ROMA - "Possono rubarmi le galline, possono pure rubarmi le pecore, ma nessuno può scipparmi l'età". Lo splendore agonistico e i misteri personali di Miruts Yifter, erede di Abebe Bikila e Mamo Wolde, musa ispiratrice dei grandi mezzofondisti etiopi dei tempi più recenti, da Gebrselassie a Bekele, passando per l'intera famiglia delle Dibaba, si intrecciavano. Per anni hanno costruito la sceneggiatura di un film appassionante, a tratti unico. Oro olimpico nei 5 mila e nei 10 mila a Mosca nel 1980, Miruts Yifter è morto a 72 anni per insufficienza respiratoria, come ha annunciato al mondo suo figlio Biniam Miruts. Viveva in Canada da 16 anni. Aveva lasciato l'Etiopia perché un giorno, costretto a schierarsi, si accorse di non aver alcun buon motivo per piegarsi al regime militare. Ma sui suoi 72 anni ci sarebbe ancora da discutere. Nessuno contesta le sue vittorie, qualcuno però ancora si domanda, con leggerezza per carità, che età avesse questa leggenda dell'atletica quando sbaragliò gli avversari in Unione Sovietica ottenendo una di quelle doppiette rimaste storiche nella storia delle distanze lunghe della pista, la stessa doppietta che quattro anni e otto anni prima, a Montreal e a Monaco di Baviera, aveva ottenuto Lasse Viren.
Anche a Mosca il finlandese corse la finale dei 10 mila da favorito al fianco del suo connazionale e allora campione europeo in carica Vainio. Ma era vagamente spompato e nonostante un tentativo di prendersi la gara all'inizio dell'ultimo giro finì quinto. Yifter fu più moderno di tutti i suoi avversari. Aspettò che il suo connazionale Kedir alzasse il "pace" nell'ultimo chilometro e mezzo e piazzò lo sprint (anticipando le strategie di Gebrselassie e Bekele) negli ultimi 300 metri. Bekele era capace di correre l'ultimo giro in 53" ma Yifter non gli fu da meno e negli 300 metri finali corse in 39" staccando di quindici metri il secondo, il terzo finlandese Maaninka. L'età di Yifter, che in pratica si scippava da sola per mancanza di appoggi cartacei, forse rimarrà per sempre un enigma.
Tipica situazione delle certificazioni anagrafiche tardive o quantomeno sospette di tanti atleti provenienti dall'Africa di quell'epoca (la situazione si sarebbe protratta, tanto per fare un altro esempio, sino a George Weah). "Miruts è stato tutto per me, se ho avuto una carriera lo debbo a lui", ha dichiarato Gebrselassie. Ci sarebbero due date possibili: Yifter può essere nato, stando ad alcune ricerche poi accettate dalla Iaaf (quando ormai il problema non aveva più rilevanza) il 1 gennaio del 1938 o il 15 maggio del 1944. Sembrerebbero entrambe due soluzioni di comodo. Rimane che, nella migliore o peggiore delle ipotesi, Yifter fece l'impresa a 36 anni. Altrimenti addirittura a 42. Non stupisce oggi, che i fisici durano di più, che certe maturazioni, sostenute da più aggiornate tabelle di preparazione e da più mirate schede alimentari, arrivano dopo i 30 anni, ma allora dovette far sgranare gli occhi.
Tardivo o ignaro lui stesso della propria età, sbarcò in Messico senza gareggiare, pur avendo (potenzialmente) già 30 anni. Assistette ai fuochi d'artificio del suo connazionale Mamo Wolde, che vinse la maratona dopo i due ori di Bikila a Roma e Tokyo e si mise al collo l'argento dei 10 mila dando il via all'eterna lotta fra Etiopia e Kenya, visto che Temu in quell'occasione vinse il primo storico oro olimpico del Kenya, paese che aveva guadagnato la propria indipendenza soltanto cinque anni prima (subito dopo arrivarono il secondo oro nei 3000 siepi con Biwott e il terzo nei 1500 con Keino!). Successivamente Wolde finì in carcere. Yifter, l'uomo senza età, debutto ai Giochi nel '72, dove fu terzo nei 10 mila (vinti sempre da Viren). Quando trionfò a Mosca, con quella soave maniera di opporsi alle leggi della fisica, sfidando il peso degli altri con il suo semplice sfiorare la pista, aveva i capelli radi e i ciuffi neri gli sormotavano le orecchie. Volto già vecchio, o di una giovinezza mal vissuta, Yifter era l'antipasto succulento dell'atletica moderna, avvalorata da magici personali: 13'13"82 nei 5 mila e 27'40"96 nei 10 mila. Ha respirato come un matto sino alla fine. Non lo fermò chi voleva "scippargli l'età", non lo fermò la dittatura. Non potevano che essere i polmoni a fermarlo.
