ALTA BADIA - E' l'Italia stagionata, viva, non arresa che festeggia sulla Gran Risa che fece grande Tomba: Florian Eisath, 32 anni, di cui molti passati nelle retrovie, è terzo nel gigante di casa dove fece la sua prima gara in coppa del mondo (2004). "Non ci posso credere di avercela fatta, non ho mollato, sul lungo muro ho avuto la sensazione di volare". Altissimo, perché a vincere è il mostro austriaco Marcel Hirscher (in 2'32"89), che eguaglia la Bomba azzurra per numero di successi (4). E secondo è il francese Faivre (a +0''71), che tiene in auge il tricolore visto che Pinturault scivola nella seconda manche finendo tra le reti. "Stare dietro campioni come loro mi riempie di orgoglio". Eisath là dietro ci si infila a +1'1''10 dall'alieno austriaco e butta a terra gli sci, esulta, abbracciato da tutta la squadra dei gigantisti che viene da un periodo tosto: nessun risultato, e solo poche settimane fa il licenziamento del responsabile della specialità, lo svizzero Steve Locher. "Un giorno incredibile per me, per chi ha creduto in me, per la mia famiglia, mia moglie e mio figlio. Dedico a loro questa felicità". L'altoatesino era finito fuori squadra nel 2014: "Pensai di mollare. Ma sapevo che dentro di me non era tutto morto".
Per niente. Per Florian, figlio dell'ex slittinista Monika Auer, è il primo podio in una carriera iniziata presto con i successi in Coppa Europa, poi sfilacciata tra alti e bassi, soprattutto bassi. "Tanto che mi stavo preparando un piano B: seguire gli impianti e l'albergo dei miei genitori, il Moseralm di Carezza. Se fosse andata ancora male, avrei trovato anche lì le mie soddisfazioni. Ma sono uno che non si accontenta, anche se oggi sì che mi sono dato pace". Ci è andato a parlare con la Gran Risa: "Le ho detto: dai che alla fine non sei così cattiva. Cosa mi ha risposto? Fidati, non ti tradirò".
Il dialogo della montagna col suo vecchio ragazzo. Florian è uno dei pochi azzurri a riuscire nell'impresa di scalare il gigante. Il finanziere altoatesino, terzo al termine della prima manche, ha gestito perfettamente anche la seconda. Era da febbraio (con il terzo posto di Max Blardone a Yuzawa Naeba, in Corea del sud) che l'Italia non saliva su questa specialità. E sempre Blardone, ritiratosi dietro le telecamere a fare il commentatore tv, è stato l'ultimo a domare la Gran Risa (2011).
"Ho quasi le lacrime agli occhi, non ci posso credere, è una grande soddisfazione. Sentivo negli ultimi giorni che c'era un'aria particolare, nelle gare precedenti avevo fatto dei buoni parziali, si trattava di mettere insieme i pezzi. Oggi è stato tutto perfetto, una cosa incredibile. Qui in Badia ho disputato la mia prima gara in Coppa del mondo dodici anni fa e in questa occasione ho festeggiato la centesima presenza in coppa. E' una di quelle storie che senti raccontare che ti indicano segni del destino. E questa è proprio la mia storia. Era fatale che succedesse qui, davanti alla mia gente, mia moglie e mio figlio". E' la Gran Risa, storia di famiglia.
Per niente. Per Florian, figlio dell'ex slittinista Monika Auer, è il primo podio in una carriera iniziata presto con i successi in Coppa Europa, poi sfilacciata tra alti e bassi, soprattutto bassi. "Tanto che mi stavo preparando un piano B: seguire gli impianti e l'albergo dei miei genitori, il Moseralm di Carezza. Se fosse andata ancora male, avrei trovato anche lì le mie soddisfazioni. Ma sono uno che non si accontenta, anche se oggi sì che mi sono dato pace". Ci è andato a parlare con la Gran Risa: "Le ho detto: dai che alla fine non sei così cattiva. Cosa mi ha risposto? Fidati, non ti tradirò".
Il dialogo della montagna col suo vecchio ragazzo. Florian è uno dei pochi azzurri a riuscire nell'impresa di scalare il gigante. Il finanziere altoatesino, terzo al termine della prima manche, ha gestito perfettamente anche la seconda. Era da febbraio (con il terzo posto di Max Blardone a Yuzawa Naeba, in Corea del sud) che l'Italia non saliva su questa specialità. E sempre Blardone, ritiratosi dietro le telecamere a fare il commentatore tv, è stato l'ultimo a domare la Gran Risa (2011).
"Ho quasi le lacrime agli occhi, non ci posso credere, è una grande soddisfazione. Sentivo negli ultimi giorni che c'era un'aria particolare, nelle gare precedenti avevo fatto dei buoni parziali, si trattava di mettere insieme i pezzi. Oggi è stato tutto perfetto, una cosa incredibile. Qui in Badia ho disputato la mia prima gara in Coppa del mondo dodici anni fa e in questa occasione ho festeggiato la centesima presenza in coppa. E' una di quelle storie che senti raccontare che ti indicano segni del destino. E questa è proprio la mia storia. Era fatale che succedesse qui, davanti alla mia gente, mia moglie e mio figlio". E' la Gran Risa, storia di famiglia.