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"50 x Rio", in un film la fatica e la grandezza di Zanardi

Alex Zanardi 
Presentato al Teatro Franco Parenti di Milano, il documentario prodotto da Enervit andrà in onda su Sky Sport 2 e su TV8. Con l'atleta tutti coloro che hanno contribuito alla sua incredibile esperienza e ai suoi trionfi. "Ora penso ai prossimi obiettivi e a Tokyo 2020"
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MILANO - La normalità di qualcosa di assolutamente eccezionale. È in questo paradosso che vive la grandezza di Alex Zanardi, raccontata nel film documentario "50 x Rio", prodotto da Enervit, realizzato da Francesco Mansutti e FilmArt, presentato in anteprima ieri sera al Teatro Franco Parenti di Milano (in onda in sei diverse finestre orarie su Sky Sport 2 venerdì nello Zanardi Day e in chiaro su TV8 sabato alle 17). "Io non ci ho visto tanta retorica sull'opportunità e la sfortuna, mi sono dimenticato di tutto questo e in questo racconto ho visto semplicemente uno che faceva fatica come tutti noi che corriamo e scaliamo le montagne in bicicletta", sintetizza Linus intervenendo dalla platea di un teatro commosso nel vedere queste immagini che racchiudono il percorso della medaglia d'oro della gara a cronometro e staffetta di ciclismo delle para Olimpiadi 2016 in Brasile.

Alex Zanardi, "50 x Rio": la lunga strada verso il trionfo

Il protagonista della serata conferma che il senso dell'opera è proprio questo: "Questa medaglia non me l'ha regalata nessuno, perché mi chiamo Zanardi, l'ho vinta andando a 43 all'ora di media. E solo con le braccia vi assicuro che non è male", dice l'ex pilota di F1 diventato atleta di handbike, circondato dal mondo che lo ha trasformato in un esempio mondiale dopo il gravissimo incidente automobilistico di Berlino del 2001. La moglie Daniela esce dalla sala quando viene chiamata dal palco, in omaggio alla sua riservatezza. La mamma Anna scoppia a piangere quando Alex la ringrazia insieme al papà Dino che gli ha fatto da maestro nella capacità di mettere a punto la sua personale bicicletta. Il figlio Niccolò si alza in piedi quando viene ricordata la scena dove compare nel documentario. In prima fila Vittorio Podestà, l'atleta paralimpico che ha trasmesso ad Alex la passione per l'handbike dopo un fortuito incontro all'autogrill: "Avevo parcheggiato la mia macchina dietro alla sua BMW credendo che fosse il solito sbruffone che occupa il posto dei disabili". Poco più indietro il suo preparatore Francesco Chiappero con cui condivide meticolosissime sedute di analisi dati. Ma il vero personaggio è Mario Valentini, incontenibile e simpaticissimo ct umbro della Nazionale paralimpica di ciclismo (41 ori tra Mondiali e Olimpiadi): "Voi non sapete come è bravo a raccontare le barzellette Alex. Volete sapere l'ultima che mi ha detto questo pomeriggio mentre venivo in auto a Milano? Cosa fa un gondoliere col telecomando in mano a Venezia? Cambia canale. Quando l'ho sentita, ho frenato e mi stavo quasi fermando". In platea anche Stefano Baldini e Davide Cassani, l'Italia che corre e pedala tra maratone e tapponi di ciclismo.

Il documentario restituisce verità date spesso per scontate perché ormai Alex Zanardi sembra un'icona dell'impossibile. E invece è nelle cifre della realtà che bisogna cercare il filo da seguire: a Rio l'atleta bolognese con 50 anni di età ha battuto atleti di 25 anni. "Nessun altro sportivo è riuscito a vincere un oro olimpico a 50 anni", ripete Alberto Sorbini, presidente e ad di Enervit. "Sì, continuava a dirmelo, ma io non lo ascoltavo perché stavo cercando un godrone - scherza Alex - che per chi non lo sapesse è un ingranaggio che mi serve per mettere a punto la mia personale bicicletta". Impressionanti i passaggi del documentario che riprendono Zanardi impegnato ad allenarsi dentro una galleria in mezzo alle macchine, oppure lasciarsi andare in discesa su strade trafficate. Volutamente la gara di Rio fa quasi da sfondo anziché essere l'elemento principale della narrazione: dura pochi secondi la ripresa della volata di Rio e della premiazione per gli ori individuali e staffetta. Quello che conta è la preparazione e le difficoltà di ogni giorno superate con gesti di incredibile abilità: Alex che si fa la barba issandosi sul lavandino oppure fa benzina appoggiato sul finestrino posteriore della sua macchina. E le malinconiche e poetiche immagini di Zanardi intento a osservare l'orizzonte con la sua handbike nelle pause degli allenamenti. "E adesso penso ai prossimi obiettivi e alle Olimpiadi di Tokyo 2020". Tra una barzelletta e l'altra col Ct Valentini.   
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