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Boxe, Ward batte Kovalev: ma si scatena la polemica

Un diretto sinistro di Kolavev centra Ward (afp)
L'attesissimo mondiale dei mediomassimi si risolve a favore dello statunitense, che si impone di strettissima misura nonostante un atterramento subito al secondo round. Il russo attacca: "I giudici erano americani, ma questa non è politica''
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Il sopravvissuto. La sfida pugilistica tecnicamente più valida del 2016, quella tra Andre Ward e Sergej Kovalev, si risolve di strettissima misura a favore dello statunitense. Sopravvissuto perché, dopo aver traballato nei primi round (al secondo è andato al tappeto), il fuoriclasse californiano ha iniziato a tessere una tela di qualità ma soprattutto di intelligenza che ha finito per imbrigliare il picchiatore russo. Alla fine i tre giudici hanno visto tutti lo stesso match: 114-113 per Ward. Giusto? Sbagliato? Iniziamo la disamina facendo parlare i contendenti. Kovalev, 'The Krusher' per la sua potenza devastante (30 vittorie, 26 per ko), nonostante da tempo abbia preferito il sole della Florida alle gelide località della propria infanzia, agita addirittura fantasmi da guerra fredda: “Lui è americano, i giudici sono americani. Ma questa è boxe, non deve mescolarsi con la politica. Al massimo può aver vinto tre round''. Poi la stoccata che sembra il preludio ad una immancabile rivincita: ''La prossima volta ti prendo a calci in culo''.

Più sfumato, il commento di Ward, che dopo aver vinto le Olimpiadi ad Atene nel 2004 e dominato una categoria ricca di stelle come quella dei supermedi, si prende una vagonata di cinture (Wba, Ibf e Wbo) dei mediomassimi: ''E' stato un match molto serrato, posso dire di essere fiero della mia reazione''. Che dire... Match di interpretazione inevitabilmente destinato a scatenare polemiche. A nostro avviso, per come si è sviluppato l'incontro, Kovalev avrebbe ampiamente meritato il verdetto.
Ward al tappeto nel secondo round (afp)
Già nel primo round Ward ha traballato. Nel secondo, centrato da un destro in una fase aperta di scambio, è andato per terra come non gli era mai capitato in carriera. Un momento difficilissimo, lo si è capito dal largo sorriso di circostanza esibito nel rialzarsi. Una salita allo stato puro, che Ward ha trasformato almeno in pianura solo a partire dal sesto round. Un punto di svolta per lo statunitense, che ha iniziato a praticare una boxe più efficace dall'alto della sua tecnica raffinata. Niente di eccezionale comunque, visto che la 'paura' di assaggiare ancora i colpi dell'avversario lo ha portato a svicolare eccessivamente, con riflessi inevitabili sullo spettacolo.

Un appunto si può comunque fare a Kovalev: il russo ha vivacchiato troppo sul vantaggio chiaro accumulato nei primi round, facendo scattare nel finale con meno insistenza il suo efficacissimo jab, una via di mezzo tra un colpo di sbarramento ed uno di offesa. Tutto a vantaggio di Ward, che anche con la sua personalità ha messo d'accordo i giudici ma non il pubblico, che alla fine ha fischiato il verdetto. Si gonfia il conto in banca di entrambi: Ward ha percepito 5 milioni di dollari, Kovalev 2 e mezzo, più una percentuale sulla pay per view. Dopo un esito del genere, l'attesa e il giro di quattrini sono destinati a crescere ulteriormente: rivincita che, c'è da starne certi, a questo punto si farà.








 
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