Anche a Mosca il finlandese corse la finale dei 10 mila da favorito al fianco del suo connazionale e allora campione europeo in carica Vainio. Ma era vagamente spompato e nonostante un tentativo di prendersi la gara all'inizio dell'ultimo giro finì quinto. Yifter fu più moderno di tutti i suoi avversari. Aspettò che il suo connazionale Kedir alzasse il "pace" nell'ultimo chilometro e mezzo e piazzò lo sprint (anticipando le strategie di Gebrselassie e Bekele) negli ultimi 300 metri. Bekele era capace di correre l'ultimo giro in 53" ma Yifter non gli fu da meno e negli 300 metri finali corse in 39" staccando di quindici metri il secondo, il terzo finlandese Maaninka. L'età di Yifter, che in pratica si scippava da sola per mancanza di appoggi cartacei, forse rimarrà per sempre un enigma.
Tipica situazione delle certificazioni anagrafiche tardive o quantomeno sospette di tanti atleti provenienti dall'Africa di quell'epoca (la situazione si sarebbe protratta, tanto per fare un altro esempio, sino a George Weah). "Miruts è stato tutto per me, se ho avuto una carriera lo debbo a lui", ha dichiarato Gebrselassie. Ci sarebbero due date possibili: Yifter può essere nato, stando ad alcune ricerche poi accettate dalla Iaaf (quando ormai il problema non aveva più rilevanza) il 1 gennaio del 1938 o il 15 maggio del 1944. Sembrerebbero entrambe due soluzioni di comodo. Rimane che, nella migliore o peggiore delle ipotesi, Yifter fece l'impresa a 36 anni. Altrimenti addirittura a 42. Non stupisce oggi, che i fisici durano di più, che certe maturazioni, sostenute da più aggiornate tabelle di preparazione e da più mirate schede alimentari, arrivano dopo i 30 anni, ma allora dovette far sgranare gli occhi.
Tardivo o ignaro lui stesso della propria età, sbarcò in Messico senza gareggiare, pur avendo (potenzialmente) già 30 anni. Assistette ai fuochi d'artificio del suo connazionale Mamo Wolde, che vinse la maratona dopo i due ori di Bikila a Roma e Tokyo e si mise al collo l'argento dei 10 mila dando il via all'eterna lotta fra Etiopia e Kenya, visto che Temu in quell'occasione vinse il primo storico oro olimpico del Kenya, paese che aveva guadagnato la propria indipendenza soltanto cinque anni prima (subito dopo arrivarono il secondo oro nei 3000 siepi con Biwott e il terzo nei 1500 con Keino!). Successivamente Wolde finì in carcere. Yifter, l'uomo senza età, debutto ai Giochi nel '72, dove fu terzo nei 10 mila (vinti sempre da Viren). Quando trionfò a Mosca, con quella soave maniera di opporsi alle leggi della fisica, sfidando il peso degli altri con il suo semplice sfiorare la pista, aveva i capelli radi e i ciuffi neri gli sormotavano le orecchie. Volto già vecchio, o di una giovinezza mal vissuta, Yifter era l'antipasto succulento dell'atletica moderna, avvalorata da magici personali: 13'13"82 nei 5 mila e 27'40"96 nei 10 mila. Ha respirato come un matto sino alla fine. Non lo fermò chi voleva "scippargli l'età", non lo fermò la dittatura. Non potevano che essere i polmoni a fermarlo.