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Buffa fa rivivere il mito Ali

Su Sky una mini serie sul campione scomparso lo scorso giugno
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MILANO - Dalla fiammante bicicletta rossa ricevuta in regalo dal padre e rubata dopo il primo giro per le vie di Louisville (occasione per conoscere il suo futuro allenatore Joe Martin, poliziotto intervenuto per il furto), all'irripetibile atmosfera delle Olimpiadi di Roma dove conquistò la medaglia d'oro dei mediomassimi. Sono due immagini della prima puntata della mini-serie "Federico Buffa racconta Muhammad Alì", presentata ieri sera in anteprima a Milano, in onda sabato sera alle 23.45 su Sky Sport 1 (successive puntate 17 dicembre e giovedì 22 con replica sabato 24). "E' stato lo sportivo più importante di tutti i tempi - spiega Buffa a una platea di universitari del Politecnico di Milano - perché ha condizionato anche le vite dei grandi della storia, da Martin Luther King a Papa Woytila". Il futuro Papa Giovanni Paolo II prendeva di nascosto le chiavi della sala tv del collegio dove studiava in Polonia per segui…
MILANO - Dalla fiammante bicicletta rossa ricevuta in regalo dal padre e rubata dopo il primo giro per le vie di Louisville (occasione per conoscere il suo futuro allenatore Joe Martin, poliziotto intervenuto per il furto), all'irripetibile atmosfera delle Olimpiadi di Roma dove conquistò la medaglia d'oro dei mediomassimi. Sono due immagini della prima puntata della mini-serie "Federico Buffa racconta Muhammad Alì", presentata ieri sera in anteprima a Milano, in onda sabato sera alle 23.45 su Sky Sport 1 (successive puntate 17 dicembre e giovedì 22 con replica sabato 24). "E' stato lo sportivo più importante di tutti i tempi - spiega Buffa a una platea di universitari del Politecnico di Milano - perché ha condizionato anche le vite dei grandi della storia, da Martin Luther King a Papa Woytila". Il futuro Papa Giovanni Paolo II prendeva di nascosto le chiavi della sala tv del collegio dove studiava in Polonia per seguire gli incontri di Cassius Clay. E, una volta diventato Pontefice, modificò la sua agenda per incontrare l'idolo degli anni giovanili, il campione scomparso lo scorso giugno dopo una lunga malattia.
 
BERRUTI E IL SOGNO DI WILMA - In prima fila Livio Berruti riassume splendidamente lo spirito di quell'epoca a cavallo dei Giochi di Roma: "Lo sport ha preceduto la politica come spesso succede. Nel 1963 Martin Luther King fece il suo celebre discorso del sogno, nel quale diceva tra le altre cose di sognare un nero e un bianco andare in giro mano nella mano. Tre anni prima, all'interno del villaggio olimpico, io e Wilma Rudolph avevamo messo già in pratica questo proposito. Era stupenda e aveva un sorriso che ammaliava. E io da bravo italiano mi sono lasciato ammaliare". Parole talmente belle da spingere alla standing ovation una platea di ventenni, nati 35 anni dopo quell'epopea.
 
I'M THE GREATEST - La stessa Wilma Rudolph che tornerà insieme ad Alì a Lousville dopo l'oro olimpico, oggetto delle simpatiche smargiassate del fuoriclasse del ring che per strada urlava con lei a fianco, a bordo della Cadillac nuova fiammante, il suo celebre slogan: "Io sono Cassius Clay, io sono il più grande". E la velocista che prima si affossava intimidita sul sedile, ma a poco a poco scoppiava a ridere divertita. "Certo, se avessi saputo che Alì stava dietro a Wilma, ci avrei pensato due volte a farmi vedere mano nella mano in  pubblico con lei", scherza Berruti scatenando di nuovo l'entusiasmo degli studenti. Altri tempi. La mini-serie di Buffa su Alì prova a raccontarli anche a chi non li ha vissuti.