoni di CBC Radio One oggi, lamentandosi sorridendo del "male alle gambe". Per l'ingegner Whitlock fare il fenomeno è la normalità ma il suo più grande motivo di orgoglio è aver chiuso la maratona di Toronto nel 2004, alla tenera età di 73 anni, sotto le tre ore, in 2 ore, 54 minuti e 49 secondi. Un obiettivo che molti runner non raggiungono mai nella vita, neanche dopo migliaia di chilometri macinati, neanche a un'età in cui muscoli e articolazioni non devono ancora fare i conti con la ruggine degli anni che passano.
Forse il segreto di Whitlock sta nel fatto che ha iniziato a correre a 40 anni, quando chi ha corso ad alti livelli ha appeso le scarpe al chiodo da un pezzo. O forse il suo segreto sta proprio in quelle scarpe, che non hanno niente a che vedere con gli ultimi ritrovati della scienza e della tecnica: "È un modello di venti anni fa che ormai fa parte del passato ma io non amo i quelli attuali" spiega il campione. "Ho ancora un piccolo stock del 'mio' modello preferito". E sul futuro, il canadese volante non sa ancora cosa farà da grande: "Nessuno sa quando arriverà l'ora dell'ultima corsa ma io continuerò a correre finché potrò". Una certezza, almeno lui, ce l'ha